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Noci, nocciole e mandorle per la salute

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La nocciola gentile delle Langhe è uno dei più famosi prodotti tipici piemontesi. Ma anche le noci e le mandorle vengono coltivate in Piemonte ed entrano nella preparazione di molte ricette tradizionali come la bagna caoda con l'olio di noci o il risotto al castelmagno e noci.



Ma oltre ad essere un prodotto tipico e ad essere buone, sempre di più viene provato il loro effetto benefico sulla salute. Una nuova ricerca pubblicata sull'European Journal of Nutrition e su Metabolism ha messo in luce dei risultati che già si sospettavano: le noci, le nocciole e le mandorle fanno bene alla salute e non fanno ingrassare.

La capacità di ridurre l'ingrassamento deriverebbe secondo gli scienziati dall'azione antinfiammatoria di noci, nocciole e mandorle.

In particolare la ricerca, condotta su un gruppo di diabetici sovrappeso , ha evidenziato grandi benefici sul livello di glicemia, sulla massa grassa, una riduzione del bisogno di insulina e la riduzione di citochine infiammatorie (per esempio il BAFF) responsabili dei segnali che facilitano l'obesità.



Il panel ha coinvolto persone dell'estremo oriente a cui sono state somministrate noci, nocciole e mandorle per il 20% della loro dieta. Per 4 settimane sono state date loro 50 grammi di questa frutta secca non come fine pasto ma integrate nel pasto.

In un altro studio alcuni ricercatori dell'Universita' di Harvard hanno studiato il consumo di noci e nocciole di piu' di 170.000 statunitensi e hanno dimostrato come mangiare una porzione di noci o nocciole almeno una volta al giorno si associ ad una riduzione della mortalita' del 20% circa, rispetto a chi non ne mangia mai.

E' stato osservato come questa frutta secca abbiamo un effetto protettivo sui tumori, le malattie cardiovascolari e le malattie neurodegenerative.

Gli stessi studiosi hanno confermato che anche secondo loro noci, nocciole e mandorle non facciano ingrassare perché il loro consumo sarebbe associato ad un aumento di peso minore rispetto a chi non ne consuma.

Per approfondire le conclusioni di questo studio sulle noci, nocciole e mandorle vi consigliamo di visitare direttamente la pagina ufficiale dello studio del Dr. Bao che trovate a questo link: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24256379 (in inglese)

Quindi è importante consumare noci, nocciole e mandorle all'interno di una dieta equilibrata, perchè è verosimile che questi frutti svolgano un effetto anticarcinogenico, cardioprotettivo, anti-infiammatorio ed anti-ossidante prodotto da alcuni dei loro nutrienti come gli acidi grassi insaturi, le proteine ad alta qualita', le fibre, le vitamine ed i minerali.

Per questo vi consigliamo di provare le noci, nocciole e mandorle al miele di Dolcepiemonte perchè sono buone, già pronte e fanno bene alla salute.

ANTIPASTO PIEMONTESE

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La cucina piemontese spesso deriva le migliori ricette dalla cucina povera dei contadini. Anche in questo caso la giardiniera piemontese anche chiamata antipasto piemontese rappresenta bene una preparazione che ha origini molto antiche e semplici. Una volta infatti serviva per conservare a lungo le verdure dell'orto che quasi tutti i piemontesi non delle città avevano.

Oggi la giardiniera è diventata una ricetta tipica molto richiesta per il suo basso apporto calorico ma molto gustosa e profumata, un modo semplice e delizioso per consumare le verdure tutto l'anno e non solo nei mesi estivi.
Gli antipasti piemontesi rivestono un ruolo di primo piano nel menù tradizionale del Piemonte.



INGREDIENTI per ottenere da 10 a 12 barattoli: 

Pomodori maturi 3 kg 
sedano 500 gr 
carote 500 gr 
cipolline  500 gr
fagiolini 500 gr 
cavolfiore 500 gr 
peperoni  500 gr
Foglie di alloro n 3
zucchero 2 cucchiaini
Aceto di vino 1 bicchiere
olio extravergine d'oliva
sale grosso

PROCEDIMENTO:

Lavare accuratamente e tagliare a cubetti della stessa dimensione (circa una nocciola) le verdure. 

 Pelare i pomodori incidendo la pelle e poi passandoli per pochi minuti nell'acqua bollente. 
Tritare finemente 1\2 cipolla e farla rosolare in un poco di olio poi aggiungere le foglie di alloro e i pomodori tagliati grossolanamente e cuocerli per 30 minuti . 

Passare tutto al passaverdura e rimettere il passato sul fuoco e quando bolle, aggiungere le verdure e lo zucchero. 

 Le verdure vanno aggiunte nel seguente ordine: sedano, carote, cipolline, fagiolini,cavolfiore, peperoni, con un intervallo di 10 minuti tra una e l'altra. 

Cuocere ancora 10 minuti dopo aver aggiunto l'ultima verdura, poi unire un bicchiere di olio olio extravergine d'oliva, uno di aceto e un bel pugno di sale grosso e mescolare bene il tutto. 

I barattoli devono essere sterilizzati in forno per almeno 10 minuti, quindi versare la giardiniera nei barattoli e tapparli subito bene rovesciandoli.

La giardiniera o antipasto piemontese accompagna moto bene i salami oppure può essere arricchita con del tonno all'olio d'oliva.
Se invece non avete voglia di cucinare trovate l'antipasto piemontese già pronto, sul nostro negozio di prodotti tipici piemontesi on-line, seguendo questo link http://dolcepiemonte.altervista.org/it/antipasti-piemontesi/46-antipasto-langarolo.html

La ricetta della giardiniera o antipasto piemontese è solo una delle tante ricette tipiche che trovate sucucinapiemontese.blogspot.it, tornate a trovarci spesso vi aspettiamo con tante novità.

CONIGLIO ALLE CASTAGNE

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Una ricetta autunnale, castagne e coniglio per un secondo dai profumi del bosco. I boschi del Piemonte producono una grande quantità di castagne



INGREDIENTI PER 4 PERSONE

1 coniglio di circa 1,2 kg
200 gr di castagne secche (oppure potete usare le castagne fresche facendole bollire come indicato nella ricetta)
una cipolla
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
60 gr di pancetta affumicata
1 bicchiere di vino bianco
50 cl di brodo
1 rametto di timo
1 cucchiaio di bacche di ginepro
foglia di alloro
sale e pepe



PROCEDIMENTO:

Lasciare a bagno le castagne in acqua fredda per circa un ora, scolarle e lessarle per 40 minuti.

Pulire accuratamente il coniglio e tagliarlo a pezzi.

Tagliare la pancetta a cubetti, tagliare la cipolla in joulienne e farla imbiondire in padella quindi aggiungere la pancetta e lasciarla rosolare. Aggiungere l'alloro, il coniglio, il timo e le bacche di ginepro.

Salare e pepare.

Rosolare bene il coniglio, quindi bagnare con il vino bianco, lasciare evaporare quindi bagnare con il brodo e aggiungere le castagne.

Lasciare cuocere per circa mezz'ora, servire ben caldo magari accompagnato con due contorni tipici della cucina piemontese : le PATATE ALLA SAVOIARDA o una buona GLORE A TALHIUN .


ACCIUGHE AL VERDE

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Le acciughe sono uno degli ingredienti tipici della cucina piemontese, strano a dirsi per una regione lontana dal mare. La ragione è legata allo storico contrabbando del sale che arrivava in Piemonte (nel regno dei Savoia) dalla Francia attraverso le Alpi. In quei tempi le acciughe erano più economiche e venivano quindi impiegate per nascondere il sale nell'attraversamento delle dogane.

Da questa tradizione nascono ricette importanti della cucina piemontese come la mitica bagna cauda o come le acciughe al verde (acjoe al vert in dialetto piemontese) uno degli antipasti più tipici della nostra tradizione.



Le acciughe al verde sono una ricetta semplice ma dal gusto intenso come la bagna cauda.


INGREDIENTI PER 8 PERSONE

200 gr di acciughe sottosale
1 mazzetto di prezzemolo
1 peperoncino piccante
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaio d’aceto
1 bicchiere d’olio d’oliva
Mollica di pane

PROCEDIMENTO

Passare le acciughe sotto l'acqua corrente aprendole lungo la pancia e togliendo accuratamente la lisca.

Lasciarle scolare bene.

Pulire lo spicchio d'aglio e tritarlo finemente con il coltello. Tritare finemente anche il prezzemolo e unire il tutto all'olio d'oliva.

Mettere la mollica di pane in un recipiente e bagnarla con l'aceto, quando sarà ben imbevuta aggiungerla al prezzemolo e all'aglio. La mollica serve per ottenere un composto cremoso e legato. Aggiungere il peperoncino tritato.

Disporre le acciughe in un contenitore con i bordi alti e ricoprire bene ogni strato con il bagnetto verde.

Per gustare al meglio questo tipico antipasto della cucina piemontese consigliamo di lasciar riposare le acciughe al verde per almeno ventiquattro ore, in questo modo assorbiranno il sapore della salsa.

Servire su una fetta di pane tostato.
Potete accompagnare le acciughe al verde con un vino tipico delle montagne piemontesi come il Ramìe.

GNOCCHI DI ZUCCA E CASTAGNE

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Una ricetta tipica del Verbano Cusio Ossola la provincia più a nord del Piemonte. I gnocchi alla zucca e castagne sono un primo piatto squisito.


INGREDIENTI PER 6\8 PERSONE



1 kg di patate
300 gr  di farina di frumento
150 gr di farina di castagne
150 gr di pane grattugiato
2 tuorli
60 gr  di zucca gialla
salvia
Toma di alpeggio
Sale
Pepe
Noce moscata


PROCEDIMENTO

Mettere le patate con la buccia in una pentola con acqua fredda e cuocere per 20 minuti dal momento dell’ebollizione, sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate.

Pulire la zucca, tagliarla a cubetti e lessarla in poca acqua bollente per 15 minuti, quindi passarla con lo schiacciapatate.

Setacciare su un piano di lavoro i due tipi di farina in modo da formare una corona sul tavolo.
Aggiungere le patate e la zucca, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale, il pepe e una spolverata di noce moscata.

Impastare tutto aggiungendo poco alla volta il pane grattugiato fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente.

Fare dei salami di pasta, tagliarli con il coltello e passarli su una forchetta per dare la caratteristica forma dei gnocchi(come nel filmato).

video


 Il passaggio sulla forchetta serve anche per rendere la superficie del gnocco più irregolare affinché raccolga più salsa. Metterli a riposare su di un vassoio ben infarinato.

Far sciogliere il burro in una padella e aggiungere le foglie di salvia. Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, quando saranno venuti a galla scolarli e farli saltare nella padella con il burro e salvia.
Disporre nei piatti e aggiungere la toma di alpeggio grattugiata grossolanamente.


Per questa ricetta si possono utilizzare anche le castagne fresche al posto della farina di castagne per avere un prodotto più saporito e rustico. In questo caso bisogna far bollire 100 gr di castagne e passarle poi al setaccio sostituendole poi alla farina di castagne.

Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/

LA FOCACCIA DI SUSA

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La tradizione di cucinare la focaccia è antichissima, i popoli che abitavano l'arco alpino occidentale fino alle coste della Liguria (i Liguri) la preparano da tempo immemorabile, prima ancora della loro sottomissione all'impero Romano. Stiamo quindi parlando del IV o V secolo a.c.



Le ricette delle focacce dolci sono molto diffuse in Piemonte soprattutto nell'alessandrino mentre nella zona di Susa le prime tracce di questa ricetta risalgono alla fine del 1800.
Il ritrovamento di una ricetta manoscritta da un panettiere del luogo risale infatti al 1870 ed è da poco diventata un "prodotto agroalimentare tipico" della Provincia di Torino.

In Val di Susa sono molte le varianti alla ricetta tradizionale e ogni fornaio la decora con disegni personali e caratteristici.

INGREDIENTI:

farina tipo 0 500 gr
Burro 50 gr
uova n 2
zucchero 30 gr
lievito di birra 20 gr
sale

PROCEDIMENTO

Dividere i tuorli dagli albumi mettendoli in due ciotole diverse.
Aggiungere lo zucchero ai tuorli e sbattere con una forchetta finchè non saranno chiari e spumosi.

Aggiungere un pizzico di sale agli albumi e montarli a neve ben ferma. Sciogliere il lievito di birra in una tazzina di acqua tiepida.

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente.

Disporre a corona la farina sulla tavola e versare al centro il lievito sciolto nell'acqua e mescolare aggiungendo poca farina per volta, il burro ammorbidito, i tuorli sbattuti e in fine gli albumi montati a neve.

Impastare bene aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo facendo attenzione a non sciogliere il burro.

Con la pasta formare delle palle della grandezza approssimativa di una mela, disporle su una tavola di legno a temperatura ambiente.  Infarinarle leggermente e coprirle con un canovaccio. Lasciar lievitare per 2 ore circa.

Dopo il tempo della lievitazione appiattire le palle di pasta formando dei cerchi dello spessore di circa 1 centimetro e mezzo e lasciare riposare ancora per un ora. Quindi spostare le focacce su una teglia da forno spolverare con lo zucchero semolato.

Premere la superficie della focacce con la punta delle dita formando le classiche fossette per evitare che durante la cottura si formino delle bolle.

Cuocere in forno già caldo a 200 °C. Sfornare quando la superficie avrà un bel colore dorato e lo zucchero sara caramellato.

Le antiche ricette della focaccia di Susa utilizzavano il miele al posto dello zucchero che ovviamente non era disponibile. Provate a ripercorrere la tradizione: Scaldare il miele a bagnomaria, quindi pennellarlo sulla superficie della focaccia.

Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/

POLENTA DOUSA

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La polenta dousa o polenta dolce è una delle ricette più tipiche del Piemonte e viene preparata in quasi tutta la regione perchè è un ingrediente fondamentale del fritto misto alla piemontese.
polenta dousa

In questa ricetta però ho messo la versione della polenta dousa che si prepara nelle valli valdesi che ha una storia un po' particolare legata all'utilizzo del grano saraceno al posto della classica farina di mais.


grano saraceno "granet"


Un editto reale, in vigore fino all'ottocento, impediva ai valdesi di scendere a valle per commerciare i loro prodotti con i cattolici. Questa limitazione ha impedito alle popolazioni valdesi di scoprire e utilizzare il mais fino alla caduta dell'editto. Facendo di necessità virtù i valdesi coltivavano il grano saraceno che viene chiamato "granet" con cui preparavano minestre e zuppe e polente.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

acqua 1 lt
farina di grano saraceno (il "granet") 300 gr
farina bianca 80 gr
uova n 3
cucchiai di zucchero 4
miele 4 cucchiai
gherigli di noce 40 gr
olio per friggere
sale

PROCEDIMENTO

Portare ad ebollizione l'acqua salata, far cadere a pioggia la farina di grano saraceno e la farina bianca mescolando con una frusta per sciogliere i grumi. dopo 5 minuti di cottura sostituire la frusta con un cucchiaio di legno e continuare a mescolare la polenta. Cuocere per 40 minuti.

Raffreddare la polenta dousa, versarla in un contenitore capiente quindi romperla e mescolarla con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Aggiungere 2 cucchiai di zucchero , 2 cucchiai di miele, i gerigli di noci tritati, le uova e mescolare bene.

In una padella scaldare l'olio per friggere, prelevare un po' di polenta dusa con un cucchiaio e formare delle palline con un secondo cucchiaio, buttarle nell'olio caldo e friggerle finchè non saranno ben dorate.

Scolare bene la polenta dousa e lasciarle asciugare su un pezzo di carta assorbente. Passare le palline di polenta dusa nello zucchero e nel miele rimanenti e servitela ben calda.

La stessa ricetta può essere preparata con la farina di mais come è tradizione nel resto del Piemonte.

Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.

GALLETTES AL CARDO GOBBO E CASTELMAGNO

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Le gallettes di grano saraceno e cardo Gobbo sono una delle ricette tipiche della cucina piemontese. Il cardo gobbo è un prodotto tipico della cucina piemontese che si coltiva soprattutto nella zona intorno a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Potete trovare più informazioni su questo prodotto tipico seguendo questo link CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO. Il castelmagno invece è un formaggio tipico prodotto nelle valli del cuneese trovate maggiori informazioni su questo grande formaggio seguendo questo link CASTELMAGNO.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE



Per le gallettes

125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo



Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1




Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).

Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina  di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.

GUSTADOM 2014 ASTI

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il programma della edizione del Gustadom 2014. Una passeggiata enogastronomica che si tiene tutti gli anni ad Asti.

Una camminata tra i sapori dove si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio.



      Rione Cattedrale
          Palio di Asti

“Il Gustadom è un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria in cui cibo, vino e cultura si incontrano formando un legame unico e indelebile come la passione che accomuna i borghigiani del Rione Cattedrale”


Il Gustadom: passeggiata tra enogastronomia e cultura

Il Rione Cattedrale del Palio di Asti, ogni anno dal 2000, organizza, il primo fine settimana di giugno, il Gustadom. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, è tra le manifestazione culturali ed enogastonomiche più seguite sul territorio regionale, ormai conosciuta e frequentata da migliaia di persone.
Si tratta di una passeggiata enogastronomica nei giardini storici, le vie e gli angoli più suggestivi del Rione Cattedrale, occasione unica per vedere scorci magici intorno alla splendida Cattedrale di Asti.
La ricerca dei piatti, delle materie prime migliori e l’unicità delle ambientazioni fanno del Gustadom una manifestazione unica, il connubio perfetto tra le massime espressioni culturali e quelle enogastronomiche del nostro territorio.
All’ombra della Cattedrale, che è non solo la chiesa più grande del Piemonte ma anche il suo principale monumento gotico, si snoda il percorso del Gustadom. Negli punti ristoro si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio. Molte sono le realtà che collaborano alla manifestazione, enti locali e privati, pro-loco e associazioni, per rendere ogni anno il Gustadom più speciale.
Tra le delizie proposte in questi anni troviamo: carne cruda all’astigiana battuta al coltello, frittata d’ortiche, friciula con il lardo, peperoni con bagna caùda, selezioni di formaggi e salumi, agnolotti e agnolotti gobbi piemontesi, polenta, tajarin, lingue di suocera e molti tipologie di dolci, tra cui citiamo il Mon di Mongardino. In alcune edizioni, il Comitato Palio Rione Cattedrale, per rendere ancora di maggior pregio la propria manifestazione, ha collaborato con Slowfood, inserendo tra i piatti, presidi enogastronomici impareggiabili tra cui la robiola di Roccaverano.
In occasione delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011, il Gustadom, con la collaborazione di Slowfood, si è vestito col tricolore, aprendo a piatti e specialità provenienti da tutto il territorio della penisola.
Durante il primo fine settimana di giugno, nel Rione Cattedrale, molte sono le manifestazioni collaterali al Gustadom che ampliano ulteriormente l’offerta culturale: mostre fotografiche, di pittura, concerti e conferenze.
Il Gustadom si propone come celebrazione delle unicità che Asti offre: cibo, vino e cultura e vuole essere un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria.

Quest’anno, il Gustadom si svolgerà nelle date di Venerdì 30 maggio, Sabato 31 maggio e Domenica 1 giugno. Tra le iniziative enogastronomiche saranno presenti alcune importanti novità e la riconferma di piatti che hanno fatto il pregio e la storia della manifestazione. 


Rione Cattedrale del Palio di Asti 
Via Carducci 77 14100 Asti
                                                                         
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http://www.youtube.com/watch?v=NQhb4gO9IJU




                              
   




ARROSTO ALLE NOCCIOLE DELLE LANGHE

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La ricetta dell'Arrosto di vitello alle nocciole delle Langhe è un piatto tipico dei dintorni di Alba ma in tutto il Piemonte viene preparato. L'abbinamento del gusto delle nocciole si sposa perfettamente con il sapore della carne.



INGREDIENTI

800 gr di noce di vitello
100 gr di nocciole Gentile delle Langhe IGP
50 gr di burro
mezzo litro di latte
mezza cipolla
2 o 3 cucchiai di Marsala
sale
80 gr Farina
acqua

PREPARAZIONE

Pulire e tagliare la cipolla a cubettini. In una pentola capiente rosolare la cipolla con il burro, quindi mettere la noce di vitello e lasciare rosolare bene la carne. 
Bagnare conil vino Marsala finchè non sarà completamente evaporato. Salare e aggiungere il latte e le nocciole Piemonte IGP precedentemente tritate.
Cuocere per almento 120 minuti.
 Togliere la noce di vitello e metterla da parte.

Portare ad ebollizione la salsa, a parte preparare un roux con acqua e farina, mescolare bene aggiungendo acqua fino ad ottenere una pastella omogenea, quindi versare nella salsa in ebollizione e lasciare cuocere per qualche minuto.

Tagliare la carne a fette e servire l'arrosto con le nocciole delle langhe ricoperto con la salsa di cottura e guarnito con alcune nocciole intere.

Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.