dp

AGNOLOTTI ALLA CANAVESANA

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Gli agnolotti alla canavesana sono una ricetta molto particolare perché in loro ripieno e costituito da un risotto. Il Canavese è il territorio a nord del Piemonte, il centro più importante è la città di Ivrea famosa per il suo carnevale storico.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE



per la pasta
farina 400 gr
uova 4
sale
un cucchiaino parmigiano grattugiato



per la farcitura
carne di vitellone 400 gr
spalla di maiale 300 gr
riso 150 gr
burro 60 gr
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato 80 gr
spicchi d'aglio 2
rosmarino
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
noce moscata

per il brodo
manzo da bollito 200 gr
osso con midollo 1
sedano 1 gamba
carota 1
cipolla 1

Preparazione del ripieno

In una pentola capiente far bollire 1 l di acqua salata, aggiungere il sedano, la carota la cipolla precedentemente puliti e lavati, quindi la carne di manzo e le ossa con il loro midollo.

Lasciare cuocere per un'ora e a cottura ultimata togliere l'osso e filtrare il brodo.

Tagliare la carne di vitello ohne e di maiale in piccoli cubetti come uno spezzatino farli rosolare in una padella con 30 g di burro, l'aglio e il rosmarino tritati finemente. Salare bagnare con poco vino rosso e cuocere a fuoco medio coprendo con un coperchio. A cottura avvenuta tritare la carne e unirla al fondo di cottura.

Può interessarti anche questa ricetta: AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO

Preparare un risotto alla piemontese buttando il riso direttamente nel brodo bollente, cuocere per 20 minuti, finché il brodo non sia sarà completamente asciugato. Condire il riso ancora caldo con cinque cucchiai di parmigiano grattugiato e 30 g di burro.

In un contenitore mescolare la carne tritata il risotto le due uova, pepe, noce moscata e mescolare finché il composto non sarà ben omogeneo e morbido.

Preparazione della pasta

Preparare la pasta fresca disponendo a fontana 400 g di farina scavare un buco nel centro e rompere quattro uova, aggiungere sale, parmigiano grattugiato. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciare riposare coperto per 15 minuti.

Tirare la pasta con il mattarello ricavando due grandi sfoglie molto sottili. Disporre sulla prima sfoglia distanziate le une dalle altre piccole palline di ripieno aiutandosi con un sac a poche O con un piccolo cucchiaio.

Stendere sopra la sfoglia con ripieno l'altra sfoglia facendo combaciare bene i bordi, quindi premere con le dita della mano intorno al ripieno ed infine tagliare con l'apposita rotella tagliapasta dentellata. Lessare gli agnolotti in abbondante acqua salata e condirli con del sugo di arrosto.

CONIGLIO PIEMONTESE AI PEPERONI

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Il coniglio piemontese ai peperoni è un piatto molto saporito e facile da preparare.

INGREDIENTI

1,5 KG coniglio
50 GR grasso di vitello
1 lt brodo
cinque peperoni
n 3 acciughe
n 3 spicchi d’aglio
burro
olio
sale
aceto
N 1 foglia di lauro
un rametto di rosmarino



Potrebbe interessarti leggere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2009/11/coniglio-alla-piemontese.html

PROCEDIMENTO

Pulire il coniglio e tagliarlo in grossi pezzi. In una padella sciogliere il grasso di vitello, il burro,una foglia di lauro, rosmarino e far soffriggere il coniglio.

Sgrassare e aggiungere il brodo.

Pulire i peperoni e tagliarli a fette. Farli soffriggere in una padella con le acciughe, gli spicchi d'aglio burro e olio. Lasciare cuocere girando bene.

Ti potrebbe piacere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/coniglio-alle-castagne.html

Bagnare i peperoni con mezza tazza di aceto. Versare sul coniglio e completare la cottura.

 I peperoni freschi si possono sostituire, a piacere, con i peperoni conservati nelle vinacce e aceto, i "pouvron smojà"; per preparare questo piatto anche in inverno. Un piatto dal sapore intenso da provare con un bicchiere di Ramìe, il vino delle montagne, lo puoi trovare qui: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/44-ramie.html

BRIOCHES ALLA CREMA GIANDUIA

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
La crema gianduia è uno dei prodotti più amati della cucina piemontese. Morbida e delicata crema di cioccolato e nocciole è ormai diventata famosa in tutto il mondo. Spesso viene spalmata semplicemente su fette di pane ma quando viene usata nei dolci li rende irraggiungibili, come in queste brioches alla crema giuanduia una ricetta tutta da provare.




Ingredienti per 4 persone:
 400 gr di farina 00
 10 gr di lievito di birra
 80 gr di zucchero
 60 gr di burro
 200 ml di latte
 1 cucchiaino di miele
 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
 250 gr di crema gianduia Dolcepiemonte
 zucchero a velo

PROCEDIMENTO

In un pentolino far sciogliere il burro e lo zucchero in 150 ml di latte.  Lasciare intiepidire


Nel restante latte, sciogliere il lievito.
Mettere la farina in una ciotola, formando un buco al centro, versare il composto di latte e lievito ed iniziare ad impastare

Aggiungere quindi il miele e la vaniglia. Impastare fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.

Quindi formare una sfera e lasciare lievitare per 3 ore.

Stendere con il mattarello l'impasto su una spianatoia infarinata fino a  formare un rettangolo.

Potrebbe interessarti anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/10/tortine-al-mascarpone-e-crema-gianduia.html

 Ricoprire interamente con uno strato di crema gianduia.

 Arrotolare l'impasto così da ottenere un salsicciotto. Poi riporre in frigo a riposare per 30 minuti.

Con un coltello, tagliare il rotolo in 2 parti per il lungo. Intrecciare sovrapponendo delicatamente i due lembi e chiudere bene le estremità.

 Adagiare la treccia alla crema gianduia così ottenuta su una teglia ricoperta da carta forno e lasciare lievitare per altri 30 minuti.

 Spennellare con un po' di latte, infornate la treccia a 180°C in forno ventilato preriscaldato e cuocere per circa 30 minuti.

 Lasciare intiepidire, ricoprire la brioche alla crema gianduia con lo zucchero a velo e servire.

PESCHE DEL PIEMONTE AL MOSCATO

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Le pesche al Moscato sono un'altra ricetta tipica della cucina piemontese. In particolare si possono realizzare con una specialità del Piemonte come le pesche di Volpedo, località di pianura vicino ad Alessandria, in questa ricetta si abbina ad un'altra specialità piemontese come il Moscato D'Asti.

La pesca di Volpedo si sviluppò intorno al 1920 a Volpeglino, un piccolo comune del territorio, grazie a una felice intuizione del Cav. Guidobono che propose un’alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale. Vengono raccolte quando sono il più vicino possibile alla maturazione: la permanenza prolungata sulle piante ne esalta il colore e il profumo. Nel 1999, la pesca viene inserita tra i prodotti agroalimentare Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare







INGREDIENTI:


1 kg di pesche
200 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di Moscato d’Asti
scorza d'arancia
15 gr di gelatina


PREPARAZIONE DELLA RICETTA:

In una casseruola mettere la scorza d'arancia, lo zucchero e 3 bicchieri d'acqua, mettere sul fuoco e far bollire mescolando continuamente. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto la sciare raffreddare.



Rimuovere la scorza d'arancio dallo sciroppo e versarne mezzo bicchiere in un pentolino. Unire la gelatina e lasciarla ammorbidire. Lasciare sul fuoco fino al completo scioglimento della gelatina.

Lasciare raffreddare ed unirvi lo sciroppo rimanente, aggiungere il vino Moscato.

Puoi anche leggere questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/04/persi-pien.html


Sul fondo di uno stampo da plumcake versare uno strato di gelatina e lasciarlo indurire in frigo. Se utilizzate lo stesso procedimento in stampi singoli monodose avrete meno problemi a tagliare il dolce.

Lavare e pelare le pesche, tagliarle a fette. Foderare lo stampo co le fette di pesca e ricoprire con altra gelatina.
Rimettere in frigorifero per qualche minuto. Ripetere l'operazione formando più strati e terminando con la gelatina per proteggere la frutta e renderla lucida.

Potrebbe interessarti anche leggere: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2013/09/pesche-agli-amaretti-e-cioccolato.html

Lasciare riposare le pesche del Piemonte al Moscato per alcune ore in frigorifero.

Sformare le pesce del Piemonte al Moscato nel piatto da portata, lasciare intiepidire a temperatura ambiente e servire accompagnando con gelato o con dello zabaione al Moscato.


TARTUFI DI CIOCCOLATO ALLA CANNELLA

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Ecco un dolce a cui è difficile resistere, i tartufi di cioccolato alla cannella sono dei buonissimi e golosi cioccolatini. I tartufi dolci sono una preparazione classica della pasticceria piemontese in questa ricetta hanno un sapore più "esotico" grazie alla cannella.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE
- cioccolato al latte 150 gr
- cioccolato fondente 40 gr
- cacao amaro in polvere 60 gr
- panna da montare 60 ml
- stecca di cannella
-  burro 25 gr
- cannella in polvere mezzo cucchiaino

PROCEDIMENTO

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente grattugiare i due tipi di cioccolato al latte e fondente. Mettere la panna da montare in un pentolino con la stecca di cannella e far bollire.

Potrebbe interessarti anche questa ricetta: cioccolatini alle castagne.

Mescolare il cioccolato con la panna fino ad ottenere una crema omogenea. Unire il burro e continuare a mescolare. Mettere il composto in una ciotola con della carta da forno e far raffreddare.

Lasciare riposare la ciotola in frigo per 2 o 3 ore coprendolo con della pellicola trasparente.

Con un cucchiaio ricavare delle palline dal composto e modellarle tra le mani precedentemente inumidite. Disporre i tartufi su una teglia e lasciarle qualche minuto in frigorifero. Mescolare il cacao e la cannella in un piatto e farvi rotolare i tartufi alla cannella.

Conservare i tartufi in frigorifero per farli rassodare. Consigliamo di apprezzare questi tartufi di cioccolato alla cannella con un Passito di Erbaluce di Caluso, dolce ed avvolgente.

RISOTTO CON ZUCCA, FAGIOLI E TOMINI AL TARTUFO

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Ho mangiato questo risotto alla zucca, fagioli e tomini al tartufo in un ristorante del novarese e l'ho apprezzato molto. Un piatto unico che unisce prodotti con un alto apporto calorico come i fagioli e i tomini (classico formaggio piemontese) con il profumo unico del tartufo e il gusto dolce della zucca.

risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo


 INGREDIENTI: Per 6 persone
500 gr di riso Carnaroli
500 gr di zucca
280 gr di tomini al tartufo Dolcepiemonte
200 gr di fagioli borlotti freschi
100 gr di burro Grana Padano grattugiato
30 gr di burro
1 cipolla
vino bianco secco
brodo vegetale
olio d'oliva
alloro

Procedimento:

Pulire la zucca, tagliarla a cubetti .
Lessare i fagioli in un litro d'acqua.

Tagliare la cipolla in joulienne e farla rosolare in padella, aggiungere il riso carnaroli, lasciarlo sbiancare, aggiungere la zucca a cubetti e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato continuare la cottura bagnando con il brodo.




Tagliare i tomini al tartufo a lamelle sottili. A fine cottura del risotto aggiungere le lamelle di tomini tenendone un po' per decorare e i fagioli già cotti.

Il risotto deve presentarsi cremoso e denso. Servire il risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo ben caldo decorando con le lamelle di tartufo e di tomini rimasti.

Potete trovare i tomini al tartufo sul sito www.dolcepiemonte.com un e-commerce di prodotti tipici piemontesi di alta qualità.

AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Gli agnolotti ai funghi con fonduta di Raschera al tartufo è un ricetta con tanti profumi del Piemonte. Il Raschera è un formaggio delle montagne vicino a Cuneo che ben si sposa con il gusto dei funghi e il profumo del tartufo piemontese.





INGREDIENTI per 4 persone

- 200 g di farina di segale
- 200 g di funghi porcini puliti
- 2 uova e 2 tuorli
- 170 g di Raschera
- 2 dl di latte tiepido
- 200 g di farina di grano tenero
- 1 scalogno tritato
- 40 g di burro
- 10 g di crema ai tartufi piemontesi
- sale e pepe bianco in grani

PROCEDIMENTO

Privare il Raschera della crosta e tagliarlo a cubetti, lasciare il formaggio a mollo in 1 dl di latte tiepido per 1 ora circa.

Nel frattempo preparare la pasta, mescolare le farine, le uova, il sale e il latte rimasto, lavorare l'impasto per 15 minuti e lasciatelo riposare, per mezz'ora circa, coperto.

Preparare il ripieno. Soffriggere lo scalogno tritato in un tegame con 20 g di burro, poi unirvi i funghi affettati e cuocerli per 5 minuti; salare, pepare e lasciare raffreddare, quindi tritare il tutto.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile e distribuire su metà di questa tanti mucchietti di ripieno a distanza di 5 cm l'uno dall'altro. Ripiegare la sfoglia, premendola per farla aderire e tagliare i ravioli a quadrati di 4 cm di lato circa con l'apposita rotella.

Preparate il condimento. Sciogliete il burro rimasto in un tegamino, uni­re il Raschera e il latte tiepido, alzare la fiamma e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire i tuorli, uno alla volta, la crema di tartufi, poco pepe e lasciare addensare per qualche minuto.

Lessare gli agnolotti, scolarli al dente, condirli con la fonduta di Raschera, decorare con alcune fette di tartufo piemontese e servire.

























GNOCCHI DI POLENTA E FORMAGGIO

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
I gnocchi di polenta e formaggio sono un piatto unico molto nutriente, una ricetta tipica della cucina piemontese delle valli di Lanzo in provincia di Torino. Tipica di questi luoghi è infatti l'usanza di cuocere la polenta in un passato di patate. In questa ricetta i gnocchi sono di patate e polenta "concia" come si chiama la polenta con il formaggio fuso dentro.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
- patate 500 gr
- farina di mais integrale 350 gr
- toma piemontese 250 gr
- burro 40 gr
- sale

PROCEDIMENTO:

Pelare le patate, lavarle e farle cuocere in abbondante acqua salata.

Scolare le patate con una schiumarola e schiacciarle nella stessa acqua di cottura. Aggiungere la farina di mais a pioggia mescolando bene sul fuoco lento e cuocere per almeno 40 minuti mescolando senza fermarsi con un cucchiaio di legno.

Aggiungere 20 g di burro e la Toma piemontese tagliata a cubetti mescolare bene fino a far sciogliere completamente il formaggio. 

Versare la polenta su un tavolo e lasciarla raffreddare.

Formare dei gnocchi con un cucchiaio prelevando la polenta dal tavolo e disporli su una teglia precedentemente imburrata. 

Cospargere i gnocchi con la restante Toma tagliata a scaglie e qualche fiocchetto di burro. Lasciare gratinare in forno finché non saranno ben dorati. 

Servire i gnocchi di polenta e formaggio con un robusto vino rosso piemontese come il Langhe Nebbiolo DOC.

TORTINE AL MASCARPONE E CREMA GIANDUIA

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Le tortine al mascarpone e crema gianduia sono un trionfo di golosità tutta piemontese.



INGREDIENTI PER 20 TORTINE

- Farina 00 250 gr
- zucchero 125 gr
- latte 100 ml
- burro 100 gr
- cacao in polvere 2 cucchiai

- uova n 1
- lievito in polvere 4 gr
- bicarbonato mezzo cucchiaino
- vaniglia in polvere 1 cucchiaino 
- sale un pizzico


Per la farcitura:
- mascarpone 100 gr
- essenza di vaniglia 1 cucchiaio
- zucchero a velo


PROCEDIMENTO

Ammorbidire il burro con un tarocco o una spatola. Amalgamare il burro con lo zucchero e il sale con una frusta fino ad ottenere una crema omogenea. Unire l'uovo e continuare a sbattere fino ad amalgamarlo completamente. Setacciare la farina con il cacao, il lievito, il bicarbonato e la vaniglia ed unirli all'impasto con l'uovo e il burro.

Unire all'impasto il latte mescolando bene fino ad ottenere un composto morbido.
 Inserire il composto in una sac a poche con una bocchetta liscia e formare dei dischi di circa 4 cm di diametro su una teglia precedentemente rivestita con carta da forno. 

Cuocere le tortine in forno preriscaldato a 180° per 12 minuti

Lasciare raffreddare le tortine su una griglia e continuare il procedimento fino ad esaurimento del composto. 

Amalgamare il mascarpone con la vaniglia e stenderlo su un quarto delle tortine, stendere su un altro quarto la crema gianduia. Coprire le tortine con le restanti e spolverare con zucchero a velo.

Servite le tortine al mascarpone e crema gianduia con un'altra grande specialità piemontese il Passito di Erbaluce di Caluso

DENOMINAZIONI PRODOTTI ALIMENTARI DOP,IGP,PAT

0 COMMENTI, LASCIATE IL VOSTRO...
Scrivo questo posto perché in Piemonte abbiamo tantissimi prodotti alimentari di qualità che poche volte la gente riconosce. Spesso si trovano sigle sulle etichette di difficile comprensione come DOP, IGP o PAT.



Spero quindi di riuscire a dare qualche informazione in più per aiutare le persone a comprendere e ad apprezzare meglio la qualità dei prodotti tipici piemontesi.

Dal 1992 l'Unione Europea ha creato i marchi di qualità per codificare e certificare i prodotti alimentari. I marchi di qualità dei cibi vengono rilasciati da enti riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole per garantire il consumatore sulla provenienza e sull'originalità dei processi produttivi secondo le tipicità territoriali.



Ecco i tre marchi principali:

- D.O.P. : denominazione di origine protetta, le qualità e le caratteristiche dei prodotti DOP dipendono essenzialmente o esclusivamente dall'ambiente geografico comprensivo di fattori naturali e umani.
I prodotti DOP del Piemonte sono tutti formaggi:
  • BRA 
  • CASTELMAGNO 
  • MURAZZANO 
  • ROBIOLA DI ROCCAVERANO 
  • TOMA PIEMONTESE 



- I.G.P. : Il termine indicazione geografica protetta è relativo al nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese. la produzione , la trasformazione l' elaborazione dei prodotti I.G.P. possono avvenire solo in quest'area geografica determinata e definita. La qualità o un’altra caratteristica può essere attribuita all'origine geografica. Un esempio classico di questa categoria è la nocciola del Piemonte.

- P.A.T. : I PAT (prodotti agroalimentari tradizionali) sono una recente categoria nata nel 1999.
La tradizionalità, che rappresenta la caratteristica saliente di questo tipo di prodotti, deve essere consolidata nel tempo. Occorre, infatti, dimostrare che da almeno 25 anni la fabbricazione avviene in maniera omogenea e seguendo regole costanti.
Anche i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) hanno raddoppiato la loro consistenza passando da 162 a 320. Un esempio di prodotto PAT è la pera Madernassa del Cuneese che è in attesa anche del marchio IGP.