La castagna è un prodotto molto usato nella cucina piemontese del passato, prodotto povero, i castagni venivano coltivati soprattutto nel basso Piemonte. Proprio in queste terre vengono prodotti i famosi " marron glace" le castagne candite. La torta di castagne è facile da preparare ma molto gustosa.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
600 gr di castagne
200 gr di zucchero
100 gr di burro
100 gr di mandorle tritate
3 uova
sale
scorza di limone grattugiata
PREPARARE LA TORTA DI CASTAGNE:
Sbucciare e lessare le castagne in acqua poco salata, pelarle e passarle al passaverdure, raccogliendo la purea così ottenuta in un contenitore.
Sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero in un'altra terrina e, a parte, montare a neve gli albumi.
Unire ai tuorli il burro precedentemente ammorbidito, la scorza di limone, le mandorle e il passato di castagne, amalgamando bene.
Infine, unire lentamente gli albumi a neve e il sale.
Imburrare e infarinare una tortiera, versarvi il composto e infornare a 180° c per 40' circa.
Servite la torta di castagne fredda accompagnata con miele di rododendro o zabaione.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
LA CUCINA PIEMONTESE
Ricette, sapori e prodotti tipici della cucina piemontese.
I SAVOIARDI
Le origini dei biscotti savoiardi si perdono nel tempo, soprattutto perchè venivano preparati in molti posti diversi in italia e all'estero (basta pensare ai ladyfinger inglesi).
Tanti nomi ma un solo biscotto, semplice da realizzare, soffice utilizzato per tantissime ricette. I savoiardi, tipici biscotti della cucina piemontese, vengono impiegati nella preparazione del tiramisù (dolce molto amato dal Conte di Cavour) e della zuppa inglese ma anche inzuppati nel latte da soli.

La storia dei savoiardi è quindi molto incerta, secondo la leggenda per accogliere il re di Francia in visita, Amedeo VI di Savoia fece preparare dai cuochi di corte un biscotto particolare per far colpo sul Re. Siamo intorno alla metà del 1300 e da quel giorno i savoiardi si sarebbero diffusi in tutta Italia e in Europa grazie alle influenze di casa Savoia.
Se la storia dei savoiardi è abbastanza incerta sono invece molto sicuri la loro leggerezza e delicatezza.
I savoiardi sono la ricetta tipica della cucina piemontese che più di altre si è diffusa in Italia e nel mondo.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
150 gr di zucchero semolato
100 gr di farina 00
4 uova
50 gr di zucchero a velo
sale
PROCEDIMENTO
Sbattere e montare i tuorli insieme a 80 g di zucchero semolato fino a ottenere un composto soffice e cremoso.
Unire un pizzico di sale e la farina setacciata, mescolando bene per amalgamare il tutto.
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e 20 g di zucchero a velo, quindi unirli delicatamente al composto preparato precedentemente con i tuorli, mescolando piano per non smontarli.
Imburrare e infarinare leggermente una teglia da forno.
Mettere il composto dei savoiardi in un sac a poche con bocchetta liscia e dosare sulla teglia dei bastoncini lunghi circa 10 cm, ben distanziati tra loro per evitare che, gonfiandosi in cottura, si attacchino l’uno all’altro.
Mescolare lo zucchero semolato e lo zucchero a velo rimasti e ricoprire i savoiardi.
Lasciare riposare per 10 minuti, quindi ripetete l’operazione.
Infornare a 180 °C per 15-20 minuti, fino a quando i biscotti avranno assunto il classico colore dorato, quindi sfornarli, staccarli delicatamente dalla teglia e lasciarli raffreddare su una griglia.
Servire i savoiardi con la tradizionale crema zabaione, l'abbinamento classico dei salotti dell'aristocrazia di Torino dell'800.
Tanti nomi ma un solo biscotto, semplice da realizzare, soffice utilizzato per tantissime ricette. I savoiardi, tipici biscotti della cucina piemontese, vengono impiegati nella preparazione del tiramisù (dolce molto amato dal Conte di Cavour) e della zuppa inglese ma anche inzuppati nel latte da soli.

La storia dei savoiardi è quindi molto incerta, secondo la leggenda per accogliere il re di Francia in visita, Amedeo VI di Savoia fece preparare dai cuochi di corte un biscotto particolare per far colpo sul Re. Siamo intorno alla metà del 1300 e da quel giorno i savoiardi si sarebbero diffusi in tutta Italia e in Europa grazie alle influenze di casa Savoia.
Se la storia dei savoiardi è abbastanza incerta sono invece molto sicuri la loro leggerezza e delicatezza.
I savoiardi sono la ricetta tipica della cucina piemontese che più di altre si è diffusa in Italia e nel mondo.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
150 gr di zucchero semolato
100 gr di farina 00
4 uova
50 gr di zucchero a velo
sale
PROCEDIMENTO
Sbattere e montare i tuorli insieme a 80 g di zucchero semolato fino a ottenere un composto soffice e cremoso.
Unire un pizzico di sale e la farina setacciata, mescolando bene per amalgamare il tutto.
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e 20 g di zucchero a velo, quindi unirli delicatamente al composto preparato precedentemente con i tuorli, mescolando piano per non smontarli.
Imburrare e infarinare leggermente una teglia da forno.
Mettere il composto dei savoiardi in un sac a poche con bocchetta liscia e dosare sulla teglia dei bastoncini lunghi circa 10 cm, ben distanziati tra loro per evitare che, gonfiandosi in cottura, si attacchino l’uno all’altro.
Mescolare lo zucchero semolato e lo zucchero a velo rimasti e ricoprire i savoiardi.
Lasciare riposare per 10 minuti, quindi ripetete l’operazione.
Infornare a 180 °C per 15-20 minuti, fino a quando i biscotti avranno assunto il classico colore dorato, quindi sfornarli, staccarli delicatamente dalla teglia e lasciarli raffreddare su una griglia.
Servire i savoiardi con la tradizionale crema zabaione, l'abbinamento classico dei salotti dell'aristocrazia di Torino dell'800.
RANE FRITTE
Le rane fritte sono un piatto tipico del vercellese e novarese, zone ricche di canali per l'irrigazione delle risaie, habitat ideale per la riproduzione delle rane. Le rane fritte sono un piatto tipico della cucina piemontese povera che oggi si possono trovare in pochi ristoranti del vercellese.
Rane fritte
Ingredienti per 4 persone:
·2 Kg. di rane (oppure 100gr a testa di cosce di rane surgelate)
·olio
·cipolla
·aceto o limone
·sale
·pepe
Pulire le rane, privarle della testa, sventrarle e pulirle. Per maggior facilità si possono utilizzare le cosce delle rane già pulite e surgelate.
Lasciare le rane per undici dodici ore circa in acqua fresca, cambiandola di tanto in tanto.
Preparare la marinata, tritare le cipolle e il prezzemolo e metterle a bagno nell'olio con succo di limone sale e pepe.
Tagliarle a metà della schiena e alla punta delle zampe, piegare le zampe all'insù a croce sopra la schiena e metterle in una marinata con olio, cipolla prezzemolo, sugo di limone o aceto, sale e pepe. Asciugarle, infarinarle, e friggerle nell'olio bollente.
Sgocciolarle e servirle caldissime.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
Rane fritte
Ingredienti per 4 persone:
·2 Kg. di rane (oppure 100gr a testa di cosce di rane surgelate)
·olio
·cipolla
·aceto o limone
·sale
·pepe
Pulire le rane, privarle della testa, sventrarle e pulirle. Per maggior facilità si possono utilizzare le cosce delle rane già pulite e surgelate.
Lasciare le rane per undici dodici ore circa in acqua fresca, cambiandola di tanto in tanto.
Preparare la marinata, tritare le cipolle e il prezzemolo e metterle a bagno nell'olio con succo di limone sale e pepe.
Tagliarle a metà della schiena e alla punta delle zampe, piegare le zampe all'insù a croce sopra la schiena e metterle in una marinata con olio, cipolla prezzemolo, sugo di limone o aceto, sale e pepe. Asciugarle, infarinarle, e friggerle nell'olio bollente.
Sgocciolarle e servirle caldissime.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
CONIGLIO ALLA PIEMONTESE
Il coniglio alla piemontese è una ricetta tipica della cucina piemontese, il sapore ricorda molto quello della bagna caoda.
Facile da preparare il coniglio alla piemontese è una ricetta saporita e gustosa.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
N 1 CONIGLIO
8 ACCIUGHE
1\2 LITRO LATTE
OLIO D'OLIVA
PROCEDIMENTO:
Infarinare leggermente il coniglio. Fare un battuto di aglio e cipolla e farlo rosolare nell'olio d'oliva a fuoco lento con le acciughe tagliate a pezzi. Aggiungere il coniglio tagliato a pezzi e farlo rosolare. Aggiungere il latte e fate cuocere per una ventina di minuti.
Il coniglio alla piemontese può essere servito con la polenta. Questa ricetta è facile da realizzare ed è un piatto tipico della cucina povera piemontese.
SUPA MITONA
La supa mitonà ( si legge mitunà) è un piatto tipico del biellese. Per la sua composizione, con il pane raffermo era sicuramente utilizzata in passato per riutilizzare le eccedenze di pane. Con alcune varianti la supa mitonà è presente in molti luoghi del Piemonte e addirittura d'Italia.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
12 fette pane raffermo
2 spicchi d'aglio
120 gr formaggio Bra stagionato
n 1 cavolo verza
100 gr lardo
1,5 lt brodo di carne
olio extravergine d’oliva
PROCEDIMENTO
Tagliare il pane raffermo a fette, farle tostare in forno, strofinare le fette di pane con l'aglio, poco olio e disporre le fette in una terrina di terracotta. Coprire con le foglie di cavolo e il lardo.
Disporre un secondo strato di pane e formaggio, e bagnare a filo con il brodo di carne . Porre su fuoco leggero per portare a ebollizione il brodo e poi passare la terrina in forno caldo a 180°C per 40 minuti, quindi servire ben calda la supa mitunà.
La supa mitonà è un piatto tipico della cucina piemontese e ricorda molto la prima versione della zuppa dei valdesi che prima dell'invenzione dei grissini veniva fatta con il pane raffermo e le foglie di cavolo, in modo molto simile alla supa mitonà.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
12 fette pane raffermo
2 spicchi d'aglio
120 gr formaggio Bra stagionato
n 1 cavolo verza
100 gr lardo
1,5 lt brodo di carne
olio extravergine d’oliva
PROCEDIMENTO
Tagliare il pane raffermo a fette, farle tostare in forno, strofinare le fette di pane con l'aglio, poco olio e disporre le fette in una terrina di terracotta. Coprire con le foglie di cavolo e il lardo.
Disporre un secondo strato di pane e formaggio, e bagnare a filo con il brodo di carne . Porre su fuoco leggero per portare a ebollizione il brodo e poi passare la terrina in forno caldo a 180°C per 40 minuti, quindi servire ben calda la supa mitunà.
La supa mitonà è un piatto tipico della cucina piemontese e ricorda molto la prima versione della zuppa dei valdesi che prima dell'invenzione dei grissini veniva fatta con il pane raffermo e le foglie di cavolo, in modo molto simile alla supa mitonà.
FESTIVAL DELLE SAGRE DI ASTI
Appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della cucina piemontese, il Festival delle sagre raddoppia.
La celebre manifestazione gastronomica che si tiene normalmente a settembre nel centro della città di Asti viene presentata nella sua versione invernale.
I gastronauti appassionati della cucina piemontese tradizionale possono scoprire i piatti tipici preparati dalle Pro-loco della provincia Astigiana, dalla bagna caoda agli agnolotti alla piemontese, dal fritto misto al bollito misto con le sue salsine.
Un evento da non perdere, dal 17 febbraio per 7 weekend, presso l'Enofila di Asti. Dove si potranno degustare i prodotti tipici del Piemonte un una cornice affascinante dove le 40 Proloco istalleranno i loro coreografici stand ispirati alla tradizione piemontese.
La celebre manifestazione gastronomica che si tiene normalmente a settembre nel centro della città di Asti viene presentata nella sua versione invernale.
Un evento da non perdere, dal 17 febbraio per 7 weekend, presso l'Enofila di Asti. Dove si potranno degustare i prodotti tipici del Piemonte un una cornice affascinante dove le 40 Proloco istalleranno i loro coreografici stand ispirati alla tradizione piemontese.
BACI DI DAMA
Oggi scrivo un post goloso, ecco la ricetta per preparare uno dei dolci più famosi del Piemonte e della cucina piemontese, i baci di dama.
I baci di dama sono una ricetta tipica della cucina piemontese, in particolare del Tortonese in provincia di Alessandria. Anche se sull'origine di questi dolci c'è una battaglia aperta tra chi sostiene la loro origine tortonese e chi invece li fa risalire a un'invenzione di un pasticcere di casa Savoia nel 1852.
Comunque la si pensi è vero che la provincia alessandrina ha una grande tradizione dolciaria sia per il cioccolato (Pernigotti, Novi ecc...) che per la pasticceria, potrebbe essere quindi tranquillamente la patria dei dei baci di dama.
Il nome di questi piccoli pasticcini sembra derivare dalla loro forma che richiamerebbe due labbra intente a baciare.
I baci di dama si possono realizzare con le nocciole o con le mandorle, recentemente vengono anche realizzati baci di dama al cioccolato aggiungendo il cacao nell'impasto.
DIFFICOLTA':FACILE
INGREDIENTI PER 30 BACI DI DAMA
100 gr di zucchero
100 gr di farina 00
100 g di burro ammorbidito
100 gr di nocciole
150 gr Cioccolato fondente
PROCEDIMENTO:
Tostare le nocciole in forno. Pelarle e lasciarle raffreddare. Mettere le nocciole nel mixer e tritarle fino ad ottenere una farina.
Ammorbidire il burro con una spatola quindi, sul tavolo infarinato mescolare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.
Formare delle palline del diametro di c.a. 1 cm. e disporle ben lontane su una teglia foderata con la carta da forno e schiacciandole leggermente da un lato.
Infornare i baci di dama a 150° gradi per circa 15-20 minuti. Lasciarli raffreddare completamente per evitare che si rompano.
Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Quando le "cupole" dei baci di dama saranno fredde immergerle una alla volta nel cioccolato fuso dalla parte piatta e unirla ad un altro biscotto sempre dalla parte piatta.
Lasciare raffreddare il cioccolato e servire i baci di dama.
Fatemi sapere se avete già assaggiato i baci di dama e se vi sono piaciuti.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
| By p.s.v. (Flickr: Baci di dama) [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons |
Comunque la si pensi è vero che la provincia alessandrina ha una grande tradizione dolciaria sia per il cioccolato (Pernigotti, Novi ecc...) che per la pasticceria, potrebbe essere quindi tranquillamente la patria dei dei baci di dama.
Il nome di questi piccoli pasticcini sembra derivare dalla loro forma che richiamerebbe due labbra intente a baciare.
I baci di dama si possono realizzare con le nocciole o con le mandorle, recentemente vengono anche realizzati baci di dama al cioccolato aggiungendo il cacao nell'impasto.
DIFFICOLTA':FACILE
INGREDIENTI PER 30 BACI DI DAMA
100 gr di zucchero
100 gr di farina 00
100 g di burro ammorbidito
100 gr di nocciole
150 gr Cioccolato fondente
PROCEDIMENTO:
Tostare le nocciole in forno. Pelarle e lasciarle raffreddare. Mettere le nocciole nel mixer e tritarle fino ad ottenere una farina.
Ammorbidire il burro con una spatola quindi, sul tavolo infarinato mescolare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.
Formare delle palline del diametro di c.a. 1 cm. e disporle ben lontane su una teglia foderata con la carta da forno e schiacciandole leggermente da un lato.
Infornare i baci di dama a 150° gradi per circa 15-20 minuti. Lasciarli raffreddare completamente per evitare che si rompano.
Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Quando le "cupole" dei baci di dama saranno fredde immergerle una alla volta nel cioccolato fuso dalla parte piatta e unirla ad un altro biscotto sempre dalla parte piatta.
Lasciare raffreddare il cioccolato e servire i baci di dama.
Fatemi sapere se avete già assaggiato i baci di dama e se vi sono piaciuti.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
CONIGLIO IN BAGNA NEIRA
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
1 coniglio intero
2 pomodori ben maturi
2 peperoni
2 bicchieri di barbera
2 cucchiai di zucchero
1 cipolla
1 rametto di rosmarino
1 bicchiere di aceto rosso
olio extravergine di oliva
burro
sale
pepe
DIFFICOLTA':FACILE
PREPARAZIONE:
Pulire e lavare bene il coniglio, tagliarlo a pezzi avendo cura di non rompere le ossa. In un pentola capace fondere una noce di burro e 4 cucchiai di olio extravergine. Tagliare un cipolla in joulienne e aggiungerla insieme al rosmarino, rosolare. Quindi aggiungere il coniglio a pezzi.
Fate rosolare il tutto a fuoco moderato, fino a quando la carne sia ben dorata. Consiglio di aggiungere un cucchiaio di farina e far rosolare leggermente, la farina serve a legare bene la salsa.
Lavare i pomodori, sbucciarli, privarli dei semi, tagliarli a cubetti e aggiungeteli quindi al coniglio: salate e fate cuocere per circa 20 minuti a fuoco moderato.
Aggiungere il bicchiere di aceto, i 2 bicchieri di vino e i 2 cucchai rasi di zucchero, rimestare e continuare la cottura finché la carne sarà tenera e morbida.
Nel frattempo lavare i peperoni, passarli sulla fiamma viva per togliere la pellicina esterna.
Tagliarli in falde regolari appoggiandoli su un tagliere. 10 minuti prima di concludere la cottura del coniglio, aggiungere nella pentola i peperoni.
Ultimare la cottura e servire il coniglio in bagna neira in tavola ben caldo.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
2 pomodori ben maturi
2 peperoni
2 bicchieri di barbera
2 cucchiai di zucchero
1 cipolla
1 rametto di rosmarino
1 bicchiere di aceto rosso
olio extravergine di oliva
burro
sale
pepe
DIFFICOLTA':FACILE
PREPARAZIONE:
Pulire e lavare bene il coniglio, tagliarlo a pezzi avendo cura di non rompere le ossa. In un pentola capace fondere una noce di burro e 4 cucchiai di olio extravergine. Tagliare un cipolla in joulienne e aggiungerla insieme al rosmarino, rosolare. Quindi aggiungere il coniglio a pezzi.
Fate rosolare il tutto a fuoco moderato, fino a quando la carne sia ben dorata. Consiglio di aggiungere un cucchiaio di farina e far rosolare leggermente, la farina serve a legare bene la salsa.
Lavare i pomodori, sbucciarli, privarli dei semi, tagliarli a cubetti e aggiungeteli quindi al coniglio: salate e fate cuocere per circa 20 minuti a fuoco moderato.
Aggiungere il bicchiere di aceto, i 2 bicchieri di vino e i 2 cucchai rasi di zucchero, rimestare e continuare la cottura finché la carne sarà tenera e morbida.
Nel frattempo lavare i peperoni, passarli sulla fiamma viva per togliere la pellicina esterna.
Tagliarli in falde regolari appoggiandoli su un tagliere. 10 minuti prima di concludere la cottura del coniglio, aggiungere nella pentola i peperoni.
Ultimare la cottura e servire il coniglio in bagna neira in tavola ben caldo.
Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com
LINGUA IN SALSA VERDE
Un'altra ricetta tipica della cucina piemontese che mi ricorda i pranzi di quando ero piccolo, con tanti antipasti come questa lingua in salsa verde. La lingua non è una parte che si consuma molto di frequente ma è molto tenera e gustosa.
Ammetto che non ho trovato molte informazioni sulla storia e la tradizione di questo piatto tipico della cucina piemontese (qui mi appello alla vostra esperienza...) ma la lingua in salsa verde secondo me rappresenta bene i sapori forti e gustosi della cucina piemontese.
DIFFICOLTA':FACILE
INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
- Una lingua di vitello
PER LA SALSA VERDE:
- una manciata di prezzemolo tritato
- 20 gr di mollica di pane
- 2 acciughe sotto sale
- 1 tuorlo d'uovo sodo
- 1 spicchio d'aglio
- aceto
- 1dl d'olio d'oliva
- pepe
- sale
Far bollire la lingua per circa 2 ore in abbondante acqua salata
Mettere la mollica del pane in un contenitore e ricoprirla di aceto, lasciarla ammorbidire per qualche minuto, strizzarla e sistemarla in una terrina.
Tritare il prezzemolo insieme all'aglio al tuorlo d'uovo sodo e alle acciughe precedentemente deliscate.
Mescolare il trito di prezzemolo con la mollica di pane fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungere a filo l'olio finché otterrete una salsa non troppo liquida.
Salare e pepare.
A cottura ultimata lasciare raffreddare la lingua, pelarla e affettarla a fette molto sottili.
Servire la lingua in salsa verde fredda.
Ammetto che non ho trovato molte informazioni sulla storia e la tradizione di questo piatto tipico della cucina piemontese (qui mi appello alla vostra esperienza...) ma la lingua in salsa verde secondo me rappresenta bene i sapori forti e gustosi della cucina piemontese.
DIFFICOLTA':FACILE
INGREDIENTI PER 4 PERSONE:
- Una lingua di vitello
PER LA SALSA VERDE:
- una manciata di prezzemolo tritato
- 20 gr di mollica di pane
- 2 acciughe sotto sale
- 1 tuorlo d'uovo sodo
- 1 spicchio d'aglio
- aceto
- 1dl d'olio d'oliva
- pepe
- sale
Far bollire la lingua per circa 2 ore in abbondante acqua salata
Mettere la mollica del pane in un contenitore e ricoprirla di aceto, lasciarla ammorbidire per qualche minuto, strizzarla e sistemarla in una terrina.
Tritare il prezzemolo insieme all'aglio al tuorlo d'uovo sodo e alle acciughe precedentemente deliscate.
Mescolare il trito di prezzemolo con la mollica di pane fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungere a filo l'olio finché otterrete una salsa non troppo liquida.
Salare e pepare.
A cottura ultimata lasciare raffreddare la lingua, pelarla e affettarla a fette molto sottili.
Servire la lingua in salsa verde fredda.
LA BAGNA CAODA
La bagna caoda o bagna calda è forse la ricetta più famosa della cucina piemontese. E' un piatto tipicamente conviviale in cui i commensali si dividono le verdure che stanno nel centro del tavolo e le intingono nella salsa, riscaldata dagli appositi fornelletti.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
400 gr olio
150 gr acciughe sotto sale
6 spicchi aglio
latte q.b.
panna q.b.
PROCEDIMENTO:
Pulire le acciuge dal sale deliscarle. Pulire l'aglio e metterlo a bollire in un pentolino con il latte.
Quando l'aglio sarà cotto buttare il latte,- questa operazione consente di alleggerire il sapore della bagna caoda -, aggiungere le acciughe e cuocere ancora leggermente il tutto.
Dopo pochi minuti passare con il mulinex e aggiungere, con il fornello al minimo, l'olio e la panna quanto basta a far diventare cremosa la salsa.
La Bagna Cauda deve essere servita calda in tavola possibilmente con gli appositi fornelletti, insieme alle verdure precedentemente nettate e cotte.
Esempi di verdure ce possono essere servite con questa salsa sono:
- Il tradizionale cardo
- le patate lesse
- le cipolle cotte
- i toupinambour
- il sedano
- il peperone di Carmagnola
- il Porro di Cervere
- ecc...
La ricetta che presento qui è una variante leggermente più leggera, l'originale bagna caoda prevede di tritare l'aglio a crudo e poi cuocerlo insieme alle acciughe, condendoli poi con l'olio, senza l'aggiunta della panna.
La bagna caoda era un piatto povero che veniva consumato nelle cascine piemontesi con le verdure di casa. Il giorno dopo per utilizzare la salsa avanzata si usava amalganarla con l'uovo e fare una specie di frittata.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
400 gr olio
150 gr acciughe sotto sale
6 spicchi aglio
latte q.b.
panna q.b.
PROCEDIMENTO:
Pulire le acciuge dal sale deliscarle. Pulire l'aglio e metterlo a bollire in un pentolino con il latte.
Quando l'aglio sarà cotto buttare il latte,- questa operazione consente di alleggerire il sapore della bagna caoda -, aggiungere le acciughe e cuocere ancora leggermente il tutto.
Dopo pochi minuti passare con il mulinex e aggiungere, con il fornello al minimo, l'olio e la panna quanto basta a far diventare cremosa la salsa.
La Bagna Cauda deve essere servita calda in tavola possibilmente con gli appositi fornelletti, insieme alle verdure precedentemente nettate e cotte.
Esempi di verdure ce possono essere servite con questa salsa sono:
- Il tradizionale cardo
- le patate lesse
- le cipolle cotte
- i toupinambour
- il sedano
- il peperone di Carmagnola
- il Porro di Cervere
- ecc...
La ricetta che presento qui è una variante leggermente più leggera, l'originale bagna caoda prevede di tritare l'aglio a crudo e poi cuocerlo insieme alle acciughe, condendoli poi con l'olio, senza l'aggiunta della panna.
La bagna caoda era un piatto povero che veniva consumato nelle cascine piemontesi con le verdure di casa. Il giorno dopo per utilizzare la salsa avanzata si usava amalganarla con l'uovo e fare una specie di frittata.
Iscriviti a:
Post (Atom)

