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IL RIS AN CAGNON

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Quando si parla del "ris an cagnon", come viene denominato localmente il riso in cagnone, si intende in realtà un risotto dalle tante varianti e di grande diffusione da rendere veramente difficile individuarne l'origine. Sembra che questa ricetta provenga dalla valle del Cervo, dove costituiva un tempo il piatto tipico del pranzo nuziale ma si può attribuire la paternità della ricetta al Biellese in generale.
Gli allevatori, che portavano il bestiame a pascolare, affrontavano temperature rigide, pertando era necessario un pasto ipercalorico ricavato da materie prime povere e tipiche del territorio: riso, formaggio e burro.



INGREDIENTI PER 6 PERSONE

-Riso Carnaroli 500 gr.

-Fontina o toma di Maccagno 150gr.

-Burro 80 gr.

-2 cucchiai grappa bianca (facoltativa)

-Sale e pepe




PROCEDIMENTO

Far lessare il riso in abbondante acqua salata; nel frattempo, in un pentolino si farà fondere e letteralmente “abbrustolire” il burro, lasciato cioè soffriggere fino al momento in cui assume il classico colore marrone.
Una volta pronto e scolato il riso, trasferirlo, ancora ben caldo, in una ciotola (possibilmente scaldata in precedenza) e aggiungere subito il formaggio precedentemente sminuzzato.
Mescolare il tutto vigorosamente finché il formaggio non si sarà completamente fuso e si sarà ottenuto un composto cremoso e omogeneo. A questo punto aggiungere anche il burro fuso annerito ancora ben caldo e mescolare.



Il riso Carnaroli è la varietà più prestigiosa di riso coltivata in Italia.

Su Dolcepiemonte puoi trovare il riso Carnaroli ,coltivato a Vercelli dall'azienda agricola Principato di Lucedio, in cinquecento ettari all’interno di un Parco Regionale.

INSALATA DI FAGIOLI BORLOTTI DI SALUGGIA

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Il fagiolo di Saluggia è un prodotto tipico piemontese coltivato in tutta la regione, quello di Saluggia ha una produzione più di nicchia ma molto pregiata.





INGREDIENTI PER 4 PERSONE


150 g. fagioli di Saluggia secchi

1 spicchio d’aglio

1 rametto di rosmarino

1 grossa cipolla viola

olio; aceto di vino; sugo di pomodoro; sale e pepe q.b.



PROCEDIMENTO

Tenere in ammollo almeno sei ore i fagioli di Saluggia secchi, poi cuocerli in abbondante acqua leggermente salata aggiungendovi uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino.
Scolare bene.
Affettare finemente la cipolla e lasciare le fettine in acqua fredda corrente per circa 30 minuti; quindi scolarle e aggiungerle ai fagioli.

Condire con un intingolo fatto di 3 parti di olio, 1 di aceto di vino, qualche goccia di sugo di pomodoro, sale e pepe.



I fagioli di Saluggia sono un elemento base per la preparazione dei più tipici piatti di risaia: la panissa vercellese, la paniscia novarese.

















SCALOGNI GLASSATI AL MIELE DI ALTA MONTAGNA

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Perfetti come contorno per carni o pesci bolliti o selvaggina di pelo in umido o brasata.




INGREDIENTI


500gr scalogno

1 bicchiere di vino rosso

25gr burro

4 cucchiai di miele di alta montagna

erba cipollina

1 buccia di limone

1 spicchio d'aglio

aceto di vino rosso

sale q.b.


PROCEDIMENTO


Far sciogliere in una casseruola il burro poi unire gli scalogni interi e pelati, facendoli appassire e bagnarli con il vino.

Farli cuocere, coperti, a fuoco moderato per circa mezz'ora, irrorali con 6 cucchiai di aceto, un pizzico di sale e un composto preparato con un trito fine di mezzo spicchio d'aglio, una scorzetta di limone e due fili di erba cipollina.

Un minuto prima di spegnere, quando l'aceto sarà evaporato e gli scalogni saranno ricoperti da una glassa, aggiungere il miele di alta montagna.

CURIOSITA' SU CIOCCOLATO E CIOCCOLATINI A TORINO

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                       CURIOSITA' SU CIOCCOLATO E CIOCCOLATINI A TORINO



La città di Torino, in Piemonte, è nota come la città italiana del cioccolato.

Nel 1560 per festeggiare il trasferimento della capitale ducale da Chambéry a Torino, Emanuele Filiberto di Savoia servì simbolicamente alla città una fumante tazza di cioccolata.
Una passione autentica che ha stimolato nei secoli la fantasia dei maestri cioccolatieri.
È nella capitale sabauda che nel Settecento nacque il Bicerin, bevanda calda a base di caffé, cacao, crema di latte.
Torino seppe esprimere il suo gusto per l’innovazione, infatti all’inizio dell’Ottocento venne inventato a Torino da Duret, il primo cioccolatino in forma solida, così come lo mangiamo oggi.
Le nocciole delle Langhe furono snobbate dai pasticceri piemontesi fino a inizio ‘800 quando, a seguito del blocco commerciale imposto dalla Gran Bretagna al continente controllato da Napoleone, il cacao non arrivò quasi più e, il poco che c'era, si trovava a prezzi da gioielleria.
A Torino, per far fronte a questa penuria, iniziarono a pensare a come poter “tagliare” il cioccolato pur mantenendo alta la qualità dei prodotti e cercando al tempo stesso di limitare la spesa economica.
All’inizio del secolo questo nuovo prodotto si iniziò a produrre con nocciole a pezzetti, finché a Michele Prochet, nel 1852, non venne l’idea di mescolare al cacao le nocciole tostate ridotte in polvere finissima.
 Il nuovo cioccolato/nocciolato venne lanciato sul mercato durante il Carnevale del 1865, riscuotendo un successo sbalorditivo, legato anche al confezionamento: il “gianduiotto” fu il primo cioccolatino confezionato singolarmente (in precedenza i cioccolatini venivano tagliati a mano da un pezzo di cioccolato più grande).

Su http://www.dolcepiemonte.com/it/19-cioccolato-e-cioccolatini puoi trovare alcune dolci specialità tutte al cioccolato ma soprattutto gli autentici gianduiotti tagliati a mano!

MERENDA SINOIRA

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MERENDA SINOIRA nota anche come "MARENDA SINOIRA"



                                                   



Ecco alcune idee  per preparare una perfetta merenda sinoira in pochi minuti da gustare con gli amici!


Ma prima vi raccontiamo da dove nasce ...

Bisogna tornare indietro nel tempo quando la giornata del contadino seguiva il ritmo delle stagioni.
Durante l'estate il lavoro nei campi si interrompeva per brevi pasti, in cui ci si riposava tra una fatica e l’altra.
Chi poteva a pranzo tornava a casa ma se il luogo di lavoro era distante allora ci si portava dietro il fagotto che conteneva il cibo per sfamarsi.
Nel pomeriggio, quando d’estate il sole era ancora alto e quando il lavoro lo richiedeva, il contadino si riposava per un po' e prima di sera (da qui nasce la merenda sinoira) si ristorava e dissetava.
Un dizionario del 1859 inseriva la merenda sinoira, facendo appello a un antico proverbio piemontese, tra San Giuseppe (fine marzo) e San Michele (fine settembre), prendendo in mezzo tutta la primavera e tutta l’estate.


San Giusep a porta la marenda ant el fassolet, San Michel a porta la marenda an ciel
(San Giuseppe porta la merenda nel fazzoletto, San Michele porta la merenda in cielo)



CROSTINI DI CREMA DI TARTUFI

INGREDIENTI

30 gr tartufi grattugiati

2 cucchiai crema di tartufi

2 filetti di acciuga

q.b.Olio EVO

1 spicchio di aglio

q.b.sale

8 fette pancarrè

Preparazione

a)Schiacciate lo spicchio d'aglio, mettetelo in padella con dell'olio e lasciatelo dorare, poi buttatelo.

b)Togliete la padella dal fuoco, unite all'olio caldo i filetti d'acciuga spezzettati, mescolate con una forchetta schiacciando leggermente e rimettete sul fuoco moderato.

c)Aggiungete i tartufi grattugiati e la crema di tartufi e lasciate cuocere a fuoco moderato per alcuni minuti. Aggiustate di sale, quindi fate dorare velocemente in poco olio caldo le fette di pane tagliate a triangolo.

d)Disponete le fette di pane in un piatto da portata caldo, spalmatele con l'impasto di tartufi e portate subito in tavolo.


CROSTINI CON BAGNA CAODA

Velocissimi da preparare ma di grande effetto!
Distribuite la bagna caoda tiepida sui crostini e guarnite con cubetti di peperoni gialli e rossi.

TAGLIERE DI FORMAGGI E SALUMI

Disponete su un tagliere in legno formaggi (TOMINI AL TARTUFO) e salumi (SALAMINI AL BAROLO), prodotti tipici piemontesi.

VERDURE

Non possono mancare le verdure per completare la vostra apericena!
Noi ti consigliamo l'ANTIPASTO LANGAROLO e i FUNGHI PORCINI TESTANERA.
Basterà disporli in piccole pirofile e degustarle con pane casereccio o grissini.

DOLCI

E per finire in bellezza, non vi resta che servire una TORTA DI NOCCIOLE senza farina accompagnata da un bicchiere di Passito Erbaluce di Caluso….ed ecco che la merenda-cena è servita!

VINI
Per accompagnare il tutto consigliamo di degustare vini tipici del Piemonte a seconda delle vostre preferenze e quelle dei vostri amici (Barolo, Nebbiolo, Ramìe).



Ti consigliamo di preparare il tutto prima delle 18, allestire la tua tavola con una tovaglia a quadrettoni usare taglieri di legno e stampare un menù con le pietanze legate a qualche proverbio o detto piemontese!


Ël vin pì bun al'è cul ch'as beiv cun ij amis. 



Il vino più buono è quello che si beve con gli amici. 












INSALATA DI RISO CARNAROLI ALLE PUNTE DI ASPARAGI

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INSALATA DI RISO CARNAROLI ALLE PUNTE DI ASPARAGI

Il riso Carnaroli è una delle qualità più famose coltivate in Piemonte.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE

160 g. riso Carnaroli
200 g. punte di asparagi
4 uova sode
olio, sale, pepe, limone

PROCEDIMENTO

Cuocete il riso in abbondante acqua salata. Quando sarà raffreddato e asciugato, mettetelo nel piatto di portata.

Fate lessare le uova per 10 minuti dalla ripresa del bollore.

Unite al riso le punte di asparagi precedentemente lessate, scolate e tagliate a pezzetti.

Condite il tutto con olio, sale, pepe, limone e guarnite con fette di uova sode.

A piacere, è possibile mescolare al riso anche pezzetti di carne di pollo bollita e fettine sottili di mela renetta.


Potrebbe interessarti anche : la panissa vercellese e  la paniscia novarese.

Se volete acquistare un buon riso Carnaroli  visitate il sito www.dolcepiemonte.com 


LEGUMI LEGUMI LEGUMI

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La Fao ha dichiarato il 2016 Anno Internazionale dei legumi: 

Il loro alto valore nutritivo li rende perfetti per combattere la malnutrizione, intesa sia come mancanza di cibo che come, al contrario, eccesso di cibo calorico ingerito. Leguminose come lenticchie, fagioli, piselli e ceci sono una parte fondamentale del paniere alimentare globale. I legumi sono una fonte vitale di proteine di origine vegetale e aminoacidi per le persone in tutto il mondo e dovrebbero essere consumati come parte di una dieta sana per affrontare l’obesità, ma anche per prevenire e aiutare a gestire le malattie come il diabete, le patologie coronariche e il cancro; ma sono anche una fonte importante di proteine di origine vegetale per gli animali. Inoltre, le piante leguminose possono contribuire ad aumentare la fertilità del suolo e avere un impatto positivo sull’ambiente”, si legge su fao.org

Per promuovere l’utilizzo dei legumi in tavola, durante tutto il 2016 la Fao ha sviluppato progetti legati alla conoscenza e all’utilizzo delle loro proprietà salutari, cercando di svilupparne la produzione e migliorando i sistemi di coltivazione.



PROPRIETA'DEI LEGUMI

Perché i legumi sono così importanti nella alimentazione? Prima di tutto perché sono una buona fonte di proteine vegetali. Ne contengono quanto la carne, ma hanno bisogno dei cereali per raggiungere la qualità delle sue proteine. La tradizionale e gustosa miscela -cereali-legumi (pasta e fagioli, riso e lenticchie, pasta e ceci, e così via) raggiunge una composizione apprezzabile di aminoacidi essenziali, paragonabile, appunto, a quella della carne.
I legumi sono un alimento importante anche perché poveri di grassi e ricchi di fibre, utili per l’intestino. Sono dotati di fosforo, calcio e ferro. Freschi, sono ricchi di vitamina C. Sono considerati cibi antinfiammatori perché aiutano a controllare la risposta insulinica nel corpo.


*VARIETA' DEI LEGUMI*



*LE ARACHIDI* Anche se le chiamiamo “noccioline americane" in realtà fanno parte della famiglia dei legumi.Prive di colesterolo, le arachidi sono ricche di lipidi e di acido oleico. Sono una buona fonte di polifenoli ed hanno un ottimo potere antiossidante.








TAPULON DEL NOVARESE

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Il Tapulon, consiste in uno spezzatino finemente sminuzzato, tradizionalmente a base di carne di asino, tipico dell’alto Novarese e della Valsesia.

La ricetta del Tapulone, il piatto più antico del Novarese
La tradizione popolare racconta che nel XII secolo un gruppo di pellegrini di ritorno dal Lago d'Orta, vinti dalla fame, decisero di fermarsi in un luogo disabitato nelle vicinanze e di sacrificare il loro asino per potersi sfamare.

 Per attenuarne la durezza, la carne fu tagliuzzata  finemente con un coltello e cotta a lungo nel vino.



INGREDIENTI per 4 persone 

1 kg di polpa d'asino macinata grossa
2 spicchi  d'aglio
 un cucchiaio d'olio
250 ml di vino rosso
40 gr di lardo
sale, pepe, 3 chiodi di garofano e, naturalmente, qualche foglia di alloro

PROCEDIMENTO

Fate soffriggere l’aglio con le erbe aromatiche a fuoco vivo nell’olio, quindi aggiungete il lardo e la carne con il sale, il pepe ed i chiodi di garofano proseguendo la cottura a fuoco vivo per qualche minuto.

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Bagnate con il vino rosso abbassando la fiamma e dopo circa un’ora di cottura il tapulon del novarese è pronto.

Servite il tapulon ben caldo, accompagnandolo con polenta gialla o patate al forno ed un buon vino Barolo.

GNOCCHI DI PATATE ALLA TOMA PIEMONTESE

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La salsa che accompagna questi gnocchi alla toma piemontese non è come la classica fonduta valdostana che prevede di aggiungere i tuorli d'uovo durante la fusione della Fontina. In questo caso è una salsa calda che unisce al formaggio piemontese il burro e il latte intero.
Originariamente le tome utilizzate in questa ricetta erano molto stagionate più adatte a essere grattugiate ma oggi difficilmente trovabili.




INGREDIENTI PER 6 PERSONE

Patate 1 kg
tuorli d'uovo 2
olio d'oliva 1 cucchiaio
farina bianca 250 gr
burro 50gr
toma stagionata 180 gr
latte intero 180 gr
sale
pepe


PREPARAZIONE

Lavare bene le patate e lessarle con la buccia per 40 minuti. Scolarle e sbucciarle ancora calde. Passare le patate nello schiacciapatate. Quando saranno intiepidite  aggiungere i tuorli d'uovo, un pizzico di sale, la farina e un cucchiaio di olio d'oliva. Impastare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per 15 minuti.

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Preparare gli gnocchi, dividendo l'impasto in filoni e tagliandoli poi in cilindretti di circa un centimetro. Passare i gnocchi sui rebbi di una forchetta esercitandovi una leggera pressione. Questa operazione darà ai gnocchi le classiche rigature che consentono di raccogliere meglio il condimento.

Tagliare la toma piemontese (ottima quella di Lanzo) a fettine sottili e metterle in una casseruola con 50 gr di burro e il latte. Fondere la toma a fuoco molto lento, o ancora meglio a bagno-maria.

Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con una schiumarola non appena vengono a galla. Fateli saltare insieme alla salsa alla toma piemontese e servite ben caldi.

Potete accompagnare i gnocchi di patate alla toma piemontese con una buona bottiglia di Langhe Nebbiolo come questo: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/60-langhe-nebbiolo-doc.html


PENNE DI RISO ALLA CASTAGNA CON FUNGHI

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Le penne di riso  alle castagne, trafilate al bronzo, dall’aspetto  poroso si  adattano a sughi di vario tipo; in particolare ai funghi  per assaporare a pieno il sapore della farina di castagna.


INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 gr. funghi misti
 prezzemolo q.b. 
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva.

PROCEDIMENTO

In una padella soffriggete lo spicchio d 'aglio con l’olio, aggiungete e cuocete i funghi. 
Nel frattempo tritate alcuni ciuffetti di prezzemolo fresco.
Cuocete le penne di riso in abbondante acqua bollente salata. 
Scolate le penne e versatele nella padella con i funghi, terminate la cottura con il sugo. Impiattate e spolverate con il prezzemolo tritato.

Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne,  puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html