Non ci sono molte certezze sull'origine di questo piatto tipico piemontese e più nello specifico novarese. Sembra che il suo nome derivi dal fatto che originariamente si utilizzava il panìco al posto del riso o comunque un cereale di poco pregio. Il termine latino "paniculum", "migliacccio", fatto con il miglio, sembrerebbe la radice etimologica del nome. Dalla stessa radice deriverebbero anche le altre varianti di questo piatto tipico: la Panissa vercellese (senza le verdure) o la Paniccia della val Sesia. Infatti sembra che le origini di questo piatto siano molto antiche addirittura prima dell'introduzione della coltivazione del riso in Piemonte (1500).
PANISCIA NOVARESE (dosi per 4 persone)
350 gr. di riso superfino,
200 gr. di fagioli borlotti secchi,
350 gr. di cavolo bianco (verza),
1 carota 1/2 cipolla media,
2 costole di sedano,
3 pomodori pelati senzai semi,
50/60 grammi di cotenne di maiale,
80 grammi di pancetta tritata fine,
25 grammi di burro,
1 salam d'la duja(conservato nello strutto),
2 litri di acqua,
1/2 bicchiere di vino rosso,
pepe e sale q.b.
Mettere i fagioli secchi in un contenitore coperti da acqua tiepida, per circa dodici ore.Fate scottare le cotenne (tagliate a listerelle) per cinque minuti in acqua bollente .Mondate e lavare tutte le verdure.Spezzettate le foglie di verza e tagliare a pezzettini il sedano la carota, e i pomodori a cui avrete tolto i semi.Scolate bene i fagioli e metterli in una pentola con tutte le verdure e le cotenne.Aggiungete l'acqua e un po' di sale.Tritare la cipolla con il salame.Mettere in una casseruola il burro e la pancetta, unite il salame e la cipolla e lasciare rosolare a fuoco basso per dieci minuti.Mescolando con un cucchiaio di legno unite il riso, fatelo insaporire, quindi sempre mescolando aggiungete il vino e lasciatelo evaporare.Continuare la cottura del riso unendo poco alla volta il brodo e le verdure cotte e continuare a mescolare con il cucchiaio di legno fino a che il riso sara' cotto (il tempo necessario e' di circa 20 minuti). Aggiungete il pepe q.b., togliete dal fuoco e lasciare riposare per cinque minuti prima di disporlo sul piatto di portata.
Piemonte, Piedmont, Italy
LA PANISCIA NOVARESE
RISOTTO AL BAROLO
Ingredienti:
300 g di riso,
½ lt di Barolo,
½ lt di brodo di carne,
3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato,
1 cipolla piccola,
burro e sale.
Preparazione:
Affettate la cipolla, lasciatela rosolare in un tegame con una noce di burro e quando sarà ben appassita unite il riso,
fatelo imbiondire per qualche minuto rimestando accuratamente,
aggiungete quindi il Barolo poco
alla volta. Quando il Barolo sarà evaporato continuate la cottura con piccole quantità di brodo.
A cottura del riso ultimata, unite una noce di burro, il parmigiano reggiano grattugiato. Mescolate ancora per amalgamare
bene il tutto e servite ben caldo.
Piemonte,Piedmont, Italy
POLLO ALLA MARENGO
STORIA: questa ricetta tipica alessandrina risale alla vittoria di Napoleone contro gli Austriaci nella famosa battaglia di Marengo (14 giugno 1800).
Sembra che il generale francese dopo la vittoria ordinò in un'osteria del paese qualcosa di speciale. Gli venne servito un pollo cucinato con gli ingredienti a disposizione vista la situazione. Il pollo venne cotto con funghi, gamberi di fiume e del vino Madera portato dall'esercito francese.
1 pollo di circa 1 kg, 1 bicchiere olio, farina, sale e pepe, 400 g pomodori, 1 spicchio di aglio, 1 bicchiere vino bianco, 200 g funghi, prezzemolo, succo di un limone, 6 fette pane casereccio, 6 uova, 6 gamberi di fiume, brodo.
Ingredienti:
1 pollo di circa 1 kg, 1 bicchiere olio, farina, sale e pepe, 400 g pomodori, 1 spicchio di aglio, 1 bicchiere vino bianco, 200 g funghi, prezzemolo, succo di un limone, 6 fette pane casereccio, 6 uova, 6 gamberi di fiume, brodo.
Preparazione:
Non esiste una ricetta "ufficiale", ma sono diffuse innumerevoli varianti, ad esempio con o senza i gamberi di fiume. Pulire e tagliare il pollo a pezzi e passarlo nella farina. Far rosolare il pollo infarinato con olio ed aglio. Sbollentare i pomodori e togliere la pelle ed i semini, tagliarli a dadini. Quando il pollo è rosolato, bagnare con vino bianco ed unire i pomodori. Far cuocere con coperchio a fuoco moderato per 10 minuti. Pulire ed affettare i funghi, unire al pollo e far cuocere altri 15 minuti. In un pentolino portare a bollore un bicchiere di vino bianco, sale, i gamberi di fiume, far cuocere per 5 minuti, scolare e tenere al caldo. Far abbrustolire le fette di pane e friggere in un'altra padella le uova nell'olio, tenendole ben separate. Controllati i tempi, versare il succo di limone ed il prezzemolo tritato finemente nella casseruola del pollo, mescolare ed aggiustare di sale. Sul piatto di portata disporre una fetta di pane su cui adageremo l'uovo fritto, accanto mettere il pollo con il suo fondo di cottura e guarnite il tutto con un gambero di fiume. (tratta dal sito del comune di alessandria)
FRITTO MISTO ALLA PIEMONTESE il re della cucina piemontese
STORIA E CURIOSITA' SUL FRITTO MISTO ALLA PIEMONTESE:
Il fritto misto è forse il piatto più rappresentativo della cucina piemontese. Non si compone di ingredienti fissi, ma di una varietà di gusti e sapori che possono cambiare a seconda della satgione e delle preferenze.
Solo alcuni ingredienti sono considerati obbligatori per un buon fritto misto alla piemontese: i semolini, gli amaretti di Mombaruzzo ammorbiditi nel latte strizzati ed impanati, le animelle, la cervella, i filoni di fegato bianco e nero, salsiccia, crocchette di pollo e costollette d'agnello.
Anticamente sembra che il fritto misto fosse un piatto della tradizione popolare che si cucinava nel territorio piemontese quando venivano macellati gli animali nelle cascine, per sprecarne il meno possibile venivano cucinate le frattaglie.
foto tratta da wikipedia
INGREDIENTI:
CARNI:
- FILONE DI VITELLO
- ANIMELLA
- CERVELLA
- FEGATO DI VITELLO E DI MAIALE
- SALSICCIA
- COSTOLETTE DI AGNELLO
- CRESTE DI POLLO
- CROCCHETTE DI POLLO
VERDURE:
- FETTE DI MELANZANE
- FETTE DI ZUCCHINI
- FIORI DI ZUCCA
VARIE:
- FORMELLE DI SEMOLINO: 190 GR semolino
- AMARETTI DI MOMBARUZZO
- CAPPELLE DI FUNGHI
- RANE
- OLIO DI OLIVA
- BURRO, FARINA, UOVA
- LATTE, PANGRATTATO , SALE
PROCEDIMENTO:
Tagliare tutte le carni e le verdure a piccoli pezzi, passarle prima nella farina poi nell'uovo sbattuto e quindi nel pangrattato. Friggere il tutto in una padella con abbondante olio e burro, tenendo presente i diversi tempi di cottura che richiedono gli ingredienti: il fritto misto alla piemontese cotto al punto giusto deve essere pronto tutto nello stesso momento.
Adagiare quanto si è preparato su uno o più piatti di portata caldissimi, salare e servire immediatamente.
Piemonte, Piedmont, Italy
LA MULA salume tipico del piemonte
Preparazione.
La carne magra di testa viene tagliata grossolanamente con guanciale: si unisce circa il 40% di impasto per salame, e si condisce. Si aggiunge poi la lingua di maiale precedentemente tenuta sotto sale per circa quattro giorni, lavata e asciugata, e si insacca il tutto nel budello equino (che dà il nome al salume). Il prodotto finito prende l'aspetto di un melone a causa della legatura con spago, che lo divide in tanti spicchi. Si consuma bollito e viene servito caldo.
a) Materia prima: carni di suino di seconda scelta e lingua di suino.
b) sale, pepe, aglio, noce moscata, chiodi di garofano, cannella.
c) Additivi: salnitro.
Alcuni giorni.
Circa due mesi. Poi può essere messa sotto strutto fuso, in un orcio di coccio: in questo caso si mantiene, rimanendo morbida, per più di un anno.
Province di Novara, Vercelli e, in provincia di Asti, nel Monferrato.
I PLIN
I PLIN sono un prodotto tipico piemontese, soprattutto del cuneese e del Piemonte occidentale.
In dialetto piemontese il plin è il pizzicotto, da questo termine deriva il nome di questa pasta all'uovo ripiena di carne arrosto, il plin è il pizzicotto che viene dato alla pasta.
I Plin vengono cotti in acqua bollente e saltati con burro e salvia, oppure sugo d'arrosto. Ma per apprezzarne completamente il gusto, una tradizione vuole che si gustino su di un tovagliolo senza nessun condimento. Durante la manifestazione del Gustadom ad Asti si possono assaggiare gli agnolotti gobbi serviti in questo modo.
Piemonte, Piedmont, Italy
IL TARTUFO BIANCO PIEMONTESE
Già nel Settecento il tartufo piemontese era stimato e consumato nelle cucine dei nobili europei. Tra i suoi grandi estimatori il compositore Rossini che lo definiva il "Mozart dei funghi". Il più pregiato è sicuramente quello che si raccoglie fra le colline di Alba e Asti.
Solo nel '900 questo tartufo bianco ha acquistato fama mondiale, grazie alla geniale opera di promozione svolta da Matteo Morra ("Maté Mura") e Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba, giustamente "incoronato" Re dei Tartufi già nel 1933 dal Times di Londra. tratto da wikipedia
Sembra che anche il Re di Francia acquistasse il tartufo bianco d'Alba per sostituire l'aglio nei banchetti di corte.
Anche quest'anno si tiene ad Alba, la "capitale" del tartufo, l'annuale fiera mercato dove i commercianti di tartufi incontrano i "trifolao" che raccolgono questo prezioso prodotto tipico della terra piemontese. Per maggiori informazioni http://www.fieradeltartufo.org/it/Default.asp
Il tartufo bianco di Alba è uno dei protagonisti della cucina piemontese e conferisce un profuno e un sapore inconfondibili anche ai piatti più semplici come ad esempio l'uovo al paletto o i Tajarin in bianco.
Piemonte, Piedmont, Italy
FINANZIERA PIEMONTESE
La finanziera è un piatto tipico piemontese nato durante il medioevo; la prima ricetta conosciuta risale al 1450 ed è stata proposta dal Maestro Martino. È un piatto nato nel Monferrato che ha subìto in seguito diversi rimaneggiamenti. Rimane comunque un piatto povero nato dal riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti di macellazione dei bovini. Una ricetta successiva della finanziera ha per titolo salsa e ragout à la Financière ed è attribuita a Giovanni Vialardi (datata 1800).
L'etimologia è incerta, tuttavia pare che ad un certo punto della storia la finanziera abbia abbandonato le tavole dei contadini, sia diventato un piatto elitario ed abbia quindi preso il nome dalla giacca da cerimonia, detta appunto finanziera, indossata a Torino nell'800 dai rappresentanti della finanza piemontese.
" la finanziera: il nome di questa ricetta deriva dall'abito, chiamato proprio finanziera, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto; altre fonti suggeriscono invece l'origine del nome nel tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (i finanzieri, appunto) per entrare in città. Tributo composto principalmente dalle frattaglie dei polli, ancora oggi fra gli ingredienti fondamentali. " tratto da wikipedia
Ingredienti.
per 6 persone
100 gr animelle
50 gr creste e uova di gallo
100 gr fegatini di pollo
150 gr di filoni e cervella di vitello
100 gr funghi freschi
50 gr cetrioli sott'aceto
1 bicchiere di marsala secco o vino rosso secco
Sale e prezzemolo q.b.
80 gr burro
Procedimento.
Pulire accuratamente animelle,filoni,cervella,creste e fegatini . Fare bollire il tutto in acqua salata x 10 min. Circa eccetto i fegatini che si faranno bollire separati,scolare il tutto e lasciare raffreddare.
Tagliare il tutto a dadini unitamente ai cetriolini e funghi, questi ultimi lessati. In una casseruola fare sciogliere il burro ,unire tutti gli ingredienti ,far cuocere appena e bagnare marsala o vino rosso, con quest'ultimo unire una presa di zucchero ,salare,spolvarare appena di prezzemolo ,lasciare cuocere lentamente per 5\6 minuti.
LE ACCIUGE DEL PIEMONTE
Qualcuno si sarà chiesto, come mè, perchè tra i prodotti tipici del Piemonte c'è la bagna caoda che, tra gli ingredienti principali ha un pesce azzurro come l'acciuga.
Notoriamente il Piemonte non è una regione marina.
Sembra che in passato i contadini, provenienti soprattutto dalla valle Maira nel cuneese, cercassero di arrotondare nei mesi invernali andando in Francia o in Liguria a prendere il sale da vendere poi in tutto il Piemonte. Poichè il sale ai tempi era un bene molto prezioso sembra venisse nascosto sotto le acciughe. Questi contadini passavano poi nei paesi con dei carretti a vendere sia il sale che i pesci e venivano chiamati ANCIUE'.
Il Museo Seles - Museo multimediale dei mestieri itineranti, vuole essere il punto di raccolta delle testimonianze e della documentazione di tutti gli acciugai della Valle Maira che hanno avuto nei comuni di Dronero, Celle di Macra e Paglieres la loro culla d’origine.
www.comune.dronero.cn.it
Piemonte, Piedmont, Italy
Laboratori organizzati dalla Camera di Commercio con Slow Food
Articolo tratto da www.lastampa.it
"Maestri del Gusto di Torino e provincia" è un’iniziativa della Camera di commercio di Torino che ogni due anni, in collaborazione con Slow Food e il Laboratorio Chimico camerale, seleziona esperti nella produzione del buon cibo e del buon vino. I loro nomi, gli indirizzi e i loro prodotti, tutti da scoprire e da gustare, sono raccolti in un volume pubblicato dalla Camera di commercio per promuovere in Italia e all’estero le eccellenze enogastronomiche della provincia.
Gli incontri, uno al mese, si terranno a Eataly in via Nizza 230, con inizio alle ore 20. Ogni appuntamento accoglierà fino a 55 partecipanti, la quota di partecipazione è di 20 euro.
Articolo tratto da www.lastampa.it
IL RISO
Oggi le zone del Piemonte più interessate dalla coltivazione del riso sono le province del vercellese, del basso novarese, del biellese e alcune zone dell'alessandrino.
Dopo la trebbiatura il riso è ancora rivestito dalle glumelle e viene chiamato risone. Viene quindi portato nelle riserie dove vengono eseguite dierse lavorazioni: pulitura, sbramatura, sbiancatura, lucidatura, brillatura.
La pianta da coltivazione si divide i tre sottospecie che si differnziano per la forma del chicco:
- Indica
- Japonica
- Javanica
In Piemonte e nelle altre zone d'Italia dove viene coltivato si utilizza la Japonica.
S.Andrea: ideale per risotti, cotto in 16-17 minuti;
Padano: iedale per arancini, cotto in 15 (al dente) o 18 minuti:
Ribe Parboiled: ideale per risotti, cotto in 15-16 minuti;
Una ulteriore classificazione viene fatta a seconda delle dimensioni e della forma del chicco:
- Comune o originario: (Balilla) grani tondi e tondeggianti
- semifino: (Vialone nano) grani lunghi e grossezza media
- fino: (S. Andrea, Vialone) grani lunghi e grossi
- superfino: (Arborio, Baldo, Carnaroli) grani molto lunghi e grossi.
Piemonte, Piedmont, Italy
SALSICCIA DI BRA
La salsiccia di Brà è un prodotto tipico della cucina piemontese.
Il Piemonte è la regione in cui si allevano più suini in Italia. Di conseguenza la salsiccia ha un posto rilevante nella produzione agroalimentare Piemontese.
La salsiccia di Bra è pregiata una specialità alimentare del Piemonte e viene preparata con le carni magre sia di bovino che di suino.
In passato a Cherasco, comune limitrofo, c'era una comunità ebraica di importanti dimensioni che esigeva insaccati senza carne suina. Sembra che ai tempi dello Statuto Albertino (metà '800) lo Stato avesse autorizzato l'uso di carne bovina per la salsiccia fresca solo ai macellai di Brà.
La salsiccia di Brà viene consumata fresca e spesso cruda. Questo insaccato piemontese è stato inoltre inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali piemontesi riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Per maggiori informazioni su questo prodotto tipico piemontese potete visitare il sito: http://www.salsicciadibra.it
Foto tratta dal sito http://www.salsicciadibra.it
AGNOLOTTI ALLA PIEMONTESE
DOSI PER 6\8 PERSONE
Stufato di manzo g. 350
Arrosto di maiale g. 200
Salsiccia g. 100
Cervella di vitello g. 100
Scarola n. 1 mazzo
Uova n. 3\4
Noce moscata
Parmigiano
Sugo di carne
Burro
Sale
DOSI PER LA PASTA
Farina g. 600
Acqua g. 150
Uova n. 3
PROCEDIMENTO:
Lessare leggermente la salsiccia e la cervella. Lessare anche la scarola, strizzarla e tritarla e insaporirla in sugo di carne e poco burro.
Tritare finemente tutte le qualità di carne e la salsiccia, mettendo poi il ricavato in un recipiente; aggiungendo al scarola, tre o quattro cucchiai di parmigiano, un pizzico di sale, una grattata di noce moscata e uova intere sino ad ottenere un composto di giusta consistenza. Amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti.
Con la farina, le uova e l'acqua preparare la pasta e poi stendere con il mattarello due o tre sfoglie sottili.
Mentre si prepara una sfoglia tenere l'altra pasta ben coperta affinché si mantenga giustamente morbida. Dal ripieno ricavare tante palline grandi come una nocciola e sistemarle su una sfoglia distanziandole fra loro: ricoprire con l'altra sfoglia come si fa normalmente, con le dita premere fra un ripieno e l'altro, quindi con la rotellina dentata, ricavare tanti agnolotti di forma quadrata.
CURIOSITÀ:
La tradizione vuole che questi ravioli, uno dei simboli della cucina piemontese, siano serviti come piatto in brodo. Si possono però servire anche asciutti, cuocendoli nel brodo anziché nell'acqua salata: irrorarli poi con burro fatto fondere insieme a qualche foglia di salvia spolverizzando gli agnolotti con parmigiano e sottili fettine di tartufo oppure condirli con una salsa al pomodoro o con sugo di carne.
Piemonte, Piedmont, Italy
Poggio Oddone-La manifestazione storica di Perosa Argentina giunta alla nona edizione
Da oggi venerdì 18 settembre si apre a Perosa Argentina la manifestazione "Poggio Oddone-Terra di Confine" fino a domenica 20.
Durante la manifestazione che si svolge dal 2000 si potrà acquistare il formaggio tipico piemontese della val Chisone il "Plaisantif".
Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell'associazione Poggio Oddone.
Piemonte, Piedmont, Italy
IL PLAISENTIF
Piemonte, Piedmont, Italy
CASTELLO DI CERESETO, Asti

Sulla strada che da Asti porta a Casale Monferrato, fra le colline del Monferrato astigiano si trova il paese di Cereseto. La fondazione di questo paesino del Piemonte sembra risalire al cinque o seicento d.c.
Oggi Cereseto conta meno di 500 abitanti.
Al centro del paese si trova il castello costruito nel 1910 dall’ingegnere Vittorio Tornielli in stile tardo quattrocento piemontese.
Il castello di Cereseto, che non si trova in buone condizioni, attualmente è di proprietà della "Società Agricola di Cereseto" e non si può visitare internamente.
Sulla facciata che da verso il paese si trova un bassorilievo di notevoli dimensioni dello scultore Canonica dedicato ai caduti piemontesi della seconda guerra mondiale (foto).
Piemonte, Piedmont, Italy
CHEESE 2009 A BRA, PROVINCIA DI CUNEO, PIEMONTE
Dal 18 al 21 settembre 2009 si terrà a Brà la settima edizione di CHEESE-LE FORME DEL LATTE.
La manifestazione piemontese è organizzata da SLOWFOOD e rappresenta un evento internazionale di grande rilevanza nel settore caseario.
Accanto ai formaggi del Piemonte, forse i prodotti tipici più famosi di questa regione, si può trovare una vasta gamma di formaggi prodotti nei più diversi paesi del mondo provenienti dai presidi SLOWFOOD .
PER MAGGIORI INFORMAZIONI www.cheese.slowfood.it
Piemonte, Piedmont, Italy
NOVI LIGURE, provincia di Alessandria, Piemonte
Piemonte sud est. Provincia di Alessandria dove la pianura piemontese inizia a salire e diventa Appennino, qui si trova Novi Ligure.
La città dove sono cresciuti i campionissimi piemontesi di ciclismo Girardengo e Coppi.
Novi Ligure ha una lunga tradizione dolciaria, sul suo territorio sono nate due grandi aziende dolciarie piemontesi, la Novi e la Pernigotti.
L’origine della città di Novi Ligure risale al periodo romano quando era conosciuta col nome di Curtis Nova. Attraverso varie vicissitudini ha fatto parte anche della Repubblica di Genova nel 1500.
Nel 1818 entra a far parte del Regno di Sardegna e quindi del futuro Piemonte.
Nel centro storico di questa città piemontese si possono ammirare numerosi palazzi dalle facciate dipinte risalenti ai secoli XVII e XVIII. 
Tra questi palazzi citiamo il Palazzo Negroni (foto) ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una della quali basata sul calendario rivoluzionario francese.
La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano, oltre all'omonimo Palazzo Delle Piane, (foto) la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.
I prodotti tipici di questa zona sono:
- baci di dama
- farinata
- focaccia novese
- canestrelli novesi
- Cece di Merella
- Corzetti
Piemonte, Piedmont, Italy
VINI PIEMONTESI A LONDRA
I vini piemontesi in vetrina nei grandi magazzini Herrod's di Londra. Dal 1° settembre al 4 ottobre 2009 grazie al sostegno della Regione Piemonte e al Centro Estero per l’Internazionalizzazione nel wine shop del grande magazzino londinese sarà ospitata una promozione di circa 60 etichette di vini del Piemonte.
Sicuramente un'iniziativa pubblicitaria importante per i vini piemontesi.
Maggiori info sul sito de "La Stampa"
Piemonte, Piedmont.
UN SIMBOLO DI TORINO E DEL PIEMONTE: IL GRISSINO
Uno dei simboli della cucina Piemontese e sopratutto di Torino è il GRISSINO. Il grissino è anche uno dei più famosi prodotti della cucina piemontese all'estero.
La sua origine sembra merito di Vittorio Amedeo II di Savoia, o meglio del suo dottore.
Per dare al giovane componente della famiglia Savoia, che riusciva con difficoltà a digerire la mollica del pane, il medico intorno al 1675 fornì le indicazioni ad Antonio Bruero fornaio di Lanzo Torinese per produrre il grissino.
I grissini ebbero una veloce diffusione sia in Piemonte che nel resto del paese grazie alla digeribilità e alla facilità di conservazione.
Anche Napoleone adorava i grissini del Piemonte e li chiamava "petites batons de Turin" e sembra se li facesse spedire direttamente da Torino a Parigi.
Il nome deriva da quello della "ghersa", il classico pane piemontese, di forma allungata.
La forma di grissino più antica e tradizionale è indubbiamente il rubatà o robatà (la pronuncia è comunque "rubatà", che in piemontese significa "rotolato") di lunghezza variabile dai 40 agli 80 cm, facilmente riconoscibile per le caratteristica nodosità, dovuta alla lavorazione a mano. Il rubatà di Chieri è incluso nella lista prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Sono allo steso modo considerate zone di produzione classica del Rubatà, il Torinese, la zona di Andezeno e il Monregalese.
L'unica altra forma di grissino tradizionale e tutelata è il Grissino Stirato. Di invenzione più recente rispetto al rubatà, si distingue da questi in quanto la pasta, invece che essere lavorata per arrotolamento, viene allungata tendendola dai lembi per la lunghezza delle braccia del panificatore, il che conferisce maggiore friabilità al prodotto finale. Soprattutto questo tipo di lavorazione permise la produzione meccanizzata già a partire dal XVIII secolo.
Il grissino è l'ingrediente principale della ZUPPA DEI VALDESI, piatto tipico della val Germanasca e delle alpi occidentali.
Piemonte, Torino, Italy
TORINO CELEBRA I 303 ANNI DELLA LIBERAZIONE DALL'ASSEDIO FRANCESE
Da sabato 5 settembre nel capoluogo del Piemonte si apriranno le manifestazioni e le rievocazioni storiche per ricordare i 117 giorni che opposero l'esercito Sabaudo di Vittorio Amedeo II alle truppe del Duca de la Feuillade nel 1706.
Per maggiori informazioni sull'assedio di Torino: wikipedia
Pietro Micca
Piemonte, Piedmont, Torino, Italy
PINEROLO, FIERA DELL'ARTIGIANATO
Dal 3 al 6 settembre si terrà a Pinerolo la 33° edizione della Fiera dell'Artigianato. La cittadina piemontese ospiterà i più diversi volti dell'artigianato da quello manifatturiero a quello dei prodotti agricoli e alimentari. La presenza dei prodotti alimentari tipici piemontesi sarà come al solito molto elevata.
Anche quest'anno la manifestazione pinerolese sarà animata da manifestazioni e musica. Nell'elenco spicca la NOTTE BIANCA di sabato 5 settembre che vedrà tra gli altri eventi il concerto della cantante Alexia.
Per maggiori informazioni: www.artigianatopinerolese.com
Piemonte, Piedmont, Italy
Pinerolo città della cavalleria: CONCORSI IPPICI
Dall'11 al 13 settembre 2009 Pinerolo sarà sede del25° concorso ippico INTERNAZIONALE.
Mentre dal 18 al 20 settembre 2009 la città del Piemonte ospiterà il 31° concorso ippico nazionale.
Le manifestazioni che sono ormai una tradizione per Pinerolo si terranno presso la Piazza D'armi.
Piemonte, Piedmont, Italy
IL PEPERONE DI CARMAGNOLA prodotto tipico del Piemonte
A Carmagnola, in Piemonte, la coltura del peperone inizia nei primi anni del novecento. Vista la vocazione prettamente agricola della zona fino a dopo il secondo dopoguerra viene sviluppata in modo intensivo la coltura del peperone di Carmagnola grazie alle ottime rese che garantisce.
Il peperone di Carmagnola è un ingradiante fondamentale della Bagna Caoda alla piemontese.
IL GENEPI'
Salame di Turgia, prodotto tipico del Piemonte.
Breve storia del Piemonte.
Il Piemonte è abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C.
Il Piemonte fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero il Piemonte divenne sede d'incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo il Piemonte subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Il Piemonte era amministrativamente diviso in contee e marche, fu in parte riunificato nell'XI secolo da Olderico Manfredi, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti e Alessandria (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento del Piemonte nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione del Piemonte, ultimato nel 1748 con la pace di Aquisgrana.
Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1796-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione del Piemonte, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano.
Non mancarono, nel rapido sviluppo del Piemonte, gli squilibri, soprattutto territoriali, tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione Piemonte. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto proponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione.
Tratto da wikipedia
Piscine aperte a Torino nel mese di agosto
Per chi è in Piemonte nel mese di agosto e proprio non riesce a fare un salto al mare ecco alcune piscine in cui fare un tuffo.
Sono tutte a Torino, aperte nel mese di agosto:
PISCINA FRANZOJ Str. Antica di Collegno 221 Torino, Piemonte Tel. 011.723090(vasca per bambini)Aperta fino al 6/9Dal martedì al sabato dalle 12.00 alle 19.00Lunedì aperta dalle 10.30 alle 18.30
SISPORTVia Olivero 40 Torino, Piemonte Tel. 011.3151615/1Aperta fino al 31/8 dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 20.00
PISCINA COLLETTAVia Ragazzoni 5/7 Torino, Piemonte Tel. 011.284626Aperta fino al 31/8 dalle ore 12.00 alle 19.00
PISCINA LIDO TORINO Via Villa Glori 21 Torino, Piemonte Tel. 011.6614888Aperta fino al 31/8 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00
PISCINA LOMBARDIAC.so Lombardia 95 Torino, Piemonte Tel. 011.7380008(vasca per bambini)Aperta fino al 31/8 dalle ore 12.00 alle 18.30. Il lunedì aperta dalle 11.00 alle 19.00
PISCINA PELLERINA C.so A. Claudio 110 Torino, Piemonte Tel. 011.744036Aperta fino al 31/8 dal lunedì al venerdì 10.00-19.00
PISCINA GALILEO FERRARIS C.so Galileo Ferraris 288-290 Torino, PiemonteTel. 011.3017367Aperta fino al 5/9 dal lunedì al venerdì 9.00-20.30 e il sabato dalle 10.00 alle 20.00
SEMPIONEV ia Gottardo 10 Torino, Piemonte Tel. 011.2050256(vasca per bambini)Aperta fino al 31/8 dalle 10.00 alle 19.00
Torino, Piemonte, Piedmont, Italy.
Foto del Piemonte

Villaretto, Val Chisone, provincia di Torino, Pimonte, Piedmont, Italy.
Nizza Monferrato e il CARDO GOBBO, prodotto tipico del Piemonte.
Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato, prodotto tipico del Piemonte, prende il nome caratteristico di "gobbo" grazie alla tipologia della coltivazione.
Nelle campagne di Nizza Monferrato, in Piemonte, per proteggerlo dal freddo dell'inverno viene parzialmente sotterrato. La pianta per cercare la luce si piega verso l'alto assumendo la forma gobba caratteristica.
Oltre a permettere alla pianta di resistere ai rigidi inverni piemontesi, questo tipo di coltura rende il gambo BIANCO e più TENERO.
Il Cardo, soprattutto il Gobbo del Piemonte, è un ingrediente fondamentale e tipico della Bagna Cauda Piemontese.
In un'altra zona del Piemonte invece, la pianura saluzzese, il cardo viene viene racchiuso in spessi fogli di carta legati in modo molto stretto. In questo modo il cardo cresce dritto, bianco e tenero.
Il cardo gobbo di Nizza è inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Piemonte.
Piemonte, Piedmont, Italy
Piemonte a tavola: I BATSOA'
L'origine di questo piatto del Piemonte sembra risalire ai primi dell'800.
L'ingrediente principale era rappresentato dalla zampa del vitello o del manzo piemontese.
In molte ricette viene utilizzata la zampa del maiale perchè anticamente quando si uccideva il maiale la zampa era la parte più difficilmente conservabile. La carne di maiale è però molto più grassa e il gusto è meno fine di quella del bovino del Piemonte.
L'etimologia della parola non è sicura ma solitamente viene fatta risalire al francese "bas de soie" cioè "calze di seta" che ricorda la consistenza del piatto.
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Ingredienti
* zampa di vitello o manzo (o maiale)
* cipolla
* sedano
* carota
* aceto
* olio di oliva
* pepe
* sale
* tuorlo
* pangrattato
Preparazione
1) lessare la zampa partendo dall'acqua fredda con cipolla, sedano e carota fino ad ottenere il distacco della carne dalle ossa.
2) scolare la zampa ed eliminare le ossa e gli aromi
3) Tagliare la carne a liste sottili. Sgrassare il brodo e re-immergere la carne, aggiungere l'aceto e riportare ad ebollizione.
4) Far bollire fino a consumare tutto il brodo, estrarre la carne con la gelatina e far scolare e raffreddare in un colino.
5) Tagliare la carne fredda in fette sottili immergerle nel rosso d'uovo sbattuto, nel pangrattato e friggere.
Servire caldi.
Piemonte, Piedmont, Italy
il GUSTADOM
Volevo segnalare una manifestazione gastronomica sabato 6 giugno e domenica 7 giugno ad Asti in piazza Cattedrale dove si potranno gustare gli "Agnolotti Gobbi" una ricetta tradizionale piemontese e astigiana.
L'agnolotto Gobbo e fatto con una sfoglia sottilissima, ripieno di arrosto "fassone" piemontese, un pezzo di coniglio astigiano, un pezzo di lonza di maiale e salsiccia del Piemonte uniti a della scarola, uova e Parmigiano.
Vengono cotti nel brodo di bollito e serviti al tovagliolo.
Per maggiori informazioni: www.rionecattedrale.com
LA BOLLENTE (Acqui Terme)

A sud del Piemonte si trova la cittadina di Acqui Terme. Situata a sud del Monferrato dove il confine tra Piemonte e Liguria è molto vicino.
Di origine romana la città piemontese è famosa per le acque termali.
Nella piazza centrale della città dove sorge un'edicola di marmo innalzata nel 1879 dall'architetto Giovanni Cerutti da cui sgorga un'acqua bollente sulfurea e curativa a 74,5 °C. Escono ben 560 litri al minuto.
In questo sito esisteva in epoca romana una fontana ed un impianto termale, testimoniati dal mosaico originale ancora presente sotto i portici.
Visitare il Piemonte: Superga

Per chi visita il Piemonte e soprattutto Torino non può esimersi dal vistare il colle di Superga e la sua basilica.
Diventata tristemente famosa per la tragedia che colpì il "Grande Torino" completamente distrutto dal'incidente aereo del 1949. La basilica venne edificata all'inizio del '700 per il voto di Vittorio Amedeo II Duca di Savoia.
Per fermare l'avanzata delle truppe francesi di Luigi XIV che stavano assediando Torino e il Piemonte il Duca e il Principe Eugenio salirono sul colle per esaminare lo schieramento nemico. In quell'occasione il Duca entrò nella piccola chiesetta che esisteva allora e fece voto alla Madonna che se il Piemonte avesse vinto la battaglia avrebbe fatto erigere in quel luogo una basilica a lei dedicata.
Il 7 settembre 1706 dopo una dura battaglia e, nonostante l'inferiorità di uomini e mezzi,l'esercito piemontese ebbe la meglio su quello francese. Torino uscì finalmente dall'assedio e il Piemonte ottenne la sua libertà.Nel 1717 iniziarono i lavori di costruzione della Basilica di Superga affidati all'architetto abate Filippo Juvarra completati verso la fine del 1731.
Per realizzare la Basilica fu necessario abbassare il colle di Superga di circa quaranta metri. I detriti vennero portati a valle nel quartiere torinese che attualmente si chiama "Sassi" proprio per questa ragione.
La basilica Ospita al suo interno una parte delle tombe della famiglia Savoia.
Il 4 maggio 1949 un aereo "FIAT G212" si schiantò sulla collina di Superga nella zona retrostante la Basilica. Nell'incidente perse la vita l'intera squadra del "Grande Torino" vincitrice di cinque scudetti consecutivi e che veniva considerata la squadra calcistica più forte di tutti i tempi.
Dal quartiere Sassi si può prendere la famosa "Tranvia a Dentiera" che porta i turisti in cima al colle da cui si può ammirare uno dei più bei panorami del Piemonte sulla città di Torino.
IL SANTUARIO DI VICOFORTE
Questa volta ci spostiamo in un altro angolo del Piemonte, nella provincia di Cuneo.
Vicino a Mondovì si trova il Santuario di Vicoforte. Uno dei più importanti monumenti del Piemonte.
Famoso per avere la più grande cupola ad ellissi d’Europa (alta
Nel
Nel 1596 il Vescovo di Mondovì e Carlo Emanuele I diedero l’avvio alla costruzione del Santuario con l’intenzione di farne una tomba per i Reali di Casa Savoia dedicandolo alla Madonna.
La costruzione terminò nel 1733 opera dell’architetto Ascanio Vitozzi e del piemontese Francesco Gallo.
La copertura in rame che si osserva oggi fu installata solo nel 1985 per evitare il rischio di crolli.
Per maggiori informazioni: www.santuariodivicoforte.com
Il Bec Dauphin, Perosa Argentina

Salendo da Perosa verso Sestriere, tra la borgata Brandoneugna e Meano si nota sulla parete di roccia che sovrasta la s. r. 23 un rudere di muraglione:
è quello che rimane della fortezza del Bec Dauphin.
Questo forte venne costruito nel 1597 dal duca Carlo Emanuele I di Savoia.
Piemonte
FORTE DI FENESTRELLE: è in Piemonte la fortezza alpina più grande d'Europa.
Il Forte di finestrelle sale dalla statale 23 del Sestriere per
La costruzione della fortezza partì dal punto più alto (Forte delle Valli a
Il forte fu costruito a difesa del nuovo regno dei Savoia dalle incursioni francesi anche se non fu mai coinvolto direttamente nelle battaglie. Fu utilizzato soprattutto come prigione e campo di concentramento.
Nel secondo conflitto mondiale vide alcuni scontri tra i partigiani Piemontesi della Val Chisone e l’esercito tedesco. Venne abbandonato definitivamente dall’esercito italiano sul finire degli anni ’40.
Dagli anni ’90 grazie ad un gruppo di volontari “l’Associazione Progetto San Carlo onlus” la fortificazione della Val Chisone ha visto una rinascita con iniziative culturali e una forte valorizzazione turistica.
Oggi il Forte di Finestrelle è diventato il simbolo della provincia di Torino.
Piemonte
Per informazioni sugli eventi e sulle manifestazioni:
ASSOCIAZIONE PROGETTO SAN CARLO
TEL 0121\83 600
Paste di meliga
Ingredienti
Preparazione
Impastate il burro, lo zucchero, la farina di meliga (di mais) e 3 tuorli d'uovo. Tirate una sfoglia abbastanza spessa e ritagliate dei biscotti rotondi . Mettete in forno di medio calore per circa mezz'ora.
PiemontePRALI: montain-bike, parapendio e altre novità per il divertimento estivo e invernale
Splendido villaggio turistico Piemontese a
Il paese ha saputo mantenere intatta la sua identità d’autentico villaggio alpino cercando di far convivere esigenze turistiche con le peculiarità naturali dell'ambiente.
In occasione dell'evento Olimpico 2006, Prali a riaperto la stagione invernale con l'utilizzo delle due nuove seggiovie 13 Laghi. 4 impianti, due scuole nazionali di sci e una pista di fondo danno origine ad un comprensorio sciistico di alto pregio,caratterizzato da piste di ogni tipo di difficoltà,gran parte a decorso nel bosco e con neve di ottima qualità per tutta la stagione.
I due nuovi impianti costituiscono un rilancio anche per la stagione estiva facilitando l'accesso per gli escursionisti ad una rete in quota di sentieri nella splendida Conca dei 13 Laghi,che si stendono sino al confine del Parco Regionale del Queyras, raggiungendo il Rifugio Lago Verde ed allacciandosi al tracciato GTA di cui Prali è posto tappa.
Il tracciato “BLU” che sorge allo sbarco della seggiovia P.Alpet – Bric Rond è destinato a bambini e bikers principianti, alterna curve semplici, piccoli salti e pendenze di lievi difficoltà.Lunghezza
Dallo sbarco della seggiovia Malzat- P.Alpet nascono tre tracciati di diverse difficoltà.
Il percorso “Rosso” destinato a bikers esperti si sviluppa sul versante di un vecchio fuori pista “La Nove”.
Il tracciato completamente naturale alterna tratti di discesa veloci ad altri più tecnici ed è ineguagliabile per la bellezza del panorama che offre.Lunghezza
Il percorso “Nero” destinato ad esperti di downhill sfrutta pendenze ed avvallamenti ricavati da rocce,salti e paraboliche naturali. E' stato realizzato un tracciato tecnico ed impegnativo parallelo con piccole varianti che consentono a tutti i bikers di cimentarsi nella discesa.Lunghezza
Sarà possibile ai bikers fermarsi per una sosta al bar/ristorante self service “La Capannina” a
Situato a
Per i più giovani a due passi dalla partenza della seggiovia si trova il Bar/Disco Pub “Mirage”, locale moderno che soddisfa ogni esigenza di gusto e di prezzo.Fiore all’occhiello sono le serate organizzate per il ritrovo di giovani e meno giovani che amano stare insieme per parlare, ascoltare musica e ballare.
Da segnalare il nuovo sito di volo di parapendio voluto dalla Nuova 13 Laghi in collaborazione con il club Ventorelativo con atterraggio ufficiale,
Novità 2008 una parete di roccia sul Cappel D'Envie (
Queste attività turistiche avvengono nel rispetto delle caratteristiche di tipico villaggio rurale che Prali rappresenta, con una particolare attenzione alla sua storia,alla sue tradizioni e alle sua cultura..
Strutture ricettive:
Hotel delle Alpi, situato nel centro paese e vicino alla partenza delle piste, offre ai suoi ospiti una conduzione familiare in un ambiente tranquillo, ideale sia per chi ama una vacanza di relax sia per chi è in cerca di una vacanza sportiva e dinamica.
Agape Centro Ecumenico, la gestione è affidata ad un gruppo di persone che vi risiede tutto l'anno,coadiuvato, nei periodi di apertura,da volontari. Oltre ad offrire un programma ricco di attività per i periodi di vacanza, Agape funziona anche come casa per ferie (96 posti letto).
Residence I Rododendri, si trova in una posizione tranquilla, panoramica e molto soleggiata, a duecento metri dal centro di Prali Ghigo,dove si trovano i negozi ed i principali servizi. Locazioni stagionali,mensili,settimanali.
Inoltre Alloggi agrituristici “ A La Vielo” ,Bed and Breakfast “Miramonti”, Campeggio “Lago Verde”, Ostello per la Gioventù “La Longia”.
Noleggio bici: Onboard Kona Bikes, situato nella piazza principale del paese tel.335/257108 Michele
Scuola MTB New School 24-7, situato nella piazza principale del paese tel. 0121806202
Manuela.
Piemonte
CARTON RAPID RACE 2008
Domenica 7 luglio si è svolta a Cesana Torinese la diciottesima edizione della Carton Rapid Race. La gara delle barche di cartone che percorrono un tratto di torrente Ripa.
Anche quest'anno è stato un grande successo di partecipanti e di pubblico nonostante le condizioni metereologiche non perfette.
Un plauso agli organizzatori che, nonostante il numero sempre crescente dei partecipanti, mantengono alto il livello nell'organizzazione delle due giornate che compongono l'evento.
Arrivederci al prossimo anno...
Piemonte
CARTON RAPID RACE
Il 6 luglio 2008 si terrà , a Cesana, sulle acque della Dora una delle gare più pazze d'Italia. Una competizione in cui le barche sono fatte di cartone e devono percorrere qualche centinaio di metri di fiume.
Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.cartonrapidrace.it
VITELLO TONNATO
Polpa di vitello (girello) kg 1
tonno sott'olio gr 300
acciughe sotto sale n 6
capperi gr 30
uova n 3
vino bianco secco bottiglie n 1
limone
olio d'oliva
aceto bianco
alloro, salvia
sedano
chiodi di garofano
sale.
PROCEDIMENTO:
Mettere in infusione la polpa di vitello con il vino bianco secco unire 2 foglie di alloro, 3 chiodi di garofano qualche foglia di salvia e la gamba di sedano tagliuzzata. La carne dovrà rimanere in infusione per almeno 24 ore durante questo tempo rigirarlo 2 o 3 volte. Porre la carne in una casseruola versarvi sopra filtrandolo il vino bianco dell'infusione e dell'acqua in modo che la carne risulti bene coperta, salare poco, portare a bollore e cuocere il vitello per circa 1 ora poi unire le acciughe deliscate e lavate. proseguire la cottura per altri 30 minuti: il brodo dovrà a 1\2 litro circa. Rassodare le uova cuocendole per 8\10 minuti circa, filtrare il brodo, passare al setaccio le acciughe, il tonno e i tuorli sodi facendone cadere il ricavato in una zuppiera. Aggiungere i capperi finemente tritati, una cucchiaiata di aceto bianco, il succo di limone e circa mezzo bicchiere d'olio d'oliva. Mescolare accuratamente e diluire la salsa con poco brodo. Affettare sottilmente la polpa di vitello che sarà ormai fredda, disporla sul piatto di portata e coprirla con la salsa.
Piemonte
SEIRASS DEL FEN
Il nome deriva dal dialetto Piemontese che significa ricotta. Infatti è ricavato dal siero che resta dopo la produzione del formaggio come la tradizionale ricotta.
I pastori avevano l’esigenza di proteggere il formaggio durante il trasporto a valle e lo avvolgevano nel fieno.
Da qui il nome caratteristico.
Questo latticino si produce soprattutto nelle valli Valdesi della provincia di Torino.
Il Seirass del Fen oggi è un presidio Slow Food e fa parte del paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino.
Brutti e buoni alle nocciole
70 g di nocciole a pezzi
80 g di zucchero
1 albume
PROCEDIMENTO:
Montate l’albume a neve in una casseruola,unite lo zucchero, aggiungete le nocciole e mescolate. Fate cuocere fino a quando l’impasto si staccherà dalle pareti e dal fondo della casseruola. Togliete dal fuoco e formate dei mucchietti grossi come una noce. Cuocete in forno per 40 minuti a 150 °
AGNOLOTTI ALLA PIEMONTESE
Stufato di manzo g. 350
Arrosto di maiale g. 200
Salsiccia g. 100
Cervella di vitello g. 100
Scarola n. 1 mazzo
Uova n. 3\4
Noce moscata
Parmigiano
Sugo di carne
Burro
Sale
DOSI PER LA PASTA
Farina g. 600
Acqua g. 150
Uova n. 3
PROCEDIMENTO:
Lessare leggermente la salsiccia e la cervella. Lessare anche la scarola, strizzarla e tritarla e insaporirla in sugo di carne e poco burro.
Tritare finemente tutte le qualità di carne e la salsiccia, mettendo poi il ricavato in un recipiente; aggiungendo al scarola, tre o quattro cucchiai di parmigiano, un pizzico di sale, una grattata di noce moscata e uova intere sino ad ottenere un composto di giusta consistenza. Amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti.
Con la farina, le uova e l'acqua preparare la pasta e poi stendere con il mattarello due o tre sfoglie sottili.
Mentre si prepara una sfoglia tenere l'altra pasta ben coperta affinché si mantenga giustamente morbida. Dal ripieno ricavare tante palline grandi come una nocciola e sistemarle su una sfoglia distanziandole fra loro: ricoprire con l'altra sfoglia come si fa normalmente, con le dita premere fra un ripieno e l'altro, quindi con la rotellina dentata, ricavare tanti agnolotti di forma quadrata.
CURIOSITÀ:
La tradizione vuole che questi ravioli siano serviti come piatto in brodo. Si possono però servire anche asciutti, cuocendoli nel brodo anziché nell'acqua salata: irrorarli poi con burro fatto fondere insieme a qualche foglia di salvia spolverizzando gli agnolotti con parmigiano e sottili fettine di tartufo oppure condirli con una salsa al pomodoro o con sugo di carne.
ZABAIONE
per 4 persone:
Uova n 4
Zucchero n 4 cucchiai
Marsala secco
PROCEDIMENTO:
Rompere i tuorli in una casseruola possibilmente di rame non stagnato. Unire lo zucchero e sbattere a lungo con un frustino finché il composto sarà ben montato e soffice. Aggiungere poi lentamente e sempre mescolando 4 mezzi gusci di marsala secco.
Mettere la casseruola in un recipiente più grande contenente acqua bollente e porre tutto sul fuoco. Far cuocere mescolando continuamente la crema con una piccola frusta.
Quando lo zabaione comincerà ad ispessire gonfiandosi, toglierlo dal fuoco e versarlo subito in una coppa grande o in quattro coppette.
Si accompagna con biscotti secchi, in particolar modo con i savoiardi.
L'origine di questa crema viene fatta risalire a diverse leggende, una delle quali vede protagonista Pasquale De Baylon, un francescano che a Torino nel XVI secolo la ideò quale ricostituente per i malati. Quando il frate venne santificato la ricetta prese il nome di crema di San Baylon poi divenuto Sambayon.
CARNE TRITATA ALL'ALBESE
FACILE
PROCEDIMENTO:
La carne tritata deve essere magrissima e snervata. Il taglio ideale da cui partire è la coscia.
Condire con olio, sale, pepe, succo di limone e aromatizzare con aglio.
L'aglio dovrebbe essere aggiunto in pezzi grossi, dopo aver lasciato a riposo la carne per almeno due ore è consigliabile rimuoverlo. In questo modo rimane solo il profumo dell'aglio e il piatto va bene anche per i palati più"fini".
Dressare la carne su un vassoio e guarnirla con prezzemolo e fette di limone.







