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POLENTA DOUSA

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La polenta dousa o polenta dolce è una delle ricette più tipiche del Piemonte e viene preparata in quasi tutta la regione perchè è un ingrediente fondamentale del fritto misto alla piemontese.
polenta dousa

In questa ricetta però ho messo la versione della polenta dousa che si prepara nelle valli valdesi che ha una storia un po' particolare legata all'utilizzo del grano saraceno al posto della classica farina di mais.


grano saraceno "granet"


Un editto reale, in vigore fino all'ottocento, impediva ai valdesi di scendere a valle per commerciare i loro prodotti con i cattolici. Questa limitazione ha impedito alle popolazioni valdesi di scoprire e utilizzare il mais fino alla caduta dell'editto. Facendo di necessità virtù i valdesi coltivavano il grano saraceno che viene chiamato "granet" con cui preparavano minestre e zuppe e polente.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

acqua 1 lt
farina di grano saraceno (il "granet") 300 gr
farina bianca 80 gr
uova n 3
cucchiai di zucchero 4
miele 4 cucchiai
gherigli di noce 40 gr
olio per friggere
sale

PROCEDIMENTO

Portare ad ebollizione l'acqua salata, far cadere a pioggia la farina di grano saraceno e la farina bianca mescolando con una frusta per sciogliere i grumi. dopo 5 minuti di cottura sostituire la frusta con un cucchiaio di legno e continuare a mescolare la polenta. Cuocere per 40 minuti.

Raffreddare la polenta dousa, versarla in un contenitore capiente quindi romperla e mescolarla con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Aggiungere 2 cucchiai di zucchero , 2 cucchiai di miele, i gerigli di noci tritati, le uova e mescolare bene.

In una padella scaldare l'olio per friggere, prelevare un po' di polenta dusa con un cucchiaio e formare delle palline con un secondo cucchiaio, buttarle nell'olio caldo e friggerle finchè non saranno ben dorate.

Scolare bene la polenta dousa e lasciarle asciugare su un pezzo di carta assorbente. Passare le palline di polenta dusa nello zucchero e nel miele rimanenti e servitela ben calda.

La stessa ricetta può essere preparata con la farina di mais come è tradizione nel resto del Piemonte.

Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.

GALLETTES AL CARDO GOBBO E CASTELMAGNO

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Le gallettes di grano saraceno e cardo Gobbo sono una delle ricette tipiche della cucina piemontese. Il cardo gobbo è un prodotto tipico della cucina piemontese che si coltiva soprattutto nella zona intorno a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Potete trovare più informazioni su questo prodotto tipico seguendo questo link CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO. Il castelmagno invece è un formaggio tipico prodotto nelle valli del cuneese trovate maggiori informazioni su questo grande formaggio seguendo questo link CASTELMAGNO.



INGREDIENTI PER 4 PERSONE



Per le gallettes

125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo



Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1




Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).

Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina  di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.

GUSTADOM 2014 ASTI

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo il programma della edizione del Gustadom 2014. Una passeggiata enogastronomica che si tiene tutti gli anni ad Asti.

Una camminata tra i sapori dove si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio.



      Rione Cattedrale
          Palio di Asti

“Il Gustadom è un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria in cui cibo, vino e cultura si incontrano formando un legame unico e indelebile come la passione che accomuna i borghigiani del Rione Cattedrale”


Il Gustadom: passeggiata tra enogastronomia e cultura

Il Rione Cattedrale del Palio di Asti, ogni anno dal 2000, organizza, il primo fine settimana di giugno, il Gustadom. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, è tra le manifestazione culturali ed enogastonomiche più seguite sul territorio regionale, ormai conosciuta e frequentata da migliaia di persone.
Si tratta di una passeggiata enogastronomica nei giardini storici, le vie e gli angoli più suggestivi del Rione Cattedrale, occasione unica per vedere scorci magici intorno alla splendida Cattedrale di Asti.
La ricerca dei piatti, delle materie prime migliori e l’unicità delle ambientazioni fanno del Gustadom una manifestazione unica, il connubio perfetto tra le massime espressioni culturali e quelle enogastronomiche del nostro territorio.
All’ombra della Cattedrale, che è non solo la chiesa più grande del Piemonte ma anche il suo principale monumento gotico, si snoda il percorso del Gustadom. Negli punti ristoro si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio. Molte sono le realtà che collaborano alla manifestazione, enti locali e privati, pro-loco e associazioni, per rendere ogni anno il Gustadom più speciale.
Tra le delizie proposte in questi anni troviamo: carne cruda all’astigiana battuta al coltello, frittata d’ortiche, friciula con il lardo, peperoni con bagna caùda, selezioni di formaggi e salumi, agnolotti e agnolotti gobbi piemontesi, polenta, tajarin, lingue di suocera e molti tipologie di dolci, tra cui citiamo il Mon di Mongardino. In alcune edizioni, il Comitato Palio Rione Cattedrale, per rendere ancora di maggior pregio la propria manifestazione, ha collaborato con Slowfood, inserendo tra i piatti, presidi enogastronomici impareggiabili tra cui la robiola di Roccaverano.
In occasione delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011, il Gustadom, con la collaborazione di Slowfood, si è vestito col tricolore, aprendo a piatti e specialità provenienti da tutto il territorio della penisola.
Durante il primo fine settimana di giugno, nel Rione Cattedrale, molte sono le manifestazioni collaterali al Gustadom che ampliano ulteriormente l’offerta culturale: mostre fotografiche, di pittura, concerti e conferenze.
Il Gustadom si propone come celebrazione delle unicità che Asti offre: cibo, vino e cultura e vuole essere un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria.

Quest’anno, il Gustadom si svolgerà nelle date di Venerdì 30 maggio, Sabato 31 maggio e Domenica 1 giugno. Tra le iniziative enogastronomiche saranno presenti alcune importanti novità e la riconferma di piatti che hanno fatto il pregio e la storia della manifestazione. 


Rione Cattedrale del Palio di Asti 
Via Carducci 77 14100 Asti
                                                                         
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ARROSTO ALLE NOCCIOLE DELLE LANGHE

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La ricetta dell'Arrosto di vitello alle nocciole delle Langhe è un piatto tipico dei dintorni di Alba ma in tutto il Piemonte viene preparato. L'abbinamento del gusto delle nocciole si sposa perfettamente con il sapore della carne.



INGREDIENTI

800 gr di noce di vitello
100 gr di nocciole Gentile delle Langhe IGP
50 gr di burro
mezzo litro di latte
mezza cipolla
2 o 3 cucchiai di Marsala
sale
80 gr Farina
acqua

PREPARAZIONE

Pulire e tagliare la cipolla a cubettini. In una pentola capiente rosolare la cipolla con il burro, quindi mettere la noce di vitello e lasciare rosolare bene la carne. 
Bagnare conil vino Marsala finchè non sarà completamente evaporato. Salare e aggiungere il latte e le nocciole Piemonte IGP precedentemente tritate.
Cuocere per almento 120 minuti.
 Togliere la noce di vitello e metterla da parte.

Portare ad ebollizione la salsa, a parte preparare un roux con acqua e farina, mescolare bene aggiungendo acqua fino ad ottenere una pastella omogenea, quindi versare nella salsa in ebollizione e lasciare cuocere per qualche minuto.

Tagliare la carne a fette e servire l'arrosto con le nocciole delle langhe ricoperto con la salsa di cottura e guarnito con alcune nocciole intere.

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AGNOLOTTI AI TOPINAMBUR

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Gli agnolotti ai topinambur sono una ricetta tipica della cucina piemontese di cui mettono insieme due golosità gli agnolotti (o raviole) e il topinambur che viene molto usato nelle ricette piemontesi.

Il topinambur è ricco di vitamina A, indispensabile alla vista e utilissima per la differenziazione cellulare. E contiene anche un’alta percentuale di vitamine del gruppo B, preziose nei casi di debilitazione generale.
Contiene anche l’inulina che, abbinata all’acqua, ha la straordinaria proprietà di conferire una sensazione di sazietà. 

In Piemonte è quasi d'obbligo gustare il tupinambur (o Ciapinabò) nella bagna caoda e viene prodotto tra settembre e novembre soprattutto nei comuni di Carignano e Moncalieri (Torino).




DIFFICOLTA':MEDIA

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

PER LA PASTA

- 300 gr di farina
- 100 gr di spinaci
- 2 uova





PER IL RIPIENO:

- 800 gr di topinambur
- 50 gr di grana grattugiato
- 1 uovo
- 1 rametto di timo
- 10 g di burro
- sale

PER IL SUGO:

- 50 gr di grana
- 1 rametto di timo
- 40 gr di burro

PREPARAZIONE

Pulire bene i topinambur e tagliarli a cubetti. 
Fondere il burro in una pentola, unire i topinambur e un rametto di timo, far rosolare per 4-5 minuti. 
Cuocere con il coperchio per altri 10 minuti, bagnandoli con poca acqua, salare.

Togliere il timo e passare i topinambur al frullatore; aggiungere l’uovo, il formaggio e salare.
Pulire bene gli spinaci e cuocerli in pochissima acqua bollente leggermente salata per 5 minuti. Strizzarli bene e tritarli. Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, mettere le uova intere al centro, unire gli spinaci e impastare fino a ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Stendere con il matterello la sfoglia sul tavolo ben infarinato in strisce larghe circa 15 cm. Con un cucchiaino disporre dei mucchietti di ripieno ai topinambur. Ricoprire con un'altra striscia di pasta e chiudere bene ai lati del ripieno con la pressione delle dita. Tagliare tanti rettangoli di 4 x 4 cm di lato con la rotella dentata.

 Cuocere gli agnolotti ai topinambur in abbondante acqua bollente salata. Scolarli e servirli conditi con burro e formaggio a scaglie.

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GNOCCHI CON LA GIUNCA'

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I gnocchi con la giuncà sono una ricetta tipica delle valli valdesi (Val Pellice, Val Germanasca e val Chisone) in cui si prepara questa particolare ricotta. Se volete sapere di più sulla giuncà leggete questo post: http://prodottidelpiemonte.blogspot.it/2014/01/giunca.html


L'isolamento dei valdesi durante i secoli hanno permesso di sviluppare lavorazioni molto caratteristiche per i formaggi e i latticini come nel caso della giuncà.

INGREDIENTI per 4 persone

- giuncà (o ricotta fresca) 400 gr
- farina 120 gr
- 2 tuorli
- Parmigiano Reggiano 40 gr
- timo
- sale

Per il sugo:
- piselli 50 gr
- burro 30 gr
- cipolle novelle n 3
- carote novelle n 2
- zucchini 2
- fave fresche 50 gr
- asparagi n 3
- pomodoro n 1
- aglio 2 spicchi
- vino bianco secco
- maggiorana
- Parmigiano Reggiano
- sale

PROCEDIMENTO

Setacciare la giuncà o lavorarla con una forchetta in un contenitore fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.

Amalgamare la farina, i tuorli, il timo e il Parmigiano. Salare e lasciare riposare il composto in un luogo fresco per circa 10 minuti.

Formare con l'impasto di giuncà dei filoni su un piano ben infarinato. Tagliare dei cilindretti e disporli man mano su di un piatto ben infarinato.

Pulire e pelare le carote, tagliarle a bastoncino insieme agli zucchini. Sgranare i piselli freschi e le fave, tagliare a rondelle le cipolline e a cubetti il pomodoro preventivamente privato dei semi. Quindi tagliare la parte più verde degli asparagi a rondelle sottili.

In una padelle sciogliere il burro con gli spicchi d'aglio, aggiungere le verdure e lasciare rosolare velocemente. Salare e bagnare le verdure con il vino bianco secco. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 10 minuti circa.

Cuocere i gnocchi di giuncà in abbondante acqua salata, scolarli con una schiumarola appena affiorano in superficie. Far saltare gli gnocchi di giuncà nel sugo di verdure e all'ultimo unire la maggiorana e il Parmigiano.
Servire ben caldi.

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BALOTE DI SEIRASS

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Le balote di seirass sono uno dei piatti tipici della cucina piemontese originari delle valli Chisone e Pellice in provincia di Torino. Sono delle polpettine dolci fatte con il Seirass, una ricotta stagionata molto saporita che viene conservata nel fieno che le conferisce un sapore del tutto particolare.



INGREDIENTI:
- 600 gr Seirass
- 150 gr farina bianca
- 100 gr zucchero semolato
- 1 uovo + 3 tuorli
- 150 gr Biscotti savoiardi Dolcepiemonte
- cannella
- olio per friggere

PREPARAZIONE

Mettere il seirass in un contenitore capace, lavorarlo con una forchetta fino a ottenere un composto liscio ed omogeneo. Unire lo zucchero , la farina un pizzico di cannella e 3 tuorli d'uovo. Mescolare bene il tutto e lasciare riposare al fresco per circa 2 ore.

In 3 piatti fondi disporre rispettivamente: i savoiardi ben sbricciolati, della farina e nel terzo l'uovo intero precedentemente sbattuto con una forchetta.

Con l'impasto di seirass formate delle palline grandi come una noce, le "balote" appunto. passatele prima nella farina, poi nell'uovo e quindi nei savoiardi. disponete le balote in un vassoio fino a quando non avrete terminato tutto l'impasto. Mettere le balote di seirass in frigo per almeno 30 minuti.

Scaldare una padella con abbondante olio, quindi cuocere le balote di seirass un po' alla volta avendo cura di rigirarle spesso per ottenere una doratura costante.
Scolare le balote di seirass man mano che si cuociono e disporle su della carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.

In un vassoio stendete un po' di zucchero e farvi rotolare le balote di seirass ancora calde. Servirle ben calde Con accompagnandole con un vino Passito di Erbaluce di Caluso Alladium per completare un abbinamento tutto piemontese.

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SFOGLIATA ALLE PESCHE CON GLI AMARETTI

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Una ricetta originale che abbina due prodotti tipici piemontesi come il seirass, una ricotta stagionata (trovate la scheda qui http://prodottidelpiemonte.blogspot.it/2008/04/seirass-del-fen.html) e le pesche all'amaretto. 


INGREDIENTI PER 6 PERSONE
250 gr di pasta sfoglia
400 grammi di seirass piemontese o ricotta vaccina
1 barattolo di pesche all'amaretto Dolcepiemonte
170 grammi di cioccolato fondente
50 grammi di zucchero semolato
2 uova grandi
1 pizzico di sale fino



PROCEDIMENTO:

Scaldare il forno a 220°C.

Passare il seirass o la ricotta in un setaccio aiutandosi con una spatola poi lavorarlo con una forchetta assieme allo zucchero semolato fino ad ottenere un composto molto liscio.

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, farlo intiepidire e unirlo poco alla volta al seirass mescolando bene.
Aggiungere le pesche all'amaretto Dolcepiemonte, il sale e le uova intere. Mescolare bene il tutto.

Foderare una teglia a bordo basso di diametro 22 cm con un foglio di carta da forno. Stendervi il disco di pasta sfoglia lasciandone fuoriuscire dai bordi della teglia circa 6 cm. Forare la pasta con una forchetta.Versare il composto a base di seirass e pesche all'amaretto Dolcepiemonte e distribuirlo uniformemente.

Piegare i bordi della pasta verso l'interno.

Cuocere in forno a 220°C per 30 minuti.  Sfornare e lasciare raffreddare bene prima di servire.

RISOTTO ALLE NOCCIOLE E CASTELMAGNO

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La cucina piemontese è un mix di cultura della tradizione e prodotti agricoli di alta qualità.

Le nocciole sono frutti d'eccellenza delle colline delle Langhe in provincia di Cuneo, il riso è un prodotto delle pianure del vercellese, del biellese e della bassa novarese. Il Castelmagno è un formaggio di grande pregio che viene ottenuto dai pascoli delle montagne cuneesi.

Insomma il risotto alle nocciole e Castelmagno è una ricetta che coniuga benissimo prodotti tipici della cucina piemontese e li fonde insieme per regalare un sapore autentico e vero.



Ingredienti per 4 persone:

400 gr di riso per risotto
100 gr di nocciole del Piemonte
90 gr di formaggio Castelmagno
50 gr di burro
Vino bianco secco 1\2 bicchiere
1 cipolla
1 litro di brodo (vegetale o di carne)
1 rametto di rosmarino
Sale
pepe

Procedimento:

Consigliamo di acquistare le vere nocciole Piemonte IGP  che garantiscono una maggiore qualità e un sapore ineguagliabile. Aprire le nocciole e tostarle in forno per una decina di minuti.



Quindi frantumare grossolanamente le nocciole e lasciare a parte in un contenitore.

Sbucciare la cipolla, tritarla finemente e soffriggerla per qualche minuto con un po' di burro.
Aggiungere il riso e il rosmarino. Tostare il riso per un minuto quindi bagnare con il vino bianco.

Quando il vino sarà evaporato completamente aggiungere un mestolo di brodo caldo e mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno. 

Continuare ad aggiungere il brodo man mano che serve. A metà cottura c.a. unire metà del Castelmagno precedentemente tagliato a cubetti e metà delle nocciole.

Quando il riso sarà cotto aggiustarlo di sale e pepe, aggiungere il Castelmagno rimasto e quasi tutte le nocciole. Mescolare e mantecare con il burro.

Impiattare il risotto alle nocciole e Castelmagno guarnendo il piatto con le nocciole rimaste, il rosmarino e delle scaglie di Castelmagno.

Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/

PATATE ALLA SAVOIARDA

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La cucina piemontese risente molto della cucina francese, il regno dei Savoia infatti si estendeva al di qua e al di la della Alpi. Nel Delfinato esiste una storica ricetta chiamata "Gratin dauphinois" che è molto simile a questa.
Ma nelle patate alla savoiarda i cuochi piemontesi hanno personalizzato la ricetta con l'uso del Parmigiano, e del brodo di carne.

INGREDIENTI PER 8 PERSONE

PATATE 1 KG
PANNA LIQUIDA 100 GR
BURRO 80 GR
PARMIGIANO GRATTUGIATO 80 GR
BRODO DI CARNE 1 TAZZA
NOCE MOSCATA
SALE

PROCEDIMENTO:

Lavare le patate, cuocere per 10 minuti in abbondante acqua salata.

Pelare e Ttgliare le patate in fettine da 50 mm di spessore.

Imburrare una teglia da forno, dressare uno strato di fette di patate, ricoprire con parmigiano, qualche goccia di panna, sale e noce moscata. Bagnare con il brodo e continuare a sovrapporre altri stati di patate ripetendo il procedimento.

Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti. Il brodo dovrebbe essere assorbito quasi completamente dalle patate e la superficie deve avere un bel colore bruno.


Le patate alla savoiarda possono anche essere servite come primo piatto magari con delle fettine di tartufo per insaporire ulteriormente il piatto. Come contorno le patate alla savoiarda possono accompagnare un brasato al barolo o anche un bollito misto.

Buon viaggio su cucinapiemontese.blogspot.com ...