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PESCHE DEL PIEMONTE AL MOSCATO

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Le pesche al Moscato sono un'altra ricetta tipica della cucina piemontese. In particolare si possono realizzare con una specialità del Piemonte come le pesche di Volpedo, località di pianura vicino ad Alessandria, in questa ricetta si abbina ad un'altra specialità piemontese come il Moscato D'Asti.

La pesca di Volpedo si sviluppò intorno al 1920 a Volpeglino, un piccolo comune del territorio, grazie a una felice intuizione del Cav. Guidobono che propose un’alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale. Vengono raccolte quando sono il più vicino possibile alla maturazione: la permanenza prolungata sulle piante ne esalta il colore e il profumo. Nel 1999, la pesca viene inserita tra i prodotti agroalimentare Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare







INGREDIENTI:


1 kg di pesche
200 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di Moscato d’Asti
scorza d'arancia
15 gr di gelatina


PREPARAZIONE DELLA RICETTA:

In una casseruola mettere la scorza d'arancia, lo zucchero e 3 bicchieri d'acqua, mettere sul fuoco e far bollire mescolando continuamente. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto la sciare raffreddare.



Rimuovere la scorza d'arancio dallo sciroppo e versarne mezzo bicchiere in un pentolino. Unire la gelatina e lasciarla ammorbidire. Lasciare sul fuoco fino al completo scioglimento della gelatina.

Lasciare raffreddare ed unirvi lo sciroppo rimanente, aggiungere il vino Moscato.

Puoi anche leggere questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/04/persi-pien.html


Sul fondo di uno stampo da plumcake versare uno strato di gelatina e lasciarlo indurire in frigo. Se utilizzate lo stesso procedimento in stampi singoli monodose avrete meno problemi a tagliare il dolce.

Lavare e pelare le pesche, tagliarle a fette. Foderare lo stampo co le fette di pesca e ricoprire con altra gelatina.
Rimettere in frigorifero per qualche minuto. Ripetere l'operazione formando più strati e terminando con la gelatina per proteggere la frutta e renderla lucida.

Potrebbe interessarti anche leggere: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2013/09/pesche-agli-amaretti-e-cioccolato.html

Lasciare riposare le pesche del Piemonte al Moscato per alcune ore in frigorifero.

Sformare le pesce del Piemonte al Moscato nel piatto da portata, lasciare intiepidire a temperatura ambiente e servire accompagnando con gelato o con dello zabaione al Moscato.


TORTA DI CASTAGNE

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La castagna è un prodotto molto usato nella cucina piemontese del passato, prodotto povero, i castagni venivano coltivati soprattutto nel basso Piemonte. Proprio in queste terre vengono prodotti i famosi " marron glace" le castagne candite. La torta di castagne è facile da preparare ma molto gustosa.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
600 gr di castagne
200 gr di zucchero
100 gr di burro
100 gr di mandorle tritate
3 uova
sale
scorza di limone grattugiata


PREPARARE LA TORTA DI CASTAGNE:

Sbucciare e lessare le castagne in acqua poco salata, pelarle e passarle al passaverdure, raccogliendo la purea così ottenuta in un contenitore.

Sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero in un'altra terrina e, a parte, montare a neve gli albumi.

Unire ai tuorli il burro precedentemente ammorbidito, la scorza di limone, le mandorle e il passato di castagne, amalgamando bene.

Infine, unire lentamente gli albumi a neve e il sale.

 Imburrare e infarinare una tortiera, versarvi il composto e infornare a 180° c per 40' circa.

Servite la torta di castagne fredda accompagnata con miele di rododendro o zabaione.

Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com  

BACI DI DAMA

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Oggi scrivo un post goloso, ecco la ricetta per preparare uno dei dolci più famosi del Piemonte e della cucina piemontese, i baci di dama.

Baci di dama
By p.s.v. (Flickr: Baci di dama) [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons
I baci di dama sono una ricetta tipica della cucina piemontese, in particolare del Tortonese in provincia di Alessandria. Anche se sull'origine di questi dolci c'è una battaglia aperta tra chi sostiene la loro origine tortonese e chi invece li fa risalire a un'invenzione di un pasticcere di casa Savoia nel 1852.

Comunque la si pensi è vero che la provincia alessandrina ha una grande tradizione dolciaria sia per il cioccolato (Pernigotti, Novi ecc...) che per la pasticceria, potrebbe essere quindi tranquillamente la patria dei dei baci di dama.
Il nome di questi piccoli pasticcini sembra derivare dalla loro forma che richiamerebbe due labbra intente a baciare.

I baci di dama si possono realizzare con le nocciole o con le mandorle, recentemente vengono anche realizzati baci di dama al cioccolato aggiungendo il cacao nell'impasto.

DIFFICOLTA':FACILE



INGREDIENTI PER 30 BACI DI DAMA

100 gr di zucchero
100 gr di farina 00
100 g di burro ammorbidito
100 gr di nocciole
150 gr Cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:

Tostare le nocciole in forno. Pelarle e lasciarle raffreddare. Mettere le nocciole nel mixer e tritarle fino ad ottenere una farina.

Ammorbidire il burro con una spatola quindi, sul tavolo infarinato mescolare bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto ben amalgamato.

Formare delle palline del diametro di c.a. 1 cm. e disporle ben lontane su una teglia foderata con la carta da forno e schiacciandole leggermente da un lato.

Infornare i baci di dama a 150° gradi per circa 15-20 minuti. Lasciarli raffreddare completamente per evitare che si rompano.

Nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Quando le "cupole" dei baci di dama saranno fredde immergerle una alla volta nel cioccolato fuso dalla parte piatta e unirla ad un altro biscotto sempre dalla parte piatta.

Lasciare raffreddare il cioccolato e servire i baci di dama.

Fatemi sapere se avete già assaggiato i baci di dama e se vi sono piaciuti.

Se invece non avete voglia di preparare la ricetta dei baci di dama li trovate buonissimi seguendo questo link BACI DI DAMA DOLCEPIEMONTE. Penseranno loro a portarveli buonissimi direttamente a casa vostra.

Le ricette tipiche della cucina piemontese su:cucinapiemontese.blogspot.com  

TONNO DI CONIGLIO

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DIFFICOLTA': FACILE

Il tonno di coniglio è una ricetta tipica della cucina piemontese contadina . In passato, quando nelle cascine venivano macellati i conigli, non esistendo i frigoriferi vennero inventate ricette per conservare più a lungo la carne.

Il tonno di coniglio è una ricetta tipica del Monferrato, che si può gustare anche freddo in estate. Il coniglio lessato e lasciato a macerare nell'olio diventa tenerissimo.

 

 INGREDIENTI PER 6 PERSONE

- coniglio n 1 di circa 1,2 kg
- foglie di salvia
- spicchi d'aglio n 8
- cipolla n 1
- carota n 1
- coste di sedano n 1
- erbe aromatiche alloro,  rosmarino, prezzemolo
- chiodi di garofano n 2
- olio d'oliva
- sale
- pepe

PREPARAZIONE:

Mettere 2,5 litri d'acqua in una pentola. Tagliare la cipolla, la carota e il sedano a cubetti e unirli all'acqua insieme ai chiodi di garofano, agli aromi e al pepe.

Far bollire per circa mezz'ora e salare. Nel frattempo lavare e pulire bene il coniglio. Metterlo a cuocere nella pentola finchè sarà tenero.

Quando il coniglio sarà cotto, lasciarlo raffreddare e spolparlo cercando di ottenere dei pezzi regolari e non troppo piccoli.

Sbucciare gli spicchi d'aglio, lavare e asciugare la salvia. Versare un po' d'olio in un barattolo di vetro, fare uno strato di coniglio, mettere qualche foglia di salvia e qualche spicchio d'aglio lasciato intero, aggiungere altro olio e continuare ad alternare gli strati fino alla fine del vaso di vetro.
Lasciare riposare in frigorifero per almeno un giorno prima di mangiarlo.

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KRUMIRI

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Nella ricetta tradizionale dei Krumiri troviamo la farina di mais, zucchero, uova e burro.

La storia dei krumiri, dolce tipico piemontese, risale al 1870 quando il pasticcere Domenico Rossi decide di far sperimentare ai suoi amici del caffè i biscotti di sua invenzione.
La data ufficiale della creazione di questi tipici biscotti di Casale Monferrato viene però fatta risalire al 1878, nello stesso anno in cui morì il primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II. Sembra che la forma dei Krumiri sia dovuta proprio ai caratteristici baffi "a manubrio" portati dal Re.


Nel 1884 Domenico Rossi partecipa con i suoi ormai famosi Krumiri all'Esposizione Universale di Torino e tra il 1886 e il 1891 riceve i Brevetti di Provveditore delle Case dei Duchi d'Aosta, di Genova e della Real Casa d'Italia.



Per quanto riguarda il nome Krumiri, non si conosce con certezza la sua provenienza. Potrebbe derivare dal nome dell'omonima tribù tunisina che usava spade a mezzaluna o dal nome di un liquore che spesso accompagnava questi biscotti.

La ricetta originale dei Krumiri è segreta, qui di seguito ne riporto una che si avvicina molto all'originale:

Ingredienti:
farina di mais g 210
burro g 210 
farina bianca g 150
zucchero g 120 
3 tuorli d’uovo 
vanillina 
sale 

Impastare la farina di mais, la farina bianca, il burro, lo zucchero, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale e la vanillina; Lasciare riposare.
Dividere poi pezzi grandi, arrotolarli formando dei salamini metterli nella siringa da pasticceria alla quale va applicatuna bocchetta caratteristica con il fondo piatto e il dorso zigrinato.

Infarinare leggermente la spianatoia e far uscire dalla siringa dei lunghi cannelli rigati, da ritagliare in pezzi di una diecina di centimetri. Appoggiare questi pezzi sulla placca da forno leggermente imburrata e dare loro la forma carateristica "a manubrio".
Infornare a 180 °C per 10 minuti lasciare riposare per una notte intera.

I Krumiri sono ottimi con lo Zabaione.

Ricette della tradizione piemontese.

RICETTE DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA

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Le ricette delle cucina alessandrina sentono molto l'influenza della cucina ligure soprattutto nel sud della provincia.

POLLO ALLA MARENGO: risale alla vittoria di Napoleone contro gli Austriaci nella famosa battaglia di Marengo (14 giugno 1800). Sembra che il generale francese dopo la vittoria ordinò in un'osteria del paese qualcosa di speciale. Gli venne servito un pollo cucinato con gli ingredienti a disposizione vista la situazione. Il pollo venne cotto nel brodo con funghi, gamberi di fiume e del vino Madera portato dall'esercito francese.


RABATON polpettine di ricotta, erbette, spinaci o coste. Vengono passate nella farina bianca (il nome deriva proprio dal dialetto locale "rabatar" cioè rotolare) cotte in brodo o dorate al forno.


BOLLITO MISTO nell'alessandrino c'è sempre stata un'alta concentrazione di allevamenti di bestiame.

BAGNA CAODA La pianura di Alessandria è una delle più ricche del piemonte in quanto a coltivazione di ortaggi che vengono consumati insieme alla bagna caoda.

SALAMINI DEL MANDROGNE sono insaccati fatti con diversi tagli di carne bovina

FARINATA di farina di ceci derivata dalla tradizione ligure

FOCACCIA Presa in prestito dalla cucina ligure.

CORZETTI dischi di pasta freschi tipici del Novese e di chiara derivazione ligure


POLENTA DI MARENGO una torta dolce con farina di mais e mandorle, creata nel 1933 dal pasticcere Dante Chiabrera

KRUMIRI biscotti arquati con farina di frumento tipici di Casale Monferrato 

La provincia di Alessandria ed in particolare Novi Ligure è inoltre famosa  per le storiche aziende di lavorazione del cioccolato (Novi e Pernigotti).

Ricette.

RABATON

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INGREDIENTI:

2 litri di latte e un limone, oppure 400 g di ricotta,
1 kg. di erbette di campo
coste o spinaci,
10 g di maggiorana fresca,
20 g di prezzemolo,
1 spicchio d'aglio,
150 g di parmigiano,
4 uova,
6 rami di salvia,
6 rami di rosmarino,
20 g di burro,
noce moscata, pepe, sale

 PROCEDIMENTO:

Prendere 2 litri di latte intero fresco e portarlo ad ebollizione, aggiungere il succo di mezzo limone o un cucchiao di aceto. Spegnere il fuoco ed attendere alcuni minuti mescolando delicatamente sino ad ottenere il caglio del latte. Filtrare in una pezza e premere a lungo il fagottino fino ad ottenere una formaggetta fresca simile in apparenza ad una ricotta.
Per comodità si può comperare 400 grammi di ricotta, e sostituirla così alla sopraindicata giuncà.
Lessare in acqua non salata un chilogrammo di erbette selvatiche di campo (ortiche, "donnette", "denti di cane", verfis) oppure, in mancanza di questi o fuori stagione, utilizzare spinaci e costine o bietole a piacere, usando queste ultime in maggior quantità.
Conservare l'acqua di cottura che verrà riposta al fuoco con un dado di brodo (naturalmente se avete a disposizione un brodo vegetale o di carne il risultato sarà superiore).
Strizzate con molta cura e molta forza la verdura sino a sentirla ben asciutta, poi tritarla sul tagliere.
Tritare un ciuffo di maggiorana fresca, prezzemolo, qualche foglia di salvia e uno spicchio d'aglio. Se non disponete di questi aromi freschi potrete ripiegare su quelli secchi che userete con parsimonia per evitare di rendere i rabatòn troppo amari.
Grattugiate 60 gr. di parmigiano reggiano ben stagionato con eventuale aggiunta di poco pecorino, se gradito.
Rompere 3 uova intere e aggiungere un rosso sbattendo per qualche minuto. Riunite in un'ampia terrina il parmigiano, la verdura, la ricotta, il trito d'erbe e le uova e formate un impasto che dovrà avere la consistenza del ripieno di ravioli di magro: per ottenere ciò potrete aggiungere modeste quantità di pane grattugiato (un piccolo pugno) e un cucchiaio di parmigiano. Evitare di aggiungere troppo pane e ciò è possibile solo se avrete strizzato al massimo la verdura. Aggiustare di sale e, se di vostro gusto, aggiungete una grattatina di noce moscata.
Formare delle polpettine della dimensione di un pollice, lunghe cioè circa 6 o 7 cm. e del diametro di circa 3 cm.
Rotolare i rabatòn nella farina bianca utilizzandone pochissima che farete assorbire interamente con i palmi delle mani. Se lasciate un eccesso di farina sui rabatòn, questi risulteranno viscidi e collosi dopo la cottura.
Fate lessare le polpettine nel brodo sopra descritto per pochi minuti, disponendoli quindi in una teglia precedentemente imburrata. Ricoprire i rabatòn con qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato, aggiungete qualche fiocchetto di burro e 2 cucchiai di latte.
Disponete nella teglia rami di rosmarino e salvia interi in abbondanza e portate il forno a 180° per circa dieci minuti sino a dorare leggermente e bruciacchiare le foglie sporgenti degli aromi.
Servire caldissimi levando i rami di rosmarino e salvia in presenza dei commensali, mentre si sprigionerà un intenso profumo di erbe aromatiche.

Piemonte, Italy

POLLO ALLA MARENGO

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STORIA: Il pollo alla Marengo è una ricetta tipica alessandrina, risale alla vittoria di Napoleone contro gli Austriaci nella famosa battaglia di Marengo ( giugno 1800).
Sembra che il generale francese dopo la vittoria ordinò in un'osteria del paese qualcosa di speciale. Gli venne servito un pollo cucinato con gli ingredienti a disposizione vista la situazione. Il pollo venne cotto  con funghi, gamberi di fiume e del vino Madera portato dall'esercito francese.

Il pollo alla Marengo è poi diventata una ricetta tipica della cucina piemontese.




Ingredienti del pollo alla Marengo:

-  pollo da 1 kg n 1
- 1 bicchiere d'olio
- farina 
-  pomodori 400 g
- sale e pepe

- 1 spicchio di aglio
- 1 bicchiere vino bianco
-  funghi 200 g
- prezzemolo
- succo di un limone
-  fette pane casereccio n 6
- uova n 6
- gamberi di fiume n 6
- brodo.


Preparazione:

Una ricetta ufficiale del pollo alla Marengo non esiste, come spesso succede per la cucina tipica regionale. Ma esistono diverse varianti, ad esempio con o senza i gamberi di fiume.

Pulire e tagliare il pollo a pezzi e infarinarlo. Rosolare il pollo infarinato e l'aglio.
Sbollentare i pomodori e togliere la pelle tagliarli a dadini.
Quando il pollo è rosolato, bagnare con vino bianco ed unire i pomodori. Far cuocere con coperchio a fuoco lento per 10 minuti.

Pulire e tagliare i funghi in fettine sottili, unire al pollo e far cuocere altri 15 minuti.
In un pentolino far bollire un bicchiere di vino bianco, sale, i gamberi di fiume, far cuocere per 5 minuti, scolare e tenere al caldo.
Far abbrustolire le fette di pane e friggere in un'altra padella le uova nell'olio.
Versare il succo di limone ed il prezzemolo tritato finemente nella pentola del pollo, mescolare ed aggiustare di sale.
Disporre la fetta di pane su un piatto di portata, sopra di essa mettere l'uovo e vicino il pezzo di pollo con la salsa di cottura e guarnire il pollo alla Marengo con i gamberi di fiume.

Il pollo alla Marengo non è certo una ricetta ipocalorica, ma come piatto unico è sicuramente nutriente e buonissimo.

Le ricette tradizionali della cucina piemontese e i prodotti tipici del Piemonte su http://cucinapiemontese.blogspot.com/

NOVI LIGURE, provincia di Alessandria, Piemonte

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Piemonte sud est. Provincia di Alessandria dove la pianura piemontese inizia a salire e diventa Appennino, qui si trova Novi Ligure.

La città dove sono cresciuti i campionissimi piemontesi di ciclismo Girardengo e Coppi.

Novi Ligure ha una lunga tradizione dolciaria, sul suo territorio sono nate due grandi aziende dolciarie piemontesi, la Novi e la Pernigotti.

L’origine della città di Novi Ligure risale al periodo romano quando era conosciuta col nome di Curtis Nova. Attraverso varie vicissitudini ha fatto parte anche della Repubblica di Genova nel 1500.

Nel 1818 entra a far parte del Regno di Sardegna e quindi del futuro Piemonte.

Nel centro storico di questa città piemontese si possono ammirare numerosi palazzi dalle facciate dipinte risalenti ai secoli XVII e XVIII.


Tra questi palazzi citiamo il Palazzo Negroni (foto) ricco di decorazioni dello stesso secolo e dotato di due meridiane, una della quali basata sul calendario rivoluzionario francese.








La più importante piazza del centro storico è detta Delle Piane, dal nome della storica famiglia nobiliare genovese, sulla quale si affacciano, oltre all'omonimo Palazzo Delle Piane, (foto) la chiesa Collegiata e Palazzo Negroni.









I prodotti tipici di questa zona sono:
- baci di dama
- farinata
- focaccia novese
- canestrelli novesi
- Cece di Merella
- Corzetti

Piemonte, Piedmont, Italy