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CASTAGNA

La castagna un tempo veniva anche chiamata "il pane dei poveri" e rappresentava un alimento importante per le popolazioni delle vallate alpine piemontesi.
La coltivazione dei castagni per ottenere il celebre frutto si è sviluppata soprattutto nelle prealpi del cuneese


 "I primi riferimenti alla coltura del castagno nella provincia di Cuneo risalgono verso la fine del XII secolo e l’inizio del XIII. A partire dal XIV secolo i documenti si fanno sempre più precisi e numerosi sono i riferimenti negli statuti comunali di castagneti tutelati.
La coltura del castagno si è sviluppata fino ai primi decenni del XX secolo: agli inizi del ‘900 si producevano in Piemonte 550.000 quintali di castagne di cui 350.000 in provincia di Cuneo. Dal dopoguerra fino agli anni ’70, si è assistito ad una sensibile riduzione della produzione di castagne dovuta principalmente all’esodo della popolazione delle vallate alpine e collinari verso le grandi città o all’estero. La produzione annua negli anni ’70 si era attestata, in Piemonte, intorno ai 100.000 quintali, di cui 65.000 in Provincia di Cuneo.
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tratto da: B.U.R. Piemonte, Supplemento al numero 23 - 6 giugno 2002

Oggi nelle vallate alpine si sta tentando di rilanciare la castagna con importanti iniziative soprattutto a livello di istituzioni locali.

Oltre alla tradizionale "brusatà" o caldarroste, le castagne cotte sul fuoco con la particolare padella forata, sono migliai le ricette in cui viene impiegata la castagna. La preparazione più nobile e famosa è sicuramente quella dei maron glacè, ma anche il montblanc, il risotto alle castagne, ecc...