FINANZIERA PIEMONTESE

La finanziera è un piatto tipico piemontese nato durante il medioevo; la prima ricetta conosciuta risale al 1450 ed è stata proposta dal Maestro Martino. È un piatto nato nel Monferrato che ha subìto in seguito diversi rimaneggiamenti. Rimane comunque un piatto povero nato dal riutilizzo delle parti scartate durante la trasformazione dei galletti in capponi e di alcuni scarti di macellazione dei bovini. Una ricetta successiva della finanziera ha per titolo salsa e ragout à la Financière ed è attribuita a Giovanni Vialardi (datata 1800).



L'etimologia è incerta, tuttavia pare che ad un certo punto della storia la finanziera abbia abbandonato le tavole dei contadini, sia diventato un piatto elitario ed abbia quindi preso il nome dalla giacca da cerimonia, detta appunto finanziera, indossata a Torino nell'800 dai rappresentanti della finanza piemontese.

" la finanziera: il nome di questa ricetta deriva dall'abito, chiamato proprio finanziera, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto; altre fonti suggeriscono invece l'origine del nome nel tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (i finanzieri, appunto) per entrare in città. Tributo composto principalmente dalle frattaglie dei polli, ancora oggi fra gli ingredienti fondamentali. " tratto da wikipedia

Ingredienti.

per 6 persone
100 gr animelle
50 gr creste di gallo
100 gr fegatini di pollo
150 gr di filoni e cervella di vitello
100 gr funghi freschi
50 gr cetrioli sott'aceto
1 bicchiere di marsala secco o vino rosso secco
Sale e prezzemolo q.b.
80 gr burro

Procedimento.

Pulire accuratamente animelle,filoni,cervella,creste e fegatini . Fare bollire il tutto in acqua salata x 10 min. Circa eccetto i fegatini che si faranno bollire separati,scolare il tutto e lasciare raffreddare.

Tagliare il tutto a dadini unitamente ai cetriolini e funghi, questi ultimi lessati. In una casseruola fare sciogliere il burro ,unire tutti gli ingredienti ,far cuocere appena e bagnare marsala o vino rosso, con quest'ultimo unire una presa di zucchero ,salare, spolverare appena di prezzemolo ,lasciare cuocere lentamente per 5\6 minuti.

Un consiglio di degustazione da cucinapiemontese.blogspot.it provate la finanziera con un vino Ramìe oppure con un grande Barolo Bussia DOCG, li trovate sul sito www.dolcepiemonte.com, penseranno loro a portarli a casa vostra.

16 commenti:

  1. mia madre che è di origine piemontese ma vissuta in Francia utilizza la finanziera con qualche variante per riempire i volauvent

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  2. BENE DEI CONTADINI SI DICE: SCARPE GROSSE MA CERVELLO FINO ED É VERO SE I PIATTI DI FRATTAGLIE SONO BEN CUCINATI DIVENTANO CON IL TEMPO PIATTI FINI DA RESTAURANTE.
    IN PIEMONTE SEMPRE ABBIAMO AVUTO PIATTI DELICATI, GASTRONOMICI, BUONI E NUTRITIVI ANCHE QUANDO L'APPARENZA SIA INGANNEVOLE. FELICITA A TUTTI I "BUGIA NEN", ALBERTO C.

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  3. Le uova di gallo faccio fatica a trovarle....

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  4. Chiedo scusa per il refuso!
    Ovviamente erano solo le creste di gallo!!!!

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  5. vorrey sapere se si puo abbinare con altro

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  6. mia mamma metteva pure la "giardiniera" quella casalinga fatta con le verdure dell'orto bollite con l'aceto

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  7. le varianti locali sono molte. La versione 'ortodossa' è quella riportata, con i cetriolini, ma in campagna spesso i cetriolini non c'erano e si usava la giardiniera fatta in casa in estate e conservata in cantina!
    E' un piatto squisito, difficile da trovare al ristorante anche in Piemonte, dove in pochi la propongono, purtroppo!

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  8. l'ho trovata per caso in un ristorante domenica, merita sicuramente!
    Il locale è l'osteria del castello di Castell'Alfero (AT)

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  9. best blog It is a very good site to write creative ideas in his book. Thanks for posting this :-)

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  10. Per uova di gallo si intendono le gonadi ovvero i testicoli che proprio "ou ad gal" si chiamano in dialetto piemontese

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  11. Grazie per la segnalazione sulle uova di gallo, imparo qualcosa di nuovo, ciao.

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  12. Un'ottima finanziera classica viene proposta anche dal ristorante "rosso rubino" di Dronero. Cinzia

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  13. L'ho gustata al "Porto di Savona" a Torino in piazza Vittorio
    gianni

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  14. Sto raccogliendo creste e "uova di gallo" ogni volta che acquisto un gallo ruspante e le surgelo in attesa di averne un quantitativo sufficiente per una finanziera da 12 persone.

    Il difficile delle antiche ricette piemontesi, oltre che a ricreare i sapori originali è trovare gli ingredienti giusti che ormai con lo stile di vendita da grande distribuzione non esistono praticamente più in commercio.

    Bello questo blog! L'ho aggiunto con vero piacere al mio blog-roll!

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  15. Ottimo blog cercavo da tempo ricette piemontesi .

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