Le gallettes di grano saraceno e cardo Gobbo sono una delle ricette tipiche della cucina piemontese. Il cardo gobbo è un prodotto tipico della cucina piemontese che si coltiva soprattutto nella zona intorno a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Potete trovare più informazioni su questo prodotto tipico seguendo questo link CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO. Il castelmagno invece è un formaggio tipico prodotto nelle valli del cuneese trovate maggiori informazioni su questo grande formaggio seguendo questo link CASTELMAGNO.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
Per le gallettes
125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo
Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1
Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).
Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.
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GUSTADOM 2014 ASTI
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il programma della edizione del Gustadom 2014. Una passeggiata enogastronomica che si tiene tutti gli anni ad Asti.
Una camminata tra i sapori dove si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio.
Una camminata tra i sapori dove si potranno degustare piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del territorio.
Rione Cattedrale
Palio di Asti
“Il Gustadom è un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e
della memoria in cui cibo, vino e cultura si incontrano formando un legame
unico e indelebile come la passione che accomuna i borghigiani del Rione
Cattedrale”
Il Gustadom: passeggiata tra enogastronomia e
cultura
Il Rione Cattedrale del Palio di
Asti, ogni anno dal 2000, organizza, il primo fine settimana di giugno, il
Gustadom. L’evento, giunto alla sua XIV edizione, è tra le manifestazione
culturali ed enogastonomiche più seguite sul territorio regionale, ormai
conosciuta e frequentata da migliaia di persone.
Si tratta di una passeggiata
enogastronomica nei giardini storici, le vie e gli angoli più suggestivi del
Rione Cattedrale, occasione unica per vedere scorci magici intorno alla
splendida Cattedrale di Asti.
La ricerca dei piatti, delle
materie prime migliori e l’unicità delle ambientazioni fanno del Gustadom una
manifestazione unica, il connubio perfetto tra le massime espressioni culturali
e quelle enogastronomiche del nostro territorio.
All’ombra della Cattedrale, che è
non solo la chiesa più grande del Piemonte ma anche il suo principale monumento
gotico, si snoda il percorso del Gustadom. Negli punti ristoro si potranno degustare
piatti tipici della cucina artigiana e piemontese abbinati ai vini migliori del
territorio. Molte sono le realtà che collaborano alla manifestazione, enti
locali e privati, pro-loco e associazioni, per rendere ogni anno il Gustadom
più speciale.
Tra le delizie proposte in questi
anni troviamo: carne cruda all’astigiana battuta al coltello, frittata
d’ortiche, friciula con il lardo, peperoni con bagna caùda, selezioni di
formaggi e salumi, agnolotti e agnolotti gobbi piemontesi, polenta, tajarin, lingue
di suocera e molti tipologie di dolci, tra cui citiamo il Mon di Mongardino. In
alcune edizioni, il Comitato Palio Rione Cattedrale, per rendere ancora di
maggior pregio la propria manifestazione, ha collaborato con Slowfood,
inserendo tra i piatti, presidi enogastronomici impareggiabili tra cui la
robiola di Roccaverano.
In occasione delle Celebrazioni del
150° anniversario dell’Unità d’Italia, nel 2011, il Gustadom, con la
collaborazione di Slowfood, si è vestito col tricolore, aprendo a piatti e specialità
provenienti da tutto il territorio della penisola.
Durante il primo fine settimana di
giugno, nel Rione Cattedrale, molte sono le manifestazioni collaterali al
Gustadom che ampliano ulteriormente l’offerta culturale: mostre fotografiche,
di pittura, concerti e conferenze.
Il Gustadom si propone come
celebrazione delle unicità che Asti offre: cibo, vino e cultura e vuole essere
un percorso all’insegna della convivialità, del gusto e della memoria.
Quest’anno, il Gustadom si svolgerà nelle date di
Venerdì 30 maggio, Sabato 31 maggio e Domenica
1 giugno. Tra le iniziative enogastronomiche saranno presenti alcune
importanti novità e la riconferma di piatti che hanno fatto il pregio e la
storia della manifestazione.
Rione Cattedrale del Palio
di Asti
Via
Carducci 77 14100 Asti
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FESTIVAL DELLE SAGRE DI ASTI
Appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della cucina piemontese, il Festival delle sagre raddoppia.
La celebre manifestazione gastronomica che si tiene normalmente a settembre nel centro della città di Asti viene presentata nella sua versione invernale.
I gastronauti appassionati della cucina piemontese tradizionale possono scoprire i piatti tipici preparati dalle Pro-loco della provincia Astigiana, dalla bagna caoda agli agnolotti alla piemontese, dal fritto misto al bollito misto con le sue salsine.
Un evento da non perdere, dal 17 febbraio per 7 weekend, presso l'Enofila di Asti. Dove si potranno degustare i prodotti tipici del Piemonte un una cornice affascinante dove le 40 Proloco istalleranno i loro coreografici stand ispirati alla tradizione piemontese.
La celebre manifestazione gastronomica che si tiene normalmente a settembre nel centro della città di Asti viene presentata nella sua versione invernale.
Un evento da non perdere, dal 17 febbraio per 7 weekend, presso l'Enofila di Asti. Dove si potranno degustare i prodotti tipici del Piemonte un una cornice affascinante dove le 40 Proloco istalleranno i loro coreografici stand ispirati alla tradizione piemontese.
CARDO GOBBO
Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato, prodotto tipico del Piemonte, prende il nome caratteristico di "gobbo" grazie alla tipologia della coltivazione.
Nelle campagne di Nizza Monferrato, in Piemonte, per proteggerlo dal freddo dell'inverno viene parzialmente sotterrato (come si vede nella foto).
La pianta per cercare la luce si piega verso l'alto assumendo la forma gobba caratteristica.
Oltre a permettere alla pianta di resistere ai rigidi inverni piemontesi, questo tipo di coltura rende il gambo BIANCO e più TENERO.
Il Cardo, soprattutto il Gobbo del Piemonte, è un ingrediente fondamentale e tipico della Bagna Cauda Piemontese.
In un'altra zona del Piemonte invece, la pianura saluzzese, il cardo viene viene racchiuso in spessi fogli di carta legati in modo molto stretto. In questo modo il cardo cresce dritto, bianco e tenero.
Il cardo gobbo di Nizza è inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Piemonte.
Nelle campagne di Nizza Monferrato, in Piemonte, per proteggerlo dal freddo dell'inverno viene parzialmente sotterrato (come si vede nella foto).
La pianta per cercare la luce si piega verso l'alto assumendo la forma gobba caratteristica.
Oltre a permettere alla pianta di resistere ai rigidi inverni piemontesi, questo tipo di coltura rende il gambo BIANCO e più TENERO.
Il Cardo, soprattutto il Gobbo del Piemonte, è un ingrediente fondamentale e tipico della Bagna Cauda Piemontese.
In un'altra zona del Piemonte invece, la pianura saluzzese, il cardo viene viene racchiuso in spessi fogli di carta legati in modo molto stretto. In questo modo il cardo cresce dritto, bianco e tenero.
Il cardo gobbo di Nizza è inserito nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani dalla regione Piemonte.
AMARETTI DI MOMBARUZZO
Mombaruzzo è un piccolo paese sulle colline dell'astigiano. A rendere celebre questo paese del Piemonte sono gli Amaretti di Mombaruzzo. Gli Amaretti di Mombaruzzo sono amaretti morbidi fatti con le mandorle e l'albume d'uovo.
La ricetta di questi particolari amaretti morbidi viene fatta risalire al 1700 quando, Francesco Moriondo pasticcere di casa Savoia li inventò. Alla fine del '700 Francesco Moriondo si trasferì a Mombaruzzo iniziando l'attività di produzione in proprio dei suoi amaretti.
Dall'ottocento gli amaretti di Mombaruzzo divennero famosi in tutta Italia e la loro produzione venne intrapresa anche da altri produttori.
Nel corso degli anni sono state prodotte una serie di varianti come gli amaretti di Valenza, di Acqui, di Gavi e di Ovada. Oltre naturalmente ai più famosi amaretti di Sassello (SV) e Saronno (VA).
Piemonte, Piedmont, Italy.
La ricetta di questi particolari amaretti morbidi viene fatta risalire al 1700 quando, Francesco Moriondo pasticcere di casa Savoia li inventò. Alla fine del '700 Francesco Moriondo si trasferì a Mombaruzzo iniziando l'attività di produzione in proprio dei suoi amaretti.
Dall'ottocento gli amaretti di Mombaruzzo divennero famosi in tutta Italia e la loro produzione venne intrapresa anche da altri produttori.
Nel corso degli anni sono state prodotte una serie di varianti come gli amaretti di Valenza, di Acqui, di Gavi e di Ovada. Oltre naturalmente ai più famosi amaretti di Sassello (SV) e Saronno (VA).
Piemonte, Piedmont, Italy.
IL TARTUFO BIANCO PIEMONTESE
Già nel Settecento il tartufo piemontese era stimato e consumato nelle cucine dei nobili europei. Tra i suoi grandi estimatori il compositore Rossini che lo definiva il "Mozart dei funghi". Il più pregiato è sicuramente quello che si raccoglie fra le colline di Alba e Asti.
Solo nel '900 questo tartufo bianco ha acquistato fama mondiale, grazie alla geniale opera di promozione svolta da Matteo Morra ("Maté Mura") e Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba, giustamente "incoronato" Re dei Tartufi già nel 1933 dal Times di Londra. tratto da wikipedia
Sembra che anche il Re di Francia acquistasse il tartufo bianco d'Alba per sostituire l'aglio nei banchetti di corte.
Anche quest'anno si tiene ad Alba, la "capitale" del tartufo, l'annuale fiera mercato dove i commercianti di tartufi incontrano i "trifolao" che raccolgono questo prezioso prodotto tipico della terra piemontese. Per maggiori informazioni http://www.fieradeltartufo.org/it/Default.asp
Il tartufo bianco di Alba è uno dei protagonisti della cucina piemontese e conferisce un profuno e un sapore inconfondibili anche ai piatti più semplici come ad esempio l'uovo al paletto o i Tajarin in bianco.
Piemonte, Piedmont, Italy
Solo nel '900 questo tartufo bianco ha acquistato fama mondiale, grazie alla geniale opera di promozione svolta da Matteo Morra ("Maté Mura") e Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba, giustamente "incoronato" Re dei Tartufi già nel 1933 dal Times di Londra. tratto da wikipedia
Sembra che anche il Re di Francia acquistasse il tartufo bianco d'Alba per sostituire l'aglio nei banchetti di corte.
Anche quest'anno si tiene ad Alba, la "capitale" del tartufo, l'annuale fiera mercato dove i commercianti di tartufi incontrano i "trifolao" che raccolgono questo prezioso prodotto tipico della terra piemontese. Per maggiori informazioni http://www.fieradeltartufo.org/it/Default.asp
Il tartufo bianco di Alba è uno dei protagonisti della cucina piemontese e conferisce un profuno e un sapore inconfondibili anche ai piatti più semplici come ad esempio l'uovo al paletto o i Tajarin in bianco.
Piemonte, Piedmont, Italy
CASTELLO DI CERESETO, Asti

Sulla strada che da Asti porta a Casale Monferrato, fra le colline del Monferrato astigiano si trova il paese di Cereseto. La fondazione di questo paesino del Piemonte sembra risalire al cinque o seicento d.c.
Oggi Cereseto conta meno di 500 abitanti.
Al centro del paese si trova il castello costruito nel 1910 dall’ingegnere Vittorio Tornielli in stile tardo quattrocento piemontese.
Il castello di Cereseto, che non si trova in buone condizioni, attualmente è di proprietà della "Società Agricola di Cereseto" e non si può visitare internamente.

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