Il risotto alla piemontese è una ricetta dal gusto forte che proviene dalla tradizione contadina.
Ingredienti per 4 porzioni:
400 g riso Carnaroli
125 g di funghi Porcini
150 g di fegatini di pollo tagliati finemente
1 cipolla tritata finemente
1 lt di brodo di pollo
200 g di burro
200 g di Parmigiano Reggiano
1 bicchiere di vino bianco
Procedimento:
Sciogliere il burro nella padella e far rosolare la cipolla.
Versare il riso Carnaroli e lasciare imbiancare per un paio di minuti, quindi bagnare con il vino bianco e lasciare evaporare completamente.
Aggiungere i porcini, i fegatini e mescolare, aggiungere man mano il brodo per circa 18 minuti.
Quando il risotto sarà quasi pronto mantecare con il parmigiano e il burro rimanente. Servire ben caldo.
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CIALDE AL GELATO E MIELE DI ALTA MONTAGNA
Queste cialde con il gelato e miele di alta montagna sono una ricetta fresca e facile da preparare.
Ingredienti per quattro persone
Ingredienti per quattro persone
100 g di burro
100 g zucchero
100 g di bianco d’uovo
per la crema di lamponi
100 g di lamponi
50 g di zucchero
per il gelato al miele
un rosso d’uovo
40 g di zucchero
100 g di panna
150 g di latte
20 g di miele
PROCEDIMENTO
Per le cialde: frullare insieme burro, zucchero e bianco d’uovo.
Tenere un giorno in frigorifero. Su una teglia antiaderente mettere una cucchiaiata dell’impasto, schiacciarlo con le dita sottilissimo fino a formare delle cialde di 10/15 cm di diametro, ottenere otto cialde. (Se avanza il composto si può conservare in frigorifero.) Cuocere a vista in forno a 180°. Lasciare raffreddare.
PROCEDIMENTO
Per le cialde: frullare insieme burro, zucchero e bianco d’uovo.
Tenere un giorno in frigorifero. Su una teglia antiaderente mettere una cucchiaiata dell’impasto, schiacciarlo con le dita sottilissimo fino a formare delle cialde di 10/15 cm di diametro, ottenere otto cialde. (Se avanza il composto si può conservare in frigorifero.) Cuocere a vista in forno a 180°. Lasciare raffreddare.
Per la crema: frullare i lamponi con lo zucchero, passare il tutto in un colino per separare i semi. Tenere al fresco.
Per il gelato: frullare i tuorli con lo zucchero e unire il miele , il latte, la panna e passare il tutto nella gelatiera.
Disporre nei piatti in quest'ordine: crema di lamponi, una cialda, gelato al miele e un’altra cialda messa leggermente di traverso, decorare con la foglia di menta.
TOURTO MATO, La MATO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa ottima ricetta tradizionale della cucina piemontese.
Se i Subrik (frittelle di patate) appartengono alla buona cucina piemontese, se i Bodi en Balo e aioli (patate alla salsa d’aglio) sono una gustosa tipicità della cucina provenzale, se gli gnocchi al Castelmagno sono squisitamente caratteristici della Valle Grana e le deliziose torte di pera del mondo occitano , la mitica TOURTO MATO (detta anche semplicemente La MATO - La MATTA) è , senza dubbio, il simbolo gastronomico di Monterosso Grana.
Nata in questa terra e divulgatasi nei paesi e nelle valli vicine , specialmente in valle Maira, è un piatto che esprime la creatività culinaria, in tempi di magra, di una abile composizione armonica di ingredienti poveri, per la maggior parte appartenenti al suo territorio (le patate Piatline , i piccoli ,tozzi e gustosi porri di montagna….)
Meriterebbe sicuramente una giusta valorizzazione, promozione e , soprattutto, tutela…..
Per questo motivo il Consorzio del Bodi – (storica patata Piatlina e tradizionale patata Ciarda delle Valli d’Oc) e gli attivi ristoratori di Valle, con il patrocinio dell’Unione Montana Valle Grana e del Comune di Monterosso Grana, organizzano: La Mato Sino, ovvero “la cena della matta” (in lingua d’Oc),come inizio del percorso per il riconoscimento ufficiale come piatto tipico di Monterosso Grana .
La Cena si svolgerà, la sera del 17 novembre prossimo, presso i migliori ristoratori di Valle indicati sulla locandina allegata, oppure sul sito www.piatlinaeciarda.com o, anche, sulla pagina Facebook relativa all’associazione Piatlina e Ciarda.
TOURTO MATO – La MATO (LaTorta Matta – La Matta)
Ricetta originale, tramandata da generazioni, di un ristorante di Monterosso Grana e pubblicata nel 1987 sul ricettario: La Cucina della Valle Grana-ricette dimenticate e piatti d’autore – collana Piemontese a tavola – Primalpe edizioni in collaborazione con la Comunità Montana Valle Grana).
La conferma storica della territorialità di questa ricetta.
Ingredienti:
6 patate belle e grosse (Bodi)
4 bei porri di montagna (corti)
2 etti di burro di montagna
2 manciate di riso ( un tempo il riso, non prodotto in zona, era oggetto di cambio con le lenticchie o altri legumi coltivati in Valle – lo scambio era fatto da commercianti ambulanti che percorrevano le varie borgate con i carretti)
2 fette di zucca gialla
4 foglie di erba di S.Pietro
4 bacche di ginepro
Una bustina di saporita ( mix di spezie)
Una manciata di formaggio duro e stagionato ( la ricetta indica Parmigiano ma, da come mi è stato riferito, questo veniva impiegato principalmente nei ristoranti di élite. In famiglia o in trattoria si usava la buona Toma dura e stagionata)
Un bicchiere di panna fresca
PROCEDIMENTO:
Bollire le patate con la buccia.
Tritare finemente i porri con i gusti, tagliare a fettine la zucca, far rosolare entrambi separatamente.
Bollire il riso e scolarlo al dente.
Sbucciare e passare le patate. Amalgamatele con la panna e sale quanto basta
Imburrare una teglia di terracotta, stendervi la metà delle patate e proseguite a strati con i porri, la zucca, il riso.
Infine ricoprite il tutto con le patate rimaste e spolverare abbondantemente con il formaggio stagionato
Passare in forno per 15 minuti e servire molto caldo oppure freddo
Viene consigliato un Nebbiolo come vino in abbinamento.
Nata in questa terra e divulgatasi nei paesi e nelle valli vicine , specialmente in valle Maira, è un piatto che esprime la creatività culinaria, in tempi di magra, di una abile composizione armonica di ingredienti poveri, per la maggior parte appartenenti al suo territorio (le patate Piatline , i piccoli ,tozzi e gustosi porri di montagna….)
Meriterebbe sicuramente una giusta valorizzazione, promozione e , soprattutto, tutela…..
Per questo motivo il Consorzio del Bodi – (storica patata Piatlina e tradizionale patata Ciarda delle Valli d’Oc) e gli attivi ristoratori di Valle, con il patrocinio dell’Unione Montana Valle Grana e del Comune di Monterosso Grana, organizzano: La Mato Sino, ovvero “la cena della matta” (in lingua d’Oc),come inizio del percorso per il riconoscimento ufficiale come piatto tipico di Monterosso Grana .
La Cena si svolgerà, la sera del 17 novembre prossimo, presso i migliori ristoratori di Valle indicati sulla locandina allegata, oppure sul sito www.piatlinaeciarda.com o, anche, sulla pagina Facebook relativa all’associazione Piatlina e Ciarda.
TOURTO MATO – La MATO (LaTorta Matta – La Matta)
Ricetta originale, tramandata da generazioni, di un ristorante di Monterosso Grana e pubblicata nel 1987 sul ricettario: La Cucina della Valle Grana-ricette dimenticate e piatti d’autore – collana Piemontese a tavola – Primalpe edizioni in collaborazione con la Comunità Montana Valle Grana).La conferma storica della territorialità di questa ricetta.
Ingredienti:
6 patate belle e grosse (Bodi)
4 bei porri di montagna (corti)
2 etti di burro di montagna
2 manciate di riso ( un tempo il riso, non prodotto in zona, era oggetto di cambio con le lenticchie o altri legumi coltivati in Valle – lo scambio era fatto da commercianti ambulanti che percorrevano le varie borgate con i carretti)
2 fette di zucca gialla
4 foglie di erba di S.Pietro
4 bacche di ginepro
Una bustina di saporita ( mix di spezie)
Una manciata di formaggio duro e stagionato ( la ricetta indica Parmigiano ma, da come mi è stato riferito, questo veniva impiegato principalmente nei ristoranti di élite. In famiglia o in trattoria si usava la buona Toma dura e stagionata)
Un bicchiere di panna fresca
PROCEDIMENTO:
Bollire le patate con la buccia.
Tritare finemente i porri con i gusti, tagliare a fettine la zucca, far rosolare entrambi separatamente.
Bollire il riso e scolarlo al dente.
Sbucciare e passare le patate. Amalgamatele con la panna e sale quanto basta
Imburrare una teglia di terracotta, stendervi la metà delle patate e proseguite a strati con i porri, la zucca, il riso.
Infine ricoprite il tutto con le patate rimaste e spolverare abbondantemente con il formaggio stagionato
Passare in forno per 15 minuti e servire molto caldo oppure freddo
Viene consigliato un Nebbiolo come vino in abbinamento.
CREMA DI FAGIOLI DI SALUGGIA E ORZO
Questa ricetta della crema di fagioli di Saluggia e orzo è un piatto molto sostanzioso ideale nelle fredde giornate invernali. Una ricetta della cucina povera che oggi viene riscoperta per le ottime caratteristiche organolettiche e nutritive.
ingredienti per sei persone
250 g di fagioli di Saluggia secchi Dolcepiemonte
100 g di orzo
2 carote
1 gamba di sedano
1 cipolla
un quarto di litro di olio
2 pomodori maturi
sale
pepe
Preparazione
Preparazione
Mettere a bagno i fagioli di Saluggia per una notte in acqua fredda.
Lessare i fagioli di Saluggia. Mettere a bagno, sempre in acqua fredda, l'orzo per un’ora, farlo bollire 20 minuti circa e scolarlo.
Tagliare a fettine le carote, il sedano e la cipolla e soffriggere in un tegame con l’olio.
Quando le verdure saranno appassite unire i fagioli di Saluggia, salare e pepare, cuocere ancora per 20 minuti, aggiungere i pomodori e cuocere per altri 20 minuti.
Passare il tutto al passaverdure, aggiungere un po’ d’acqua se risulta troppo denso e mettere di nuovo sul fuoco.
Aggiungere l’orzo e fare cuocere per altri cinque minuti.
Servire la crema di fagioli di Saluggia e orzo ben calda magari accompagnata con un bicchiere di vino Ramìe, un vino robusto di montagna.
TIMBALLO DI CARCIOFI CON CREMA ALL'ARNEIS
Il Timballo di carciofi con crema all'Arneis è una ricetta di alta cucina, impreziosita da un crema fatta con uno dei più famosi vini bianchi del Piemonte.
Ingredienti per quattro persone
Ingredienti per quattro persone
20 g di parmigiano grattugiato
per la besciamella
5 dl di latte
60 g di farina
50 g di burro
un pizzico di noce moscata
sale e pepe
per la crema all'Arneis
5 dl di vino Arneis
50 g di tonno in scatola
4 g di capperi
2 filetti di acciuga
2 dl di panna fresca
mezzo limone
sale e pepe
PREPARAZIONE
Pulire bene i carciofi eliminando i gambi e le foglie più esterne e dure, affettarli e passarli al trita tutto o al mixer, evitando però di ricavarne un pure troppo fine.
Preparare una besciamella con gli ingredienti indicati e incorporarvi il passato di carciofi. Versare l’impasto in formine da timballo imburrate e spolverizzare con il formaggio grattugiato.
Cuocere 8\10 minuti a bagno Maria in forno a 220°.
Per la crema al vino Arneis, frullare il vino bianco con il tonno, i capperi e le acciughe.
Far restringere per 6\8 minuti a fuoco dolce, ripassare al setaccio e incorporarvi la panna.
Bollire lentamente altri 10 minuti su fiamma bassa e aggiustare di sale pepe.
Sformare i timballi e servirli con la salsa all'Arneis.
CONIGLIO FARCITO CON PURE' DI FAGIOLI DI SALUGGIA E SALSA AI PEPERONI
Oggi posto una ricetta un po' più impegnativa, questo coniglio farcito con purè di fagioli di Saluggia e salsa ai peperoni è dedicato a quelle persone che vogliono dedicarsi per qualche ora ad una preparazione interessante e dal sapore molto sfaccettato. Una ricetta che impegna anche nella ricerca degli ingredienti ma proprio per quello più divertente.
Ingredienti per quattro persone
Ingredienti per quattro persone
30 g di farina
20 g di miscela di olio e burro per rosolare
50 g di carote
50 g di cipolla
50 g di sedano
50 g di porro
12 g di purea di pomodoro
2 cl di vino rosso
mezzo litro di fondo di coniglio
6 g di pure di olive
2 cl di olio di oliva
sale e pepe
per la farcitura
4 fette di pan carré private della crosta, tagliate a dadi di cui due fette rosolate nel burro
2 fette di pan carré
2 fegatini
2 cuori di coniglio tagliati a dadi e rosolati nel burro
2\3 tuorli d’uovo
10 g di panna maggiorana
10 g di panna maggiorana
10 g di prezzemolo
10 g di basilico
sale
pepe
per il contorno
100 g di fagioli di Saluggia secchi (lasciati in ammollo per una notte in acqua fredda)
1 piccola cipolla picchettata con alloro e chiodi di garofano
1\2 litro di fondo di pollo
80 g di patate crude, sbucciate e tagliate a dadolini
3 cl di aceto
10 g di coriandolo macinato
3 cl di panna fresca
1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 peperone arancione
1 scalogno tagliato in dadolata fine
3 cl di olio di oliva
2 pomodori
sale
PROCEDIMENTO
Mescolare tutti gli ingredienti della farcitura e insaporire. Riempirvi le cosce di coniglio e cucirle. Salarle e prepararle, infarinarle leggermente e dorarle nella miscela di olio e burro.
PROCEDIMENTO
Mescolare tutti gli ingredienti della farcitura e insaporire. Riempirvi le cosce di coniglio e cucirle. Salarle e prepararle, infarinarle leggermente e dorarle nella miscela di olio e burro.
Toglierle dalla padella, eliminare il grasso di cottura, unire il burro fresco e farvi rosolare le verdure da soffritto.
Aggiungere il purè di pomodoro, farlo rosolare e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato, unirvi le cosce di coniglio, bagnare con un poco di fondo di coniglio, coprire e porre a brasare in forno, aggiungendo del fondo di tanto in tanto.
A cottura ultimata togliere le cosce dal tegame ed eliminare i fili usati per cucirle.
Passare al setaccio il fondo e frullare con il purè di olive e l’olio di oliva. Se necessario insaporire.
Lessare i fagioli di Saluggia precedentemente ammollati, al fondo di pollo con la cipolla steccata.
Poco prima del termine di cottura unire i dadi di patate. Frullare e passare al setaccio. Insaporire la salsa con sale, pepe, coriandolo macinato e aceto e raffinarla con un poco di panna.
Sbucciare i peperoni (passandoli in forno con poca acqua), privarli dei semi e tagliarli a dadolini o in piccoli rombi.
Far soffriggere lo scalogno nell’olio d’oliva, unirvi i peperoni e farli intenerire. Aggiungere da ultimo la dadolata di pomodoro e regolare di sale e pepe.
Servire le cosce di coniglio con il purè di fagioli e arricchire con la salsa ai peperoni.
Gustare il coniglio farcito con purè di fagioli di Saluggia e salsa ai peperoni con un vino Langhe Nebbiolo DOC
PLIN AL TARTUFO E FORMAGGIO DI CAPRA
I plin sono un tipo di pasta tradizionale piemontese caratterizzati dalla classica forma con il pizzicotto. In questa ricetta i plin vengono accompagnati con due sapori forti come il tartufo ed il formaggio di capra.
Ingredienti per quattro persone
200 g di pasta fresca all’uovo
PREPARAZIONE
Ingredienti per quattro persone
200 g di pasta fresca all’uovo
50 g di ricotta
50 g di patate lesse
50 g di burro
un cucchiaio di pasta di tartufo
2 cl di brodo di carne
parmigiano reggiano
sale
pepe
PREPARAZIONE
Schiacciare le patate lessate, unire la ricotta, il formaggio di capra, la pasta di tartufo, salare e pepare. Mescolare bene il tutto.
Stendere la pasta fresca sul tavolo, dosare il composto a intervalli regolari sopra la pasta e formare i classici ravioli del plin.
Cuocere i plin in abbondante acqua salata.
In una pentola fondere il burro con il brodo e le fette di tartufo nero, unire i plin precedentemente cotti, aggiungere il parmigiano insaporire e infine servire nei piatti con altre fette di tartufo piemontese.
INSALATA PIEMONTESE AL TARTUFO NERO
Ecco una ricetta per una buonissima insalata con ingredienti piemontesi e impreziosita dal sapore del tartufo.
Ingredienti per quattro porzioni

Ingredienti per quattro porzioni
16 foglie di insalata Lollo
200 g di lattuga
32 foglie di rucola
12 rapanelli affettati
400 g di funghi porcini testanera affettati
300 g di topinambour
1 d1 dl di olio extravergine di oliva
50 g di parmigiano reggiano a scaglie sottili
100 g di tartufo nero affettato
4 cl di olio al tartufo
sale
pepe
PROCEDIMENTO
Distribuire la rucola e le foglie di rucola a cerchio su i piatti, l’insalata al centro e distribuire le rondelle di rapanelli e le fette di tartufo nero piemontese.
PROCEDIMENTO
Distribuire la rucola e le foglie di rucola a cerchio su i piatti, l’insalata al centro e distribuire le rondelle di rapanelli e le fette di tartufo nero piemontese.
Stufare leggermente i topinambour e i porcini nell’olio di oliva, scolare su carta assorbente e unirli all’insalata.
Condire con olio al tartufo, sale e pepe e distribuire le scaglie di parmigiano.
Servire immediatamente, perché il calore dei funghi e dei topinambour faccia risaltare più intensamente il profumo dei tartufi.
RISO NERO VENERE AL CURRY E ROBIOLA
Questa ricetta del riso nero Venere al curry e robiola è una elaborazione "esotica" di un riso tipico piemontese. Il riso nero è una qualità originaria del Piemonte dall’aroma di nocciola.
Il riso nero Venere è molto indicato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre il colore nero di questo particolare riso è particolarmente scenografico.
Potrebbero interessarti anche queste ricette tipiche piemontesi: la panissa vercellese e la paniscia novarese.
INGREDIENTI per 4 persone
Riso nero Venere 320 g
Pisellini 200 g
Curry 5 g
Cipolle 50 g
Olio extravergine d'oliva 40 g
Robiola piemontese 40 g
Brodo vegetale 1 l
PROCEDIMENTO
Versare il riso nero Venere in acqua fredda e salata. Quando inizierà a bollire far cuocere per 15 minuti, scolarlo versando l'acqua rimasta nel resto del brodo per mantenere tutte le caratteristiche nutritive del riso nero.
Intanto tagliare la cipolla in joulienne e farla soffriggere.
Versare il riso nero cotto nella pentola della cipolla, lasciarlo rosolare, bagnare con del vino bianco secco.
Il riso nero Venere è molto indicato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre il colore nero di questo particolare riso è particolarmente scenografico.
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INGREDIENTI per 4 persone
Riso nero Venere 320 g
Pisellini 200 g
Curry 5 g
Cipolle 50 g
Olio extravergine d'oliva 40 g
Robiola piemontese 40 g
Brodo vegetale 1 l
PROCEDIMENTO
Versare il riso nero Venere in acqua fredda e salata. Quando inizierà a bollire far cuocere per 15 minuti, scolarlo versando l'acqua rimasta nel resto del brodo per mantenere tutte le caratteristiche nutritive del riso nero.
Intanto tagliare la cipolla in joulienne e farla soffriggere.
Versare il riso nero cotto nella pentola della cipolla, lasciarlo rosolare, bagnare con del vino bianco secco.
Quando il vino sarà evaporato aggiungere i piselli e bagnare a intervalli regolari con il brodo.
Aggiungere il curry.
Cuocere per circa 15 minuti, a fine cottura mantecare con la robiola piemontese.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/
Aggiungere il curry.
Cuocere per circa 15 minuti, a fine cottura mantecare con la robiola piemontese.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/
INSALATA DI FAGIOLI BORLOTTI DI SALUGGIA
Il fagiolo di Saluggia è un prodotto tipico piemontese coltivato in tutta la regione, quello di Saluggia ha una produzione più di nicchia ma molto pregiata.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
150 g. fagioli di Saluggia secchi
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
1 grossa cipolla viola
olio; aceto di vino; sugo di pomodoro; sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO
Tenere in ammollo almeno sei ore i fagioli di Saluggia secchi, poi cuocerli in abbondante acqua leggermente salata aggiungendovi uno spicchio d’aglio e un rametto di rosmarino.
Scolare bene.
Affettare finemente la cipolla e lasciare le fettine in acqua fredda corrente per circa 30 minuti; quindi scolarle e aggiungerle ai fagioli.
Condire con un intingolo fatto di 3 parti di olio, 1 di aceto di vino, qualche goccia di sugo di pomodoro, sale e pepe.
I fagioli di Saluggia sono un elemento base per la preparazione dei più tipici piatti di risaia: la panissa vercellese, la paniscia novarese.
MERENDA SINOIRA
MERENDA SINOIRA nota anche come "MARENDA SINOIRA"
Ecco alcune idee per preparare una perfetta merenda sinoira in pochi minuti da gustare con gli amici!
Ma prima vi raccontiamo da dove nasce ...
Bisogna tornare indietro nel tempo quando la giornata del contadino seguiva il ritmo delle stagioni.
Durante l'estate il lavoro nei campi si interrompeva per brevi pasti, in cui ci si riposava tra una fatica e l’altra.
Chi poteva a pranzo tornava a casa ma se il luogo di lavoro era distante allora ci si portava dietro il fagotto che conteneva il cibo per sfamarsi.
Nel pomeriggio, quando d’estate il sole era ancora alto e quando il lavoro lo richiedeva, il contadino si riposava per un po' e prima di sera (da qui nasce la merenda sinoira) si ristorava e dissetava.
Un dizionario del 1859 inseriva la merenda sinoira, facendo appello a un antico proverbio piemontese, tra San Giuseppe (fine marzo) e San Michele (fine settembre), prendendo in mezzo tutta la primavera e tutta l’estate.
San Giusep a porta la marenda ant el fassolet, San Michel a porta la marenda an ciel
(San Giuseppe porta la merenda nel fazzoletto, San Michele porta la merenda in cielo)
CROSTINI DI CREMA DI TARTUFI
INGREDIENTI
30 gr tartufi grattugiati
2 cucchiai crema di tartufi
2 filetti di acciuga
q.b.Olio EVO
1 spicchio di aglio
q.b.sale
8 fette pancarrè
Preparazione
a)Schiacciate lo spicchio d'aglio, mettetelo in padella con dell'olio e lasciatelo dorare, poi buttatelo.
b)Togliete la padella dal fuoco, unite all'olio caldo i filetti d'acciuga spezzettati, mescolate con una forchetta schiacciando leggermente e rimettete sul fuoco moderato.
c)Aggiungete i tartufi grattugiati e la crema di tartufi e lasciate cuocere a fuoco moderato per alcuni minuti. Aggiustate di sale, quindi fate dorare velocemente in poco olio caldo le fette di pane tagliate a triangolo.
d)Disponete le fette di pane in un piatto da portata caldo, spalmatele con l'impasto di tartufi e portate subito in tavolo.
CROSTINI CON BAGNA CAODA
Velocissimi da preparare ma di grande effetto!
Distribuite la bagna caoda tiepida sui crostini e guarnite con cubetti di peperoni gialli e rossi.
TAGLIERE DI FORMAGGI E SALUMI
Disponete su un tagliere in legno formaggi (TOMINI AL TARTUFO) e salumi (SALAMINI AL BAROLO), prodotti tipici piemontesi.
VERDURE
Non possono mancare le verdure per completare la vostra apericena!
Noi ti consigliamo l'ANTIPASTO LANGAROLO e i FUNGHI PORCINI TESTANERA.
Basterà disporli in piccole pirofile e degustarle con pane casereccio o grissini.
DOLCI
E per finire in bellezza, non vi resta che servire una TORTA DI NOCCIOLE senza farina accompagnata da un bicchiere di Passito Erbaluce di Caluso….ed ecco che la merenda-cena è servita!
VINI
Per accompagnare il tutto consigliamo di degustare vini tipici del Piemonte a seconda delle vostre preferenze e quelle dei vostri amici (Barolo, Nebbiolo, Ramìe).
Ti consigliamo di preparare il tutto prima delle 18, allestire la tua tavola con una tovaglia a quadrettoni usare taglieri di legno e stampare un menù con le pietanze legate a qualche proverbio o detto piemontese!
Ël vin pì bun al'è cul ch'as beiv cun ij amis.
Il vino più buono è quello che si beve con gli amici.
TAPULON DEL NOVARESE
Il Tapulon, consiste in uno spezzatino finemente sminuzzato, tradizionalmente a base di carne di asino, tipico dell’alto Novarese e della Valsesia.
1 kg di polpa d'asino macinata grossa
La ricetta del Tapulone, il piatto più antico del Novarese
„La tradizione popolare racconta che nel XII secolo un gruppo di pellegrini di ritorno dal Lago d'Orta, vinti dalla fame, decisero di fermarsi in un luogo disabitato nelle vicinanze e di sacrificare il loro asino per potersi sfamare.
Per attenuarne la durezza, la carne fu tagliuzzata finemente con un coltello e cotta a lungo nel vino.

„La tradizione popolare racconta che nel XII secolo un gruppo di pellegrini di ritorno dal Lago d'Orta, vinti dalla fame, decisero di fermarsi in un luogo disabitato nelle vicinanze e di sacrificare il loro asino per potersi sfamare.
Per attenuarne la durezza, la carne fu tagliuzzata finemente con un coltello e cotta a lungo nel vino.

INGREDIENTI per 4 persone
2 spicchi d'aglio
un cucchiaio d'olio
250 ml di vino rosso
40 gr di lardo
sale, pepe, 3 chiodi di garofano e, naturalmente, qualche foglia di alloro
PROCEDIMENTO
Fate soffriggere l’aglio con le erbe aromatiche a fuoco vivo nell’olio, quindi aggiungete il lardo e la carne con il sale, il pepe ed i chiodi di garofano proseguendo la cottura a fuoco vivo per qualche minuto.
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Bagnate con il vino rosso abbassando la fiamma e dopo circa un’ora di cottura il tapulon del novarese è pronto.
Servite il tapulon ben caldo, accompagnandolo con polenta gialla o patate al forno ed un buon vino Barolo.
PROCEDIMENTO
Fate soffriggere l’aglio con le erbe aromatiche a fuoco vivo nell’olio, quindi aggiungete il lardo e la carne con il sale, il pepe ed i chiodi di garofano proseguendo la cottura a fuoco vivo per qualche minuto.
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Bagnate con il vino rosso abbassando la fiamma e dopo circa un’ora di cottura il tapulon del novarese è pronto.
Servite il tapulon ben caldo, accompagnandolo con polenta gialla o patate al forno ed un buon vino Barolo.
GNOCCHI DI PATATE ALLA TOMA PIEMONTESE
La salsa che accompagna questi gnocchi alla toma piemontese non è come la classica fonduta valdostana che prevede di aggiungere i tuorli d'uovo durante la fusione della Fontina. In questo caso è una salsa calda che unisce al formaggio piemontese il burro e il latte intero.
Originariamente le tome utilizzate in questa ricetta erano molto stagionate più adatte a essere grattugiate ma oggi difficilmente trovabili.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Patate 1 kg
tuorli d'uovo 2
olio d'oliva 1 cucchiaio
farina bianca 250 gr
burro 50gr
toma stagionata 180 gr
latte intero 180 gr
sale
pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene le patate e lessarle con la buccia per 40 minuti. Scolarle e sbucciarle ancora calde. Passare le patate nello schiacciapatate. Quando saranno intiepidite aggiungere i tuorli d'uovo, un pizzico di sale, la farina e un cucchiaio di olio d'oliva. Impastare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per 15 minuti.
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Preparare gli gnocchi, dividendo l'impasto in filoni e tagliandoli poi in cilindretti di circa un centimetro. Passare i gnocchi sui rebbi di una forchetta esercitandovi una leggera pressione. Questa operazione darà ai gnocchi le classiche rigature che consentono di raccogliere meglio il condimento.
Tagliare la toma piemontese (ottima quella di Lanzo) a fettine sottili e metterle in una casseruola con 50 gr di burro e il latte. Fondere la toma a fuoco molto lento, o ancora meglio a bagno-maria.
Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con una schiumarola non appena vengono a galla. Fateli saltare insieme alla salsa alla toma piemontese e servite ben caldi.
Potete accompagnare i gnocchi di patate alla toma piemontese con una buona bottiglia di Langhe Nebbiolo come questo: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/60-langhe-nebbiolo-doc.html
Originariamente le tome utilizzate in questa ricetta erano molto stagionate più adatte a essere grattugiate ma oggi difficilmente trovabili.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Patate 1 kg
tuorli d'uovo 2
olio d'oliva 1 cucchiaio
farina bianca 250 gr
burro 50gr
toma stagionata 180 gr
latte intero 180 gr
sale
pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene le patate e lessarle con la buccia per 40 minuti. Scolarle e sbucciarle ancora calde. Passare le patate nello schiacciapatate. Quando saranno intiepidite aggiungere i tuorli d'uovo, un pizzico di sale, la farina e un cucchiaio di olio d'oliva. Impastare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per 15 minuti.
Forse potrebbe interessarti anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2011/08/gnocchi-al-castelmagno.html
Preparare gli gnocchi, dividendo l'impasto in filoni e tagliandoli poi in cilindretti di circa un centimetro. Passare i gnocchi sui rebbi di una forchetta esercitandovi una leggera pressione. Questa operazione darà ai gnocchi le classiche rigature che consentono di raccogliere meglio il condimento.
Tagliare la toma piemontese (ottima quella di Lanzo) a fettine sottili e metterle in una casseruola con 50 gr di burro e il latte. Fondere la toma a fuoco molto lento, o ancora meglio a bagno-maria.
Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con una schiumarola non appena vengono a galla. Fateli saltare insieme alla salsa alla toma piemontese e servite ben caldi.
Potete accompagnare i gnocchi di patate alla toma piemontese con una buona bottiglia di Langhe Nebbiolo come questo: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/60-langhe-nebbiolo-doc.html
PENNE DI RISO ALLA CASTAGNA CON FUNGHI
Le penne di riso alle castagne, trafilate al bronzo, dall’aspetto poroso si adattano a sughi di vario tipo; in particolare ai funghi per assaporare a pieno il sapore della farina di castagna.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
400 gr. di penne di Riso alla Castagna
400 gr. funghi misti
prezzemolo q.b.
prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva.
PROCEDIMENTO
In una padella soffriggete lo spicchio d 'aglio con l’olio,
aggiungete e cuocete i funghi.
Nel frattempo tritate alcuni ciuffetti
di prezzemolo fresco.
Cuocete le penne di riso in abbondante acqua bollente
salata.
Scolate le penne e versatele nella padella con i funghi, terminate la
cottura con il sugo. Impiattate e spolverate con il prezzemolo tritato.
Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne, puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html
Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne, puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html
ZUPPA DI CASTAGNE
La zuppa di castagne è una ricetta tradizionale delle regioni di montagna. La cucina tradizionale piemontese aggiunge la farina ed il latte per addensare la zuppa. In passato,il giorno dopo, la zuppa di castagne piemontese veniva fatta raffreddare, tagliata a fette e fritta.
La tradizione piemontese chiama la zuppa di castagne con un termine dialettale che ne sottolinea la semplicità e rusticità degli ingredienti: Mach, che significa "solo, solamente".
INGREDIENTI Per 8 persone
1 kg di castagne secche
1 lt di latte
6 Cucchiai di farina bianca 00
sale
Potrebbe interessarti anche preparare questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/gnocchi-di-zucca-e-castagne.html
PREPARAZIONE:
Rompere in un mortaio le castagne secche.
Bollire le castagne in acqua calda per un'ora sino ad ottenere un composto denso e omogeneo.
Setacciare nel latte la farina mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Prova anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/10/risotto-alle-castagne.html
Aggiungere alla zuppa di castagne il latte e la farina
Salare e lasciare bollire per 20minuti a fuoco lento, mescolando ogni tanto.
La zuppa di castagne è un tipico piatto invernale da gusta caldo magari accompagnato da un ottimo Langhe Nebbiolo DOC.
La zuppa di castagne o "mach" è ottima però anche il giorno dopo, consumato freddo oppure fritto a fette in un poco di burro.
E per restare in tema potreste chiudere la cena con un dessert piemontese come le caldarroste sciroppate o una crema di marroni.
La tradizione piemontese chiama la zuppa di castagne con un termine dialettale che ne sottolinea la semplicità e rusticità degli ingredienti: Mach, che significa "solo, solamente".
INGREDIENTI Per 8 persone
1 kg di castagne secche
1 lt di latte
6 Cucchiai di farina bianca 00
sale
Potrebbe interessarti anche preparare questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/gnocchi-di-zucca-e-castagne.html
PREPARAZIONE:
Rompere in un mortaio le castagne secche.
Bollire le castagne in acqua calda per un'ora sino ad ottenere un composto denso e omogeneo.
Setacciare nel latte la farina mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Prova anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/10/risotto-alle-castagne.html
Aggiungere alla zuppa di castagne il latte e la farina
Salare e lasciare bollire per 20minuti a fuoco lento, mescolando ogni tanto.
La zuppa di castagne è un tipico piatto invernale da gusta caldo magari accompagnato da un ottimo Langhe Nebbiolo DOC.
La zuppa di castagne o "mach" è ottima però anche il giorno dopo, consumato freddo oppure fritto a fette in un poco di burro.
E per restare in tema potreste chiudere la cena con un dessert piemontese come le caldarroste sciroppate o una crema di marroni.
AGNOLOTTI ALLA CANAVESANA
Gli agnolotti alla canavesana sono una ricetta molto particolare perché in loro ripieno e costituito da un risotto. Il Canavese è il territorio a nord del Piemonte, il centro più importante è la città di Ivrea famosa per il suo carnevale storico.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
per la pasta
farina 400 gr
uova 4
sale
un cucchiaino parmigiano grattugiato
per la farcitura
carne di vitellone 400 gr
spalla di maiale 300 gr
riso 150 gr
burro 60 gr
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato 80 gr
spicchi d'aglio 2
rosmarino
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
noce moscata
per il brodo
manzo da bollito 200 gr
osso con midollo 1
sedano 1 gamba
carota 1
cipolla 1
Preparazione del ripieno
In una pentola capiente far bollire 1 l di acqua salata, aggiungere il sedano, la carota la cipolla precedentemente puliti e lavati, quindi la carne di manzo e le ossa con il loro midollo.
Lasciare cuocere per un'ora e a cottura ultimata togliere l'osso e filtrare il brodo.
Tagliare la carne di vitello ohne e di maiale in piccoli cubetti come uno spezzatino farli rosolare in una padella con 30 g di burro, l'aglio e il rosmarino tritati finemente. Salare bagnare con poco vino rosso e cuocere a fuoco medio coprendo con un coperchio. A cottura avvenuta tritare la carne e unirla al fondo di cottura.
Può interessarti anche questa ricetta: AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO
Preparare un risotto alla piemontese buttando il riso direttamente nel brodo bollente, cuocere per 20 minuti, finché il brodo non sia sarà completamente asciugato. Condire il riso ancora caldo con cinque cucchiai di parmigiano grattugiato e 30 g di burro.
In un contenitore mescolare la carne tritata il risotto le due uova, pepe, noce moscata e mescolare finché il composto non sarà ben omogeneo e morbido.
Preparazione della pasta
Preparare la pasta fresca disponendo a fontana 400 g di farina scavare un buco nel centro e rompere quattro uova, aggiungere sale, parmigiano grattugiato. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciare riposare coperto per 15 minuti.
Tirare la pasta con il mattarello ricavando due grandi sfoglie molto sottili. Disporre sulla prima sfoglia distanziate le une dalle altre piccole palline di ripieno aiutandosi con un sac a poche O con un piccolo cucchiaio.
Stendere sopra la sfoglia con ripieno l'altra sfoglia facendo combaciare bene i bordi, quindi premere con le dita della mano intorno al ripieno ed infine tagliare con l'apposita rotella tagliapasta dentellata. Lessare gli agnolotti in abbondante acqua salata e condirli con del sugo di arrosto.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
per la pasta
farina 400 gr
uova 4
sale
un cucchiaino parmigiano grattugiato
per la farcitura
carne di vitellone 400 gr
spalla di maiale 300 gr
riso 150 gr
burro 60 gr
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato 80 gr
spicchi d'aglio 2
rosmarino
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
noce moscata
per il brodo
manzo da bollito 200 gr
osso con midollo 1
sedano 1 gamba
carota 1
cipolla 1
Preparazione del ripieno
In una pentola capiente far bollire 1 l di acqua salata, aggiungere il sedano, la carota la cipolla precedentemente puliti e lavati, quindi la carne di manzo e le ossa con il loro midollo.
Lasciare cuocere per un'ora e a cottura ultimata togliere l'osso e filtrare il brodo.
Tagliare la carne di vitello ohne e di maiale in piccoli cubetti come uno spezzatino farli rosolare in una padella con 30 g di burro, l'aglio e il rosmarino tritati finemente. Salare bagnare con poco vino rosso e cuocere a fuoco medio coprendo con un coperchio. A cottura avvenuta tritare la carne e unirla al fondo di cottura.
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Preparare un risotto alla piemontese buttando il riso direttamente nel brodo bollente, cuocere per 20 minuti, finché il brodo non sia sarà completamente asciugato. Condire il riso ancora caldo con cinque cucchiai di parmigiano grattugiato e 30 g di burro.
In un contenitore mescolare la carne tritata il risotto le due uova, pepe, noce moscata e mescolare finché il composto non sarà ben omogeneo e morbido.
Preparazione della pasta
Preparare la pasta fresca disponendo a fontana 400 g di farina scavare un buco nel centro e rompere quattro uova, aggiungere sale, parmigiano grattugiato. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciare riposare coperto per 15 minuti.
Tirare la pasta con il mattarello ricavando due grandi sfoglie molto sottili. Disporre sulla prima sfoglia distanziate le une dalle altre piccole palline di ripieno aiutandosi con un sac a poche O con un piccolo cucchiaio.
Stendere sopra la sfoglia con ripieno l'altra sfoglia facendo combaciare bene i bordi, quindi premere con le dita della mano intorno al ripieno ed infine tagliare con l'apposita rotella tagliapasta dentellata. Lessare gli agnolotti in abbondante acqua salata e condirli con del sugo di arrosto.
CONIGLIO PIEMONTESE AI PEPERONI
Il coniglio piemontese ai peperoni è un piatto molto saporito e facile da preparare.
INGREDIENTI
1,5 KG coniglio
50 GR grasso di vitello
1 lt brodo
cinque peperoni
n 3 acciughe
n 3 spicchi d’aglio
burro
olio
sale
aceto
N 1 foglia di lauro
un rametto di rosmarino
Potrebbe interessarti leggere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2009/11/coniglio-alla-piemontese.html
PROCEDIMENTO
Pulire il coniglio e tagliarlo in grossi pezzi. In una padella sciogliere il grasso di vitello, il burro,una foglia di lauro, rosmarino e far soffriggere il coniglio.
Sgrassare e aggiungere il brodo.
Pulire i peperoni e tagliarli a fette. Farli soffriggere in una padella con le acciughe, gli spicchi d'aglio burro e olio. Lasciare cuocere girando bene.
Ti potrebbe piacere anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/coniglio-alle-castagne.html
Bagnare i peperoni con mezza tazza di aceto. Versare sul coniglio e completare la cottura.
I peperoni freschi si possono sostituire, a piacere, con i peperoni conservati nelle vinacce e aceto, i "pouvron smojà"; per preparare questo piatto anche in inverno. Un piatto dal sapore intenso da provare con un bicchiere di Ramìe, il vino delle montagne, lo puoi trovare qui: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/44-ramie.html
INGREDIENTI
1,5 KG coniglio
50 GR grasso di vitello
1 lt brodo
cinque peperoni
n 3 acciughe
n 3 spicchi d’aglio
burro
olio
sale
aceto
N 1 foglia di lauro
un rametto di rosmarino
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PROCEDIMENTO
Pulire il coniglio e tagliarlo in grossi pezzi. In una padella sciogliere il grasso di vitello, il burro,una foglia di lauro, rosmarino e far soffriggere il coniglio.
Sgrassare e aggiungere il brodo.
Pulire i peperoni e tagliarli a fette. Farli soffriggere in una padella con le acciughe, gli spicchi d'aglio burro e olio. Lasciare cuocere girando bene.
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Bagnare i peperoni con mezza tazza di aceto. Versare sul coniglio e completare la cottura.
I peperoni freschi si possono sostituire, a piacere, con i peperoni conservati nelle vinacce e aceto, i "pouvron smojà"; per preparare questo piatto anche in inverno. Un piatto dal sapore intenso da provare con un bicchiere di Ramìe, il vino delle montagne, lo puoi trovare qui: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/44-ramie.html
BRIOCHES ALLA CREMA GIANDUIA
La crema gianduia è uno dei prodotti più amati della cucina piemontese. Morbida e delicata crema di cioccolato e nocciole è ormai diventata famosa in tutto il mondo. Spesso viene spalmata semplicemente su fette di pane ma quando viene usata nei dolci li rende irraggiungibili, come in queste brioches alla crema giuanduia una ricetta tutta da provare.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di farina 00
10 gr di lievito di birra
80 gr di zucchero
60 gr di burro
200 ml di latte
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
250 gr di crema gianduia Dolcepiemonte
zucchero a velo
PROCEDIMENTO
In un pentolino far sciogliere il burro e lo zucchero in 150 ml di latte. Lasciare intiepidire
Nel restante latte, sciogliere il lievito.
Mettere la farina in una ciotola, formando un buco al centro, versare il composto di latte e lievito ed iniziare ad impastare
Aggiungere quindi il miele e la vaniglia. Impastare fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Quindi formare una sfera e lasciare lievitare per 3 ore.
Stendere con il mattarello l'impasto su una spianatoia infarinata fino a formare un rettangolo.
Potrebbe interessarti anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/10/tortine-al-mascarpone-e-crema-gianduia.html
Ricoprire interamente con uno strato di crema gianduia.
Arrotolare l'impasto così da ottenere un salsicciotto. Poi riporre in frigo a riposare per 30 minuti.
Con un coltello, tagliare il rotolo in 2 parti per il lungo. Intrecciare sovrapponendo delicatamente i due lembi e chiudere bene le estremità.
Adagiare la treccia alla crema gianduia così ottenuta su una teglia ricoperta da carta forno e lasciare lievitare per altri 30 minuti.
Spennellare con un po' di latte, infornate la treccia a 180°C in forno ventilato preriscaldato e cuocere per circa 30 minuti.
Lasciare intiepidire, ricoprire la brioche alla crema gianduia con lo zucchero a velo e servire.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di farina 00
10 gr di lievito di birra
80 gr di zucchero
60 gr di burro
200 ml di latte
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
250 gr di crema gianduia Dolcepiemonte
zucchero a velo
PROCEDIMENTO
In un pentolino far sciogliere il burro e lo zucchero in 150 ml di latte. Lasciare intiepidire
Nel restante latte, sciogliere il lievito.
Mettere la farina in una ciotola, formando un buco al centro, versare il composto di latte e lievito ed iniziare ad impastare
Aggiungere quindi il miele e la vaniglia. Impastare fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.
Quindi formare una sfera e lasciare lievitare per 3 ore.
Stendere con il mattarello l'impasto su una spianatoia infarinata fino a formare un rettangolo.
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Ricoprire interamente con uno strato di crema gianduia.
Arrotolare l'impasto così da ottenere un salsicciotto. Poi riporre in frigo a riposare per 30 minuti.
Con un coltello, tagliare il rotolo in 2 parti per il lungo. Intrecciare sovrapponendo delicatamente i due lembi e chiudere bene le estremità.
Adagiare la treccia alla crema gianduia così ottenuta su una teglia ricoperta da carta forno e lasciare lievitare per altri 30 minuti.
Spennellare con un po' di latte, infornate la treccia a 180°C in forno ventilato preriscaldato e cuocere per circa 30 minuti.
Lasciare intiepidire, ricoprire la brioche alla crema gianduia con lo zucchero a velo e servire.
PESCHE DEL PIEMONTE AL MOSCATO
Le pesche al Moscato sono un'altra ricetta tipica della cucina piemontese. In particolare si possono realizzare con una specialità del Piemonte come le pesche di Volpedo, località di pianura vicino ad Alessandria, in questa ricetta si abbina ad un'altra specialità piemontese come il Moscato D'Asti.
La pesca di Volpedo si sviluppò intorno al 1920 a Volpeglino, un piccolo comune del territorio, grazie a una felice intuizione del Cav. Guidobono che propose un’alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale. Vengono raccolte quando sono il più vicino possibile alla maturazione: la permanenza prolungata sulle piante ne esalta il colore e il profumo. Nel 1999, la pesca viene inserita tra i prodotti agroalimentare Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare
INGREDIENTI:
1 kg di pesche
200 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di Moscato d’Asti
scorza d'arancia
15 gr di gelatina
PREPARAZIONE DELLA RICETTA:
In una casseruola mettere la scorza d'arancia, lo zucchero e 3 bicchieri d'acqua, mettere sul fuoco e far bollire mescolando continuamente. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto la sciare raffreddare.
Rimuovere la scorza d'arancio dallo sciroppo e versarne mezzo bicchiere in un pentolino. Unire la gelatina e lasciarla ammorbidire. Lasciare sul fuoco fino al completo scioglimento della gelatina.
Lasciare raffreddare ed unirvi lo sciroppo rimanente, aggiungere il vino Moscato.
Puoi anche leggere questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2015/04/persi-pien.html
Sul fondo di uno stampo da plumcake versare uno strato di gelatina e lasciarlo indurire in frigo. Se utilizzate lo stesso procedimento in stampi singoli monodose avrete meno problemi a tagliare il dolce.
Lavare e pelare le pesche, tagliarle a fette. Foderare lo stampo co le fette di pesca e ricoprire con altra gelatina.
La pesca di Volpedo si sviluppò intorno al 1920 a Volpeglino, un piccolo comune del territorio, grazie a una felice intuizione del Cav. Guidobono che propose un’alternativa alla viticoltura dopo che la fillossera aveva distrutto, negli anni Venti, gran parte della viticoltura locale. Vengono raccolte quando sono il più vicino possibile alla maturazione: la permanenza prolungata sulle piante ne esalta il colore e il profumo. Nel 1999, la pesca viene inserita tra i prodotti agroalimentare Tradizionali (P.A.T.,) per il suo sapore delicato e particolare
INGREDIENTI:
1 kg di pesche
200 gr di zucchero semolato
2 bicchieri di Moscato d’Asti
scorza d'arancia
15 gr di gelatina
PREPARAZIONE DELLA RICETTA:
In una casseruola mettere la scorza d'arancia, lo zucchero e 3 bicchieri d'acqua, mettere sul fuoco e far bollire mescolando continuamente. Quando lo zucchero sarà completamente sciolto la sciare raffreddare.
Rimuovere la scorza d'arancio dallo sciroppo e versarne mezzo bicchiere in un pentolino. Unire la gelatina e lasciarla ammorbidire. Lasciare sul fuoco fino al completo scioglimento della gelatina.
Lasciare raffreddare ed unirvi lo sciroppo rimanente, aggiungere il vino Moscato.
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Sul fondo di uno stampo da plumcake versare uno strato di gelatina e lasciarlo indurire in frigo. Se utilizzate lo stesso procedimento in stampi singoli monodose avrete meno problemi a tagliare il dolce.
Lavare e pelare le pesche, tagliarle a fette. Foderare lo stampo co le fette di pesca e ricoprire con altra gelatina.
Rimettere in frigorifero per qualche minuto. Ripetere l'operazione formando più strati e terminando con la gelatina per proteggere la frutta e renderla lucida.
Potrebbe interessarti anche leggere: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2013/09/pesche-agli-amaretti-e-cioccolato.html
Lasciare riposare le pesche del Piemonte al Moscato per alcune ore in frigorifero.
Sformare le pesce del Piemonte al Moscato nel piatto da portata, lasciare intiepidire a temperatura ambiente e servire accompagnando con gelato o con dello zabaione al Moscato.
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TARTUFI DI CIOCCOLATO ALLA CANNELLA
Ecco un dolce a cui è difficile resistere, i tartufi di cioccolato alla cannella sono dei buonissimi e golosi cioccolatini. I tartufi dolci sono una preparazione classica della pasticceria piemontese in questa ricetta hanno un sapore più "esotico" grazie alla cannella.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
- cioccolato al latte 150 gr
- cioccolato fondente 40 gr
- cacao amaro in polvere 60 gr
- panna da montare 60 ml
- stecca di cannella
- burro 25 gr
- cannella in polvere mezzo cucchiaino
PROCEDIMENTO
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente grattugiare i due tipi di cioccolato al latte e fondente. Mettere la panna da montare in un pentolino con la stecca di cannella e far bollire.
Potrebbe interessarti anche questa ricetta: cioccolatini alle castagne.
Mescolare il cioccolato con la panna fino ad ottenere una crema omogenea. Unire il burro e continuare a mescolare. Mettere il composto in una ciotola con della carta da forno e far raffreddare.
Lasciare riposare la ciotola in frigo per 2 o 3 ore coprendolo con della pellicola trasparente.
Con un cucchiaio ricavare delle palline dal composto e modellarle tra le mani precedentemente inumidite. Disporre i tartufi su una teglia e lasciarle qualche minuto in frigorifero. Mescolare il cacao e la cannella in un piatto e farvi rotolare i tartufi alla cannella.
Conservare i tartufi in frigorifero per farli rassodare. Consigliamo di apprezzare questi tartufi di cioccolato alla cannella con un Passito di Erbaluce di Caluso, dolce ed avvolgente.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
- cioccolato al latte 150 gr
- cioccolato fondente 40 gr
- cacao amaro in polvere 60 gr
- panna da montare 60 ml
- stecca di cannella
- burro 25 gr
- cannella in polvere mezzo cucchiaino
PROCEDIMENTO
Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente grattugiare i due tipi di cioccolato al latte e fondente. Mettere la panna da montare in un pentolino con la stecca di cannella e far bollire.
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Mescolare il cioccolato con la panna fino ad ottenere una crema omogenea. Unire il burro e continuare a mescolare. Mettere il composto in una ciotola con della carta da forno e far raffreddare.
Lasciare riposare la ciotola in frigo per 2 o 3 ore coprendolo con della pellicola trasparente.
Con un cucchiaio ricavare delle palline dal composto e modellarle tra le mani precedentemente inumidite. Disporre i tartufi su una teglia e lasciarle qualche minuto in frigorifero. Mescolare il cacao e la cannella in un piatto e farvi rotolare i tartufi alla cannella.
Conservare i tartufi in frigorifero per farli rassodare. Consigliamo di apprezzare questi tartufi di cioccolato alla cannella con un Passito di Erbaluce di Caluso, dolce ed avvolgente.
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