Il risotto alla piemontese è una ricetta dal gusto forte che proviene dalla tradizione contadina.
Ingredienti per 4 porzioni:
400 g riso Carnaroli
125 g di funghi Porcini
150 g di fegatini di pollo tagliati finemente
1 cipolla tritata finemente
1 lt di brodo di pollo
200 g di burro
200 g di Parmigiano Reggiano
1 bicchiere di vino bianco
Procedimento:
Sciogliere il burro nella padella e far rosolare la cipolla.
Versare il riso Carnaroli e lasciare imbiancare per un paio di minuti, quindi bagnare con il vino bianco e lasciare evaporare completamente.
Aggiungere i porcini, i fegatini e mescolare, aggiungere man mano il brodo per circa 18 minuti.
Quando il risotto sarà quasi pronto mantecare con il parmigiano e il burro rimanente. Servire ben caldo.
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CREMA DI FAGIOLI DI SALUGGIA E ORZO
Questa ricetta della crema di fagioli di Saluggia e orzo è un piatto molto sostanzioso ideale nelle fredde giornate invernali. Una ricetta della cucina povera che oggi viene riscoperta per le ottime caratteristiche organolettiche e nutritive.
ingredienti per sei persone
250 g di fagioli di Saluggia secchi Dolcepiemonte
100 g di orzo
2 carote
1 gamba di sedano
1 cipolla
un quarto di litro di olio
2 pomodori maturi
sale
pepe
Preparazione
Preparazione
Mettere a bagno i fagioli di Saluggia per una notte in acqua fredda.
Lessare i fagioli di Saluggia. Mettere a bagno, sempre in acqua fredda, l'orzo per un’ora, farlo bollire 20 minuti circa e scolarlo.
Tagliare a fettine le carote, il sedano e la cipolla e soffriggere in un tegame con l’olio.
Quando le verdure saranno appassite unire i fagioli di Saluggia, salare e pepare, cuocere ancora per 20 minuti, aggiungere i pomodori e cuocere per altri 20 minuti.
Passare il tutto al passaverdure, aggiungere un po’ d’acqua se risulta troppo denso e mettere di nuovo sul fuoco.
Aggiungere l’orzo e fare cuocere per altri cinque minuti.
Servire la crema di fagioli di Saluggia e orzo ben calda magari accompagnata con un bicchiere di vino Ramìe, un vino robusto di montagna.
PLIN AL TARTUFO E FORMAGGIO DI CAPRA
I plin sono un tipo di pasta tradizionale piemontese caratterizzati dalla classica forma con il pizzicotto. In questa ricetta i plin vengono accompagnati con due sapori forti come il tartufo ed il formaggio di capra.
Ingredienti per quattro persone
200 g di pasta fresca all’uovo
PREPARAZIONE
Ingredienti per quattro persone
200 g di pasta fresca all’uovo
50 g di ricotta
50 g di patate lesse
50 g di burro
un cucchiaio di pasta di tartufo
2 cl di brodo di carne
parmigiano reggiano
sale
pepe
PREPARAZIONE
Schiacciare le patate lessate, unire la ricotta, il formaggio di capra, la pasta di tartufo, salare e pepare. Mescolare bene il tutto.
Stendere la pasta fresca sul tavolo, dosare il composto a intervalli regolari sopra la pasta e formare i classici ravioli del plin.
Cuocere i plin in abbondante acqua salata.
In una pentola fondere il burro con il brodo e le fette di tartufo nero, unire i plin precedentemente cotti, aggiungere il parmigiano insaporire e infine servire nei piatti con altre fette di tartufo piemontese.
RISO NERO VENERE AL CURRY E ROBIOLA
Questa ricetta del riso nero Venere al curry e robiola è una elaborazione "esotica" di un riso tipico piemontese. Il riso nero è una qualità originaria del Piemonte dall’aroma di nocciola.
Il riso nero Venere è molto indicato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre il colore nero di questo particolare riso è particolarmente scenografico.
Potrebbero interessarti anche queste ricette tipiche piemontesi: la panissa vercellese e la paniscia novarese.
INGREDIENTI per 4 persone
Riso nero Venere 320 g
Pisellini 200 g
Curry 5 g
Cipolle 50 g
Olio extravergine d'oliva 40 g
Robiola piemontese 40 g
Brodo vegetale 1 l
PROCEDIMENTO
Versare il riso nero Venere in acqua fredda e salata. Quando inizierà a bollire far cuocere per 15 minuti, scolarlo versando l'acqua rimasta nel resto del brodo per mantenere tutte le caratteristiche nutritive del riso nero.
Intanto tagliare la cipolla in joulienne e farla soffriggere.
Versare il riso nero cotto nella pentola della cipolla, lasciarlo rosolare, bagnare con del vino bianco secco.
Il riso nero Venere è molto indicato per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue. Inoltre il colore nero di questo particolare riso è particolarmente scenografico.
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INGREDIENTI per 4 persone
Riso nero Venere 320 g
Pisellini 200 g
Curry 5 g
Cipolle 50 g
Olio extravergine d'oliva 40 g
Robiola piemontese 40 g
Brodo vegetale 1 l
PROCEDIMENTO
Versare il riso nero Venere in acqua fredda e salata. Quando inizierà a bollire far cuocere per 15 minuti, scolarlo versando l'acqua rimasta nel resto del brodo per mantenere tutte le caratteristiche nutritive del riso nero.
Intanto tagliare la cipolla in joulienne e farla soffriggere.
Versare il riso nero cotto nella pentola della cipolla, lasciarlo rosolare, bagnare con del vino bianco secco.
Quando il vino sarà evaporato aggiungere i piselli e bagnare a intervalli regolari con il brodo.
Aggiungere il curry.
Cuocere per circa 15 minuti, a fine cottura mantecare con la robiola piemontese.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/
Aggiungere il curry.
Cuocere per circa 15 minuti, a fine cottura mantecare con la robiola piemontese.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate su http://cucinapiemontese.blogspot.it/
GNOCCHI DI PATATE ALLA TOMA PIEMONTESE
La salsa che accompagna questi gnocchi alla toma piemontese non è come la classica fonduta valdostana che prevede di aggiungere i tuorli d'uovo durante la fusione della Fontina. In questo caso è una salsa calda che unisce al formaggio piemontese il burro e il latte intero.
Originariamente le tome utilizzate in questa ricetta erano molto stagionate più adatte a essere grattugiate ma oggi difficilmente trovabili.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Patate 1 kg
tuorli d'uovo 2
olio d'oliva 1 cucchiaio
farina bianca 250 gr
burro 50gr
toma stagionata 180 gr
latte intero 180 gr
sale
pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene le patate e lessarle con la buccia per 40 minuti. Scolarle e sbucciarle ancora calde. Passare le patate nello schiacciapatate. Quando saranno intiepidite aggiungere i tuorli d'uovo, un pizzico di sale, la farina e un cucchiaio di olio d'oliva. Impastare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per 15 minuti.
Forse potrebbe interessarti anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2011/08/gnocchi-al-castelmagno.html
Preparare gli gnocchi, dividendo l'impasto in filoni e tagliandoli poi in cilindretti di circa un centimetro. Passare i gnocchi sui rebbi di una forchetta esercitandovi una leggera pressione. Questa operazione darà ai gnocchi le classiche rigature che consentono di raccogliere meglio il condimento.
Tagliare la toma piemontese (ottima quella di Lanzo) a fettine sottili e metterle in una casseruola con 50 gr di burro e il latte. Fondere la toma a fuoco molto lento, o ancora meglio a bagno-maria.
Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con una schiumarola non appena vengono a galla. Fateli saltare insieme alla salsa alla toma piemontese e servite ben caldi.
Potete accompagnare i gnocchi di patate alla toma piemontese con una buona bottiglia di Langhe Nebbiolo come questo: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/60-langhe-nebbiolo-doc.html
Originariamente le tome utilizzate in questa ricetta erano molto stagionate più adatte a essere grattugiate ma oggi difficilmente trovabili.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
Patate 1 kg
tuorli d'uovo 2
olio d'oliva 1 cucchiaio
farina bianca 250 gr
burro 50gr
toma stagionata 180 gr
latte intero 180 gr
sale
pepe
PREPARAZIONE
Lavare bene le patate e lessarle con la buccia per 40 minuti. Scolarle e sbucciarle ancora calde. Passare le patate nello schiacciapatate. Quando saranno intiepidite aggiungere i tuorli d'uovo, un pizzico di sale, la farina e un cucchiaio di olio d'oliva. Impastare bene il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare per 15 minuti.
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Tagliare la toma piemontese (ottima quella di Lanzo) a fettine sottili e metterle in una casseruola con 50 gr di burro e il latte. Fondere la toma a fuoco molto lento, o ancora meglio a bagno-maria.
Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, scolandoli con una schiumarola non appena vengono a galla. Fateli saltare insieme alla salsa alla toma piemontese e servite ben caldi.
Potete accompagnare i gnocchi di patate alla toma piemontese con una buona bottiglia di Langhe Nebbiolo come questo: http://www.dolcepiemonte.com/it/vini-bianchi-rossi-tipici-piemontesi/60-langhe-nebbiolo-doc.html
PENNE DI RISO ALLA CASTAGNA CON FUNGHI
Le penne di riso alle castagne, trafilate al bronzo, dall’aspetto poroso si adattano a sughi di vario tipo; in particolare ai funghi per assaporare a pieno il sapore della farina di castagna.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
400 gr. di penne di Riso alla Castagna
400 gr. funghi misti
prezzemolo q.b.
prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva.
PROCEDIMENTO
In una padella soffriggete lo spicchio d 'aglio con l’olio,
aggiungete e cuocete i funghi.
Nel frattempo tritate alcuni ciuffetti
di prezzemolo fresco.
Cuocete le penne di riso in abbondante acqua bollente
salata.
Scolate le penne e versatele nella padella con i funghi, terminate la
cottura con il sugo. Impiattate e spolverate con il prezzemolo tritato.
Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne, puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html
Per finire in bellezza, se sei un amante delle castagne, puoi provare questa delizia http://www.dolcepiemonte.com/it/frutta-e-confetture/22-caldarroste-sciroppate.html
ZUPPA DI CASTAGNE
La zuppa di castagne è una ricetta tradizionale delle regioni di montagna. La cucina tradizionale piemontese aggiunge la farina ed il latte per addensare la zuppa. In passato,il giorno dopo, la zuppa di castagne piemontese veniva fatta raffreddare, tagliata a fette e fritta.
La tradizione piemontese chiama la zuppa di castagne con un termine dialettale che ne sottolinea la semplicità e rusticità degli ingredienti: Mach, che significa "solo, solamente".
INGREDIENTI Per 8 persone
1 kg di castagne secche
1 lt di latte
6 Cucchiai di farina bianca 00
sale
Potrebbe interessarti anche preparare questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2014/10/gnocchi-di-zucca-e-castagne.html
PREPARAZIONE:
Rompere in un mortaio le castagne secche.
Bollire le castagne in acqua calda per un'ora sino ad ottenere un composto denso e omogeneo.
Setacciare nel latte la farina mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Prova anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/10/risotto-alle-castagne.html
Aggiungere alla zuppa di castagne il latte e la farina
Salare e lasciare bollire per 20minuti a fuoco lento, mescolando ogni tanto.
La zuppa di castagne è un tipico piatto invernale da gusta caldo magari accompagnato da un ottimo Langhe Nebbiolo DOC.
La zuppa di castagne o "mach" è ottima però anche il giorno dopo, consumato freddo oppure fritto a fette in un poco di burro.
E per restare in tema potreste chiudere la cena con un dessert piemontese come le caldarroste sciroppate o una crema di marroni.
La tradizione piemontese chiama la zuppa di castagne con un termine dialettale che ne sottolinea la semplicità e rusticità degli ingredienti: Mach, che significa "solo, solamente".
INGREDIENTI Per 8 persone
1 kg di castagne secche
1 lt di latte
6 Cucchiai di farina bianca 00
sale
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PREPARAZIONE:
Rompere in un mortaio le castagne secche.
Bollire le castagne in acqua calda per un'ora sino ad ottenere un composto denso e omogeneo.
Setacciare nel latte la farina mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Prova anche questa ricetta: http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/10/risotto-alle-castagne.html
Aggiungere alla zuppa di castagne il latte e la farina
Salare e lasciare bollire per 20minuti a fuoco lento, mescolando ogni tanto.
La zuppa di castagne è un tipico piatto invernale da gusta caldo magari accompagnato da un ottimo Langhe Nebbiolo DOC.
La zuppa di castagne o "mach" è ottima però anche il giorno dopo, consumato freddo oppure fritto a fette in un poco di burro.
E per restare in tema potreste chiudere la cena con un dessert piemontese come le caldarroste sciroppate o una crema di marroni.
AGNOLOTTI ALLA CANAVESANA
Gli agnolotti alla canavesana sono una ricetta molto particolare perché in loro ripieno e costituito da un risotto. Il Canavese è il territorio a nord del Piemonte, il centro più importante è la città di Ivrea famosa per il suo carnevale storico.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
per la pasta
farina 400 gr
uova 4
sale
un cucchiaino parmigiano grattugiato
per la farcitura
carne di vitellone 400 gr
spalla di maiale 300 gr
riso 150 gr
burro 60 gr
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato 80 gr
spicchi d'aglio 2
rosmarino
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
noce moscata
per il brodo
manzo da bollito 200 gr
osso con midollo 1
sedano 1 gamba
carota 1
cipolla 1
Preparazione del ripieno
In una pentola capiente far bollire 1 l di acqua salata, aggiungere il sedano, la carota la cipolla precedentemente puliti e lavati, quindi la carne di manzo e le ossa con il loro midollo.
Lasciare cuocere per un'ora e a cottura ultimata togliere l'osso e filtrare il brodo.
Tagliare la carne di vitello ohne e di maiale in piccoli cubetti come uno spezzatino farli rosolare in una padella con 30 g di burro, l'aglio e il rosmarino tritati finemente. Salare bagnare con poco vino rosso e cuocere a fuoco medio coprendo con un coperchio. A cottura avvenuta tritare la carne e unirla al fondo di cottura.
Può interessarti anche questa ricetta: AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO
Preparare un risotto alla piemontese buttando il riso direttamente nel brodo bollente, cuocere per 20 minuti, finché il brodo non sia sarà completamente asciugato. Condire il riso ancora caldo con cinque cucchiai di parmigiano grattugiato e 30 g di burro.
In un contenitore mescolare la carne tritata il risotto le due uova, pepe, noce moscata e mescolare finché il composto non sarà ben omogeneo e morbido.
Preparazione della pasta
Preparare la pasta fresca disponendo a fontana 400 g di farina scavare un buco nel centro e rompere quattro uova, aggiungere sale, parmigiano grattugiato. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciare riposare coperto per 15 minuti.
Tirare la pasta con il mattarello ricavando due grandi sfoglie molto sottili. Disporre sulla prima sfoglia distanziate le une dalle altre piccole palline di ripieno aiutandosi con un sac a poche O con un piccolo cucchiaio.
Stendere sopra la sfoglia con ripieno l'altra sfoglia facendo combaciare bene i bordi, quindi premere con le dita della mano intorno al ripieno ed infine tagliare con l'apposita rotella tagliapasta dentellata. Lessare gli agnolotti in abbondante acqua salata e condirli con del sugo di arrosto.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE
per la pasta
farina 400 gr
uova 4
sale
un cucchiaino parmigiano grattugiato
per la farcitura
carne di vitellone 400 gr
spalla di maiale 300 gr
riso 150 gr
burro 60 gr
uova 2
parmigiano reggiano grattugiato 80 gr
spicchi d'aglio 2
rosmarino
mezzo bicchiere di vino rosso
sale
pepe
noce moscata
per il brodo
manzo da bollito 200 gr
osso con midollo 1
sedano 1 gamba
carota 1
cipolla 1
Preparazione del ripieno
In una pentola capiente far bollire 1 l di acqua salata, aggiungere il sedano, la carota la cipolla precedentemente puliti e lavati, quindi la carne di manzo e le ossa con il loro midollo.
Lasciare cuocere per un'ora e a cottura ultimata togliere l'osso e filtrare il brodo.
Tagliare la carne di vitello ohne e di maiale in piccoli cubetti come uno spezzatino farli rosolare in una padella con 30 g di burro, l'aglio e il rosmarino tritati finemente. Salare bagnare con poco vino rosso e cuocere a fuoco medio coprendo con un coperchio. A cottura avvenuta tritare la carne e unirla al fondo di cottura.
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Preparare un risotto alla piemontese buttando il riso direttamente nel brodo bollente, cuocere per 20 minuti, finché il brodo non sia sarà completamente asciugato. Condire il riso ancora caldo con cinque cucchiai di parmigiano grattugiato e 30 g di burro.
In un contenitore mescolare la carne tritata il risotto le due uova, pepe, noce moscata e mescolare finché il composto non sarà ben omogeneo e morbido.
Preparazione della pasta
Preparare la pasta fresca disponendo a fontana 400 g di farina scavare un buco nel centro e rompere quattro uova, aggiungere sale, parmigiano grattugiato. Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, lasciare riposare coperto per 15 minuti.
Tirare la pasta con il mattarello ricavando due grandi sfoglie molto sottili. Disporre sulla prima sfoglia distanziate le une dalle altre piccole palline di ripieno aiutandosi con un sac a poche O con un piccolo cucchiaio.
Stendere sopra la sfoglia con ripieno l'altra sfoglia facendo combaciare bene i bordi, quindi premere con le dita della mano intorno al ripieno ed infine tagliare con l'apposita rotella tagliapasta dentellata. Lessare gli agnolotti in abbondante acqua salata e condirli con del sugo di arrosto.
RISOTTO CON ZUCCA, FAGIOLI E TOMINI AL TARTUFO
Ho mangiato questo risotto alla zucca, fagioli e tomini al tartufo in un ristorante del novarese e l'ho apprezzato molto. Un piatto unico che unisce prodotti con un alto apporto calorico come i fagioli e i tomini (classico formaggio piemontese) con il profumo unico del tartufo e il gusto dolce della zucca.
INGREDIENTI: Per 6 persone
500 gr di riso Carnaroli
500 gr di zucca
280 gr di tomini al tartufo Dolcepiemonte
200 gr di fagioli borlotti freschi
100 gr di burro Grana Padano grattugiato
30 gr di burro
1 cipolla
vino bianco secco
brodo vegetale
olio d'oliva
alloro
Procedimento:
Pulire la zucca, tagliarla a cubetti .
Lessare i fagioli in un litro d'acqua.
Tagliare la cipolla in joulienne e farla rosolare in padella, aggiungere il riso carnaroli, lasciarlo sbiancare, aggiungere la zucca a cubetti e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato continuare la cottura bagnando con il brodo.

Tagliare i tomini al tartufo a lamelle sottili. A fine cottura del risotto aggiungere le lamelle di tomini tenendone un po' per decorare e i fagioli già cotti.
Il risotto deve presentarsi cremoso e denso. Servire il risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo ben caldo decorando con le lamelle di tartufo e di tomini rimasti.
Potete trovare i tomini al tartufo sul sito www.dolcepiemonte.com un e-commerce di prodotti tipici piemontesi di alta qualità.
| risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo |
INGREDIENTI: Per 6 persone
500 gr di riso Carnaroli
500 gr di zucca
280 gr di tomini al tartufo Dolcepiemonte
200 gr di fagioli borlotti freschi
100 gr di burro Grana Padano grattugiato
30 gr di burro
1 cipolla
vino bianco secco
brodo vegetale
olio d'oliva
alloro
Procedimento:
Pulire la zucca, tagliarla a cubetti .
Lessare i fagioli in un litro d'acqua.
Tagliare la cipolla in joulienne e farla rosolare in padella, aggiungere il riso carnaroli, lasciarlo sbiancare, aggiungere la zucca a cubetti e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato continuare la cottura bagnando con il brodo.
Tagliare i tomini al tartufo a lamelle sottili. A fine cottura del risotto aggiungere le lamelle di tomini tenendone un po' per decorare e i fagioli già cotti.
Il risotto deve presentarsi cremoso e denso. Servire il risotto con zucca, fagioli e tomini al tartufo ben caldo decorando con le lamelle di tartufo e di tomini rimasti.
Potete trovare i tomini al tartufo sul sito www.dolcepiemonte.com un e-commerce di prodotti tipici piemontesi di alta qualità.
AGNOLOTTI AI FUNGHI CON FONDUTA DI RASCHERA AL TARTUFO
Gli agnolotti ai funghi con fonduta di Raschera al tartufo è un ricetta con tanti profumi del Piemonte. Il Raschera è un formaggio delle montagne vicino a Cuneo che ben si sposa con il gusto dei funghi e il profumo del tartufo piemontese.
INGREDIENTI per 4 persone
- 200 g di farina di segale
- 200 g di funghi porcini puliti
- 2 uova e 2 tuorli
- 170 g di Raschera
- 2 dl di latte tiepido
- 200 g di farina di grano tenero
- 1 scalogno tritato
- 40 g di burro
- 10 g di crema ai tartufi piemontesi
- sale e pepe bianco in grani
PROCEDIMENTO
Privare il Raschera della crosta e tagliarlo a cubetti, lasciare il formaggio a mollo in 1 dl di latte tiepido per 1 ora circa.
Nel frattempo preparare la pasta, mescolare le farine, le uova, il sale e il latte rimasto, lavorare l'impasto per 15 minuti e lasciatelo riposare, per mezz'ora circa, coperto.
Preparare il ripieno. Soffriggere lo scalogno tritato in un tegame con 20 g di burro, poi unirvi i funghi affettati e cuocerli per 5 minuti; salare, pepare e lasciare raffreddare, quindi tritare il tutto.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile e distribuire su metà di questa tanti mucchietti di ripieno a distanza di 5 cm l'uno dall'altro. Ripiegare la sfoglia, premendola per farla aderire e tagliare i ravioli a quadrati di 4 cm di lato circa con l'apposita rotella.
Preparate il condimento. Sciogliete il burro rimasto in un tegamino, unire il Raschera e il latte tiepido, alzare la fiamma e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire i tuorli, uno alla volta, la crema di tartufi, poco pepe e lasciare addensare per qualche minuto.
Lessare gli agnolotti, scolarli al dente, condirli con la fonduta di Raschera, decorare con alcune fette di tartufo piemontese e servire.
INGREDIENTI per 4 persone
- 200 g di farina di segale
- 200 g di funghi porcini puliti
- 2 uova e 2 tuorli
- 170 g di Raschera
- 2 dl di latte tiepido
- 200 g di farina di grano tenero
- 1 scalogno tritato
- 40 g di burro
- 10 g di crema ai tartufi piemontesi
- sale e pepe bianco in grani
PROCEDIMENTO
Privare il Raschera della crosta e tagliarlo a cubetti, lasciare il formaggio a mollo in 1 dl di latte tiepido per 1 ora circa.
Nel frattempo preparare la pasta, mescolare le farine, le uova, il sale e il latte rimasto, lavorare l'impasto per 15 minuti e lasciatelo riposare, per mezz'ora circa, coperto.
Preparare il ripieno. Soffriggere lo scalogno tritato in un tegame con 20 g di burro, poi unirvi i funghi affettati e cuocerli per 5 minuti; salare, pepare e lasciare raffreddare, quindi tritare il tutto.
Stendere la pasta in una sfoglia sottile e distribuire su metà di questa tanti mucchietti di ripieno a distanza di 5 cm l'uno dall'altro. Ripiegare la sfoglia, premendola per farla aderire e tagliare i ravioli a quadrati di 4 cm di lato circa con l'apposita rotella.
Preparate il condimento. Sciogliete il burro rimasto in un tegamino, unire il Raschera e il latte tiepido, alzare la fiamma e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire i tuorli, uno alla volta, la crema di tartufi, poco pepe e lasciare addensare per qualche minuto.
Lessare gli agnolotti, scolarli al dente, condirli con la fonduta di Raschera, decorare con alcune fette di tartufo piemontese e servire.
GNOCCHI DI POLENTA E FORMAGGIO
I gnocchi di polenta e formaggio sono un piatto unico molto nutriente, una ricetta tipica della cucina piemontese delle valli di Lanzo in provincia di Torino. Tipica di questi luoghi è infatti l'usanza di cuocere la polenta in un passato di patate. In questa ricetta i gnocchi sono di patate e polenta "concia" come si chiama la polenta con il formaggio fuso dentro.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
- patate 500 gr
- farina di mais integrale 350 gr
- toma piemontese 250 gr
- burro 40 gr
- sale
PROCEDIMENTO:
Pelare le patate, lavarle e farle cuocere in abbondante acqua salata.
Scolare le patate con una schiumarola e schiacciarle nella stessa acqua di cottura. Aggiungere la farina di mais a pioggia mescolando bene sul fuoco lento e cuocere per almeno 40 minuti mescolando senza fermarsi con un cucchiaio di legno.
Versare la polenta su un tavolo e lasciarla raffreddare.
Formare dei gnocchi con un cucchiaio prelevando la polenta dal tavolo e disporli su una teglia precedentemente imburrata.
INGREDIENTI PER 6 PERSONE:
- patate 500 gr
- farina di mais integrale 350 gr
- toma piemontese 250 gr
- burro 40 gr
- sale
PROCEDIMENTO:
Pelare le patate, lavarle e farle cuocere in abbondante acqua salata.
Scolare le patate con una schiumarola e schiacciarle nella stessa acqua di cottura. Aggiungere la farina di mais a pioggia mescolando bene sul fuoco lento e cuocere per almeno 40 minuti mescolando senza fermarsi con un cucchiaio di legno.
Aggiungere 20 g di burro e la Toma piemontese tagliata a cubetti mescolare bene fino a far sciogliere completamente il formaggio.
Versare la polenta su un tavolo e lasciarla raffreddare.
Formare dei gnocchi con un cucchiaio prelevando la polenta dal tavolo e disporli su una teglia precedentemente imburrata.
Cospargere i gnocchi con la restante Toma tagliata a scaglie e qualche fiocchetto di burro. Lasciare gratinare in forno finché non saranno ben dorati.
Servire i gnocchi di polenta e formaggio con un robusto vino rosso piemontese come il Langhe Nebbiolo DOC.
LE "CABIETTES" DI ROCHEMOLLES
Le "Cabiettes" di Rochemolles sono una ricetta tradizionale dell'alta Valle di Susa. Rochemolles è una frazione di Bardonecchia.
Una delle ricette della cucina piemontese montanara dal sapore deciso e sostanzioso. Le "cabiettes" sono dei piccoli gnocchi alle ortiche conditi con formaggio e cipolle, la particolarità della tradizione di questo piatto è che le patate vengono impastate crude, cuociono poi insieme ai gnocchi, una caratteristica che le accomuna alle "calhetas" della vicina Val Chisone.
INGREDIENTI PER 4\6 PERSONE
- patate 1 kg
- farina di segale 250gr
- ortiche 200 gr
- cipolle n 4
- pane grattugiato 90 gr
- burro 80 gr
- toma piemontese 80 gr
- uova n 2
- sale
PROCEDIMENTO
Lavare molto bene le ortiche e tritarle molto finemente. Quindi pelare le patate lavarle asciugarle e grattugiarle in una terrina. Tritare finemente la Toma piemontese e unirla alle ortiche tritate e alle patate aggiungere un uovo intero e un tuorlo, la farina di segale e un pizzico di sale.
Impastare il tutto fino ad ottenere un composto legato e solido lasciarlo riposare al fresco per almeno un'ora. A capo mentre l'impasto riposa preparare il sugo. Pulire le cipolle e tagliarle in Julien farle soffriggere in una padella con 40 g di burro a fuoco lento e salarle e lasciarle cuocere per circa 15 minuti.
Fare i gnocchi con l'impasto delle ortiche prendere dei pezzi grossi quanto un pugno arrotolarli fiera a fare dei bastoncini e tagliarli a pezzetti ricavando dei gnocchi piuttosto piccoli. Distribuire i gnocchi su un asse di legno coperto di farina per non farli attaccare.
Portare a demolizione una pentola con abbondante acqua salata buttare le "cabiettes" non appena verranno a galla scolarle con una schiumarola e metterle in una teglia da forno precedentemente imburrata condire i gnocchi con una parte del soffritto di cipolle.
Continuare a strati in questo modo alternando le "cabiettes" al sugo di cipolle, quindi cospargere con il pane grattugiato e il restante burro fiocchetti.
Per accompagnare le "cabiettes" vi posso consigliare un vino di montagna come il Ramìe della vicina Val Chisone.
Una delle ricette della cucina piemontese montanara dal sapore deciso e sostanzioso. Le "cabiettes" sono dei piccoli gnocchi alle ortiche conditi con formaggio e cipolle, la particolarità della tradizione di questo piatto è che le patate vengono impastate crude, cuociono poi insieme ai gnocchi, una caratteristica che le accomuna alle "calhetas" della vicina Val Chisone.
INGREDIENTI PER 4\6 PERSONE
- patate 1 kg
- farina di segale 250gr
- ortiche 200 gr
- cipolle n 4
- pane grattugiato 90 gr
- burro 80 gr
- toma piemontese 80 gr
- uova n 2
- sale
PROCEDIMENTO
Lavare molto bene le ortiche e tritarle molto finemente. Quindi pelare le patate lavarle asciugarle e grattugiarle in una terrina. Tritare finemente la Toma piemontese e unirla alle ortiche tritate e alle patate aggiungere un uovo intero e un tuorlo, la farina di segale e un pizzico di sale.
Impastare il tutto fino ad ottenere un composto legato e solido lasciarlo riposare al fresco per almeno un'ora. A capo mentre l'impasto riposa preparare il sugo. Pulire le cipolle e tagliarle in Julien farle soffriggere in una padella con 40 g di burro a fuoco lento e salarle e lasciarle cuocere per circa 15 minuti.
Fare i gnocchi con l'impasto delle ortiche prendere dei pezzi grossi quanto un pugno arrotolarli fiera a fare dei bastoncini e tagliarli a pezzetti ricavando dei gnocchi piuttosto piccoli. Distribuire i gnocchi su un asse di legno coperto di farina per non farli attaccare.
Portare a demolizione una pentola con abbondante acqua salata buttare le "cabiettes" non appena verranno a galla scolarle con una schiumarola e metterle in una teglia da forno precedentemente imburrata condire i gnocchi con una parte del soffritto di cipolle.
Continuare a strati in questo modo alternando le "cabiettes" al sugo di cipolle, quindi cospargere con il pane grattugiato e il restante burro fiocchetti.
Infornare per 30 minuti a 180° centigradi e servire ben caldi
Per accompagnare le "cabiettes" vi posso consigliare un vino di montagna come il Ramìe della vicina Val Chisone.
RISOTTO DI PESCE PERSICO REALE
Il risotto di pesce persico reale è una ricetta tipica della cucina piemontese, il riso ovviamente è quello della pianura piemontese di Vercelli ma anche di Biella e Novara. Mentre i pesci d'acqua dolce hanno una grande tradizione storica in Piemonte anche se ultimamente sono stati un pò dimenticati nelle ricette piemontesi.
In passato i pesci d'acqua dolce erano un alimento molto importante soprattutto nei conventi in cui almeno un terzo dei giorni dell'anno si doveva mangiare "di magro" quindi senza carne.
Secondo alcuni storici il 17 luglio 1809 per accogliere Papa Pio VII in Val Susa venne preparato un pranzo d'onore con ben 30 Kg di pesce d'acqua dolce.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- pesce persico reale 400 gr
- riso Carnaroli 300 gr
- burro 60 gr
- sedano 1 costa
- carota n 1
- cipolla n 1
- spicchi d'aglio n 2
- prezzemolo
- vino bianco secco n 1 bicchiere
- sale e pepe
PROCEDIMENTO
Pulire il pesce persico, tagliarlo, con un coltello molto affilato lungo il dorso seguendo la lisca centrale: partire dalla coda e ritornare rasente alla lisca fino alla testa.
Ricavare due filetti, eliminare le spine ventrali con il coltello o con le pinzette.
Tenere la testa e le lische che serviranno per il brodo.
Riempire per 2\3 d'acqua, metterci la cipolla, il sedano e la carota puliti e tagliati a grossi cubetti. Aggiungere le lische e le teste. Salare e far bollire per 30 minuti. Quando sarà cotto passare al colino e mantenere al caldo.
Pulire l'aglio, mondare il prezzemolo, quindi tritarli. Far soffriggere il trito con metà del burro. Dopo 3 o 4 minuti aggiungere i filetti di pesce persico tagliati a pezzi che si dovranno disfare quasi completamente durante la cottura.
Versare a pioggia il riso nella padella, mescolare bene e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato bagnare con il brodo e far cuocere per 14\16 minuti.
Servire il risotto di pesce persico reale ben caldo.
In passato i pesci d'acqua dolce erano un alimento molto importante soprattutto nei conventi in cui almeno un terzo dei giorni dell'anno si doveva mangiare "di magro" quindi senza carne.
Secondo alcuni storici il 17 luglio 1809 per accogliere Papa Pio VII in Val Susa venne preparato un pranzo d'onore con ben 30 Kg di pesce d'acqua dolce.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
- pesce persico reale 400 gr
- riso Carnaroli 300 gr
- burro 60 gr
- sedano 1 costa
- carota n 1
- cipolla n 1
- spicchi d'aglio n 2
- prezzemolo
- vino bianco secco n 1 bicchiere
- sale e pepe
PROCEDIMENTO
Pulire il pesce persico, tagliarlo, con un coltello molto affilato lungo il dorso seguendo la lisca centrale: partire dalla coda e ritornare rasente alla lisca fino alla testa.
Ricavare due filetti, eliminare le spine ventrali con il coltello o con le pinzette.
Tenere la testa e le lische che serviranno per il brodo.
Riempire per 2\3 d'acqua, metterci la cipolla, il sedano e la carota puliti e tagliati a grossi cubetti. Aggiungere le lische e le teste. Salare e far bollire per 30 minuti. Quando sarà cotto passare al colino e mantenere al caldo.
Pulire l'aglio, mondare il prezzemolo, quindi tritarli. Far soffriggere il trito con metà del burro. Dopo 3 o 4 minuti aggiungere i filetti di pesce persico tagliati a pezzi che si dovranno disfare quasi completamente durante la cottura.
Versare a pioggia il riso nella padella, mescolare bene e bagnare con il vino bianco. Quando il vino sarà evaporato bagnare con il brodo e far cuocere per 14\16 minuti.
Servire il risotto di pesce persico reale ben caldo.
GNOCCHI DI ZUCCA E CASTAGNE
Una ricetta tipica del Verbano Cusio Ossola la provincia più a nord del Piemonte. I gnocchi alla zucca e castagne sono un primo piatto squisito.
INGREDIENTI PER 6\8 PERSONE
1 kg di patate
300 gr di farina di frumento
150 gr di farina di castagne
Mettere le patate con la buccia in una pentola con acqua fredda e cuocere per 20 minuti dal momento dell’ebollizione, sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate.
Pulire la zucca, tagliarla a cubetti e lessarla in poca acqua bollente per 15 minuti, quindi passarla con lo schiacciapatate.
Setacciare su un piano di lavoro i due tipi di farina in modo da formare una corona sul tavolo.
Aggiungere le patate e la zucca, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale, il pepe e una spolverata di noce moscata.
Impastare tutto aggiungendo poco alla volta il pane grattugiato fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Fare dei salami di pasta, tagliarli con il coltello e passarli su una forchetta per dare la caratteristica forma dei gnocchi(come nel filmato).
INGREDIENTI PER 6\8 PERSONE
1 kg di patate
300 gr di farina di frumento
150 gr di farina di castagne
150 gr di pane grattugiato
2 tuorli
2 tuorli
60 gr di zucca gialla
salvia
Toma di alpeggio
Sale
Pepe
Noce moscata
PROCEDIMENTO
salvia
Toma di alpeggio
Sale
Pepe
Noce moscata
PROCEDIMENTO
Mettere le patate con la buccia in una pentola con acqua fredda e cuocere per 20 minuti dal momento dell’ebollizione, sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate.
Pulire la zucca, tagliarla a cubetti e lessarla in poca acqua bollente per 15 minuti, quindi passarla con lo schiacciapatate.
Setacciare su un piano di lavoro i due tipi di farina in modo da formare una corona sul tavolo.
Aggiungere le patate e la zucca, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale, il pepe e una spolverata di noce moscata.
Impastare tutto aggiungendo poco alla volta il pane grattugiato fino ad ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Il passaggio sulla forchetta serve anche per rendere la superficie del gnocco più irregolare affinché raccolga più salsa. Metterli a riposare su di un vassoio ben infarinato.
Per questa ricetta si possono utilizzare anche le castagne fresche al posto della farina di castagne per avere un prodotto più saporito e rustico. In questo caso bisogna far bollire 100 gr di castagne e passarle poi al setaccio sostituendole poi alla farina di castagne.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/
Far sciogliere il burro in una padella e aggiungere le foglie di salvia. Lessare i gnocchi in abbondante acqua salata, quando saranno venuti a galla scolarli e farli saltare nella padella con il burro e salvia.
Disporre nei piatti e aggiungere la toma di alpeggio grattugiata grossolanamente.
Per questa ricetta si possono utilizzare anche le castagne fresche al posto della farina di castagne per avere un prodotto più saporito e rustico. In questo caso bisogna far bollire 100 gr di castagne e passarle poi al setaccio sostituendole poi alla farina di castagne.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/
GALLETTES AL CARDO GOBBO E CASTELMAGNO
Le gallettes di grano saraceno e cardo Gobbo sono una delle ricette tipiche della cucina piemontese. Il cardo gobbo è un prodotto tipico della cucina piemontese che si coltiva soprattutto nella zona intorno a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Potete trovare più informazioni su questo prodotto tipico seguendo questo link CARDO GOBBO DI NIZZA MONFERRATO. Il castelmagno invece è un formaggio tipico prodotto nelle valli del cuneese trovate maggiori informazioni su questo grande formaggio seguendo questo link CASTELMAGNO.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
Per le gallettes
125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo
Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1
Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).
Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
Per le gallettes
125 g di farina di grano saraceno
100 g di latte fresco
150 g di acqua
25 g di olio di semi
3 g di sale fino
1 uovo
Per il ripieno
- Cardo gobbo di Nizza Monferrato gr 200
- acciuga salata n 1
- Castelmagno ben stagionato gr 50
- latte
- burro
- farina
- tuorlo d'uovo - 1
Mondare il cardo togliendo i filamenti, tagliarlo a pezzi di circa due centimetri. Rosolare il cardo brevemente in padella con un poco di burro, quindi aggiungere l'acciuga salata tritata e due spicchi d'aglio tagliati a pezzetti.
Coprire di latte e cuocere fino a che i cardi non saranno teneri (l'acciuga e l'aglio si dovranno disfare completamente).
Preparare le gallettes al grano saraceno, in un contenitore capiente amalgamare le uova con la farina di grano saraceno fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungere il latte lentamente e l'acqua mescolando bene con una frusta per evitare il formarsi dei grumi.
Ungere con l'olio una padella antiaderente e farla scaldare sul fuoco, quando sarà ben calda versare un mestolo di pastella. Lasciare cuocere per circa un minuto poi girarla lasciandola cuocere dal lato opposto.
Infine disponerre su ogni galletta la crema ottenuta dai cardi e guarnire con abbondanti scaglie di Castelmagno.
AGNOLOTTI AI TOPINAMBUR
Gli agnolotti ai topinambur sono una ricetta tipica della cucina piemontese di cui mettono insieme due golosità gli agnolotti (o raviole) e il topinambur che viene molto usato nelle ricette piemontesi.
Contiene anche l’inulina che, abbinata all’acqua, ha la straordinaria proprietà di conferire una sensazione di sazietà.
In Piemonte è quasi d'obbligo gustare il tupinambur (o Ciapinabò) nella bagna caoda e viene prodotto tra settembre e novembre soprattutto nei comuni di Carignano e Moncalieri (Torino).
DIFFICOLTA':MEDIA
INGREDIENTI PER 4 PERSONE
PER LA PASTA
- 300 gr di farina
- 100 gr di spinaci
PER IL RIPIENO:
- 800 gr di topinambur
- 50 gr di grana grattugiato
- 1 uovo
- 1 rametto di timo
- 10 g di burro
- sale
PER IL SUGO:
- 50 gr di grana
- 1 rametto di timo
- 40 gr di burro
PREPARAZIONE
Pulire bene i topinambur e tagliarli a cubetti.
Fondere il burro in una pentola, unire i topinambur e un rametto di timo, far rosolare per 4-5 minuti.
Cuocere con il coperchio per altri 10 minuti, bagnandoli con poca acqua, salare.
Togliere il timo e passare i topinambur al frullatore; aggiungere l’uovo, il formaggio e salare.
Pulire bene gli spinaci e cuocerli in pochissima acqua bollente leggermente salata per 5 minuti. Strizzarli bene e tritarli. Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, mettere le uova intere al centro, unire gli spinaci e impastare fino a ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Stendere con il matterello la sfoglia sul tavolo ben infarinato in strisce larghe circa 15 cm. Con un cucchiaino disporre dei mucchietti di ripieno ai topinambur. Ricoprire con un'altra striscia di pasta e chiudere bene ai lati del ripieno con la pressione delle dita. Tagliare tanti rettangoli di 4 x 4 cm di lato con la rotella dentata.
Cuocere gli agnolotti ai topinambur in abbondante acqua bollente salata. Scolarli e servirli conditi con burro e formaggio a scaglie.
Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.
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GNOCCHI CON LA GIUNCA'
I gnocchi con la giuncà sono una ricetta tipica delle valli valdesi (Val Pellice, Val Germanasca e val Chisone) in cui si prepara questa particolare ricotta. Se volete sapere di più sulla giuncà leggete questo post: http://prodottidelpiemonte.blogspot.it/2014/01/giunca.html
L'isolamento dei valdesi durante i secoli hanno permesso di sviluppare lavorazioni molto caratteristiche per i formaggi e i latticini come nel caso della giuncà.
INGREDIENTI per 4 persone
- giuncà (o ricotta fresca) 400 gr
- farina 120 gr
- 2 tuorli
- Parmigiano Reggiano 40 gr
- timo
- sale
Per il sugo:
- piselli 50 gr
- burro 30 gr
- cipolle novelle n 3
- carote novelle n 2
- zucchini 2
- fave fresche 50 gr
- asparagi n 3
- pomodoro n 1
- aglio 2 spicchi
- vino bianco secco
- maggiorana
- Parmigiano Reggiano
- sale
PROCEDIMENTO
Setacciare la giuncà o lavorarla con una forchetta in un contenitore fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Amalgamare la farina, i tuorli, il timo e il Parmigiano. Salare e lasciare riposare il composto in un luogo fresco per circa 10 minuti.
Formare con l'impasto di giuncà dei filoni su un piano ben infarinato. Tagliare dei cilindretti e disporli man mano su di un piatto ben infarinato.
Pulire e pelare le carote, tagliarle a bastoncino insieme agli zucchini. Sgranare i piselli freschi e le fave, tagliare a rondelle le cipolline e a cubetti il pomodoro preventivamente privato dei semi. Quindi tagliare la parte più verde degli asparagi a rondelle sottili.
In una padelle sciogliere il burro con gli spicchi d'aglio, aggiungere le verdure e lasciare rosolare velocemente. Salare e bagnare le verdure con il vino bianco secco. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 10 minuti circa.
Cuocere i gnocchi di giuncà in abbondante acqua salata, scolarli con una schiumarola appena affiorano in superficie. Far saltare gli gnocchi di giuncà nel sugo di verdure e all'ultimo unire la maggiorana e il Parmigiano.
Servire ben caldi magari accompagnati con un vino delle valli valdesi come il vino Ramìe che trovate sul sito di Dolcepiemonte tra i vini rossi tipici piemontesi.
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L'isolamento dei valdesi durante i secoli hanno permesso di sviluppare lavorazioni molto caratteristiche per i formaggi e i latticini come nel caso della giuncà.
INGREDIENTI per 4 persone
- giuncà (o ricotta fresca) 400 gr
- farina 120 gr
- 2 tuorli
- Parmigiano Reggiano 40 gr
- timo
- sale
Per il sugo:
- piselli 50 gr
- burro 30 gr
- cipolle novelle n 3
- carote novelle n 2
- zucchini 2
- fave fresche 50 gr
- asparagi n 3
- pomodoro n 1
- aglio 2 spicchi
- vino bianco secco
- maggiorana
- Parmigiano Reggiano
- sale
PROCEDIMENTO
Setacciare la giuncà o lavorarla con una forchetta in un contenitore fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Amalgamare la farina, i tuorli, il timo e il Parmigiano. Salare e lasciare riposare il composto in un luogo fresco per circa 10 minuti.
Formare con l'impasto di giuncà dei filoni su un piano ben infarinato. Tagliare dei cilindretti e disporli man mano su di un piatto ben infarinato.
Pulire e pelare le carote, tagliarle a bastoncino insieme agli zucchini. Sgranare i piselli freschi e le fave, tagliare a rondelle le cipolline e a cubetti il pomodoro preventivamente privato dei semi. Quindi tagliare la parte più verde degli asparagi a rondelle sottili.
In una padelle sciogliere il burro con gli spicchi d'aglio, aggiungere le verdure e lasciare rosolare velocemente. Salare e bagnare le verdure con il vino bianco secco. Coprire con un coperchio e cuocere a fuoco lento per 10 minuti circa.
Cuocere i gnocchi di giuncà in abbondante acqua salata, scolarli con una schiumarola appena affiorano in superficie. Far saltare gli gnocchi di giuncà nel sugo di verdure e all'ultimo unire la maggiorana e il Parmigiano.
Servire ben caldi magari accompagnati con un vino delle valli valdesi come il vino Ramìe che trovate sul sito di Dolcepiemonte tra i vini rossi tipici piemontesi.
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RISOTTO ALLE NOCCIOLE E CASTELMAGNO
La cucina piemontese è un mix di cultura della tradizione e prodotti agricoli di alta qualità.
Sbucciare la cipolla, tritarla finemente e soffriggerla per qualche minuto con un po' di burro.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/
Le nocciole sono frutti d'eccellenza delle colline delle Langhe in provincia di Cuneo, il riso è un prodotto delle pianure del vercellese, del biellese e della bassa novarese. Il Castelmagno è un formaggio di grande pregio che viene ottenuto dai pascoli delle montagne cuneesi.
Insomma il risotto alle nocciole e Castelmagno è una ricetta che coniuga benissimo prodotti tipici della cucina piemontese e li fonde insieme per regalare un sapore autentico e vero.
Ingredienti per 4 persone:
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di riso Carnaroli
100 gr di nocciole del Piemonte
100 gr di nocciole del Piemonte
90 gr di formaggio Castelmagno
50 gr di burro
50 gr di burro
Vino bianco secco 1\2 bicchiere
1 cipolla
1 litro di brodo (vegetale o di carne)
1 rametto di rosmarino
Sale
pepe
Procedimento:
1 cipolla
1 litro di brodo (vegetale o di carne)
1 rametto di rosmarino
Sale
pepe
Procedimento:
Consigliamo di acquistare le vere nocciole Piemonte IGP che garantiscono una maggiore qualità e un sapore ineguagliabile. Aprire le nocciole e tostarle in forno per una decina di minuti.
Quindi frantumare grossolanamente le nocciole e lasciare a parte in un contenitore.
Sbucciare la cipolla, tritarla finemente e soffriggerla per qualche minuto con un po' di burro.
Aggiungere il riso e il rosmarino. Tostare il riso per un minuto quindi bagnare con il vino bianco.
Quando il vino sarà evaporato completamente aggiungere un mestolo di brodo caldo e mescolare delicatamente con un cucchiaio di legno.
Continuare ad aggiungere il brodo man mano che serve. A metà cottura c.a. unire metà del Castelmagno precedentemente tagliato a cubetti e metà delle nocciole.
Quando il riso sarà cotto aggiustarlo di sale e pepe, aggiungere il Castelmagno rimasto e quasi tutte le nocciole. Mescolare e mantecare con il burro.
Impiattare il risotto alle nocciole e Castelmagno guarnendo il piatto con le nocciole rimaste, il rosmarino e delle scaglie di Castelmagno.
Quando il riso sarà cotto aggiustarlo di sale e pepe, aggiungere il Castelmagno rimasto e quasi tutte le nocciole. Mescolare e mantecare con il burro.
Impiattare il risotto alle nocciole e Castelmagno guarnendo il piatto con le nocciole rimaste, il rosmarino e delle scaglie di Castelmagno.
Le ricette tipiche della cucina piemontese, la storia e le tradizioni le trovate suhttp://cucinapiemontese.blogspot.it/
PATATE ALLA SAVOIARDA
La cucina piemontese risente molto della cucina francese, il regno dei Savoia infatti si estendeva al di qua e al di la della Alpi. Nel Delfinato esiste una storica ricetta chiamata "Gratin dauphinois" che è molto simile a questa.
Ma nelle patate alla savoiarda i cuochi piemontesi hanno personalizzato la ricetta con l'uso del Parmigiano, e del brodo di carne.
INGREDIENTI PER 8 PERSONE
PATATE 1 KG
PANNA LIQUIDA 100 GR
BURRO 80 GR
PARMIGIANO GRATTUGIATO 80 GR
BRODO DI CARNE 1 TAZZA
NOCE MOSCATA
SALE
PROCEDIMENTO:
Lavare le patate, cuocere per 10 minuti in abbondante acqua salata.
Pelare e Ttgliare le patate in fettine da 50 mm di spessore.
Imburrare una teglia da forno, dressare uno strato di fette di patate, ricoprire con parmigiano, qualche goccia di panna, sale e noce moscata. Bagnare con il brodo e continuare a sovrapporre altri stati di patate ripetendo il procedimento.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti. Il brodo dovrebbe essere assorbito quasi completamente dalle patate e la superficie deve avere un bel colore bruno.
Le patate alla savoiarda possono anche essere servite come primo piatto magari con delle fettine di tartufo per insaporire ulteriormente il piatto. Come contorno le patate alla savoiarda possono accompagnare un brasato al barolo o anche un bollito misto.
Buon viaggio su cucinapiemontese.blogspot.com ...
Ma nelle patate alla savoiarda i cuochi piemontesi hanno personalizzato la ricetta con l'uso del Parmigiano, e del brodo di carne.
INGREDIENTI PER 8 PERSONE
PATATE 1 KG
PANNA LIQUIDA 100 GR
BURRO 80 GR
PARMIGIANO GRATTUGIATO 80 GR
BRODO DI CARNE 1 TAZZA
NOCE MOSCATA
SALE
PROCEDIMENTO:
Lavare le patate, cuocere per 10 minuti in abbondante acqua salata.
Pelare e Ttgliare le patate in fettine da 50 mm di spessore.
Imburrare una teglia da forno, dressare uno strato di fette di patate, ricoprire con parmigiano, qualche goccia di panna, sale e noce moscata. Bagnare con il brodo e continuare a sovrapporre altri stati di patate ripetendo il procedimento.
Cuocere in forno a 180°C per 20 minuti. Il brodo dovrebbe essere assorbito quasi completamente dalle patate e la superficie deve avere un bel colore bruno.
Le patate alla savoiarda possono anche essere servite come primo piatto magari con delle fettine di tartufo per insaporire ulteriormente il piatto. Come contorno le patate alla savoiarda possono accompagnare un brasato al barolo o anche un bollito misto.
Buon viaggio su cucinapiemontese.blogspot.com ...
AGNOLOTTI DI MOSTARDELA
Gli agnolotti di mostardela sono una ricetta tipica della cucina piemontese legata al territorio delle valli valdesi.
In passato questo era un piatto molto ricco riservato alle giornate di festa come matrimoni o battesimi. Per ricordare gli antichi sapori in questa ricetta abbiamo miscelato 3 diversi tipi di farina, anche se in passato la farina bianca 00 era praticamente sconosciuta.
La mostardela è un salume tipico della Val Pellice ne ho già parlato in un altro post che trovate qui http://cucinapiemontese.blogspot.it/2010/06/mustardela.html.
INGREDIENTI
per la pasta
- Farina bianca 00 150 gr
- farina di grano saraceno 150 gr
- Farina integrale 50 gr
- tuorlo d'uovo n 3
- uovo intero n 1
- sale
per il ripieno
- porri 800 gr
- Mostardela 500 gr
- olio extravergine d'oliva
- latte
- sale
per la salsa
- panna da cucina 100 gr
- brodo di carne 200 gr
- Toma stagionata 50 gr
- zucchero
- sale
PROCEDIMENTO
Miscelare le 3 farine e formare una corona sul tavolo al centro mettete i 3 tuorli e un pizzico di sale. Impastare bene fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare sotto un panno.
Cuocere la mostardela in abbondante acqua salata per 30 minuti circa.
Pulire i porri eliminando la parte dura e più verde delle foglie quindi tagliarli a rondelle sottili e farli rosolare in padella con un po' d'olio.
Scolare la mostardela e metterla in un contenitore con metà dei porri rosolati, aggiungere un goccio di latte e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Stendere la pasta in strisce molto sottili, più è sottile più si accentuerà il sapore della mostardela. Stendere la striscia larga circa 15 cm sul tavolo, con un cucchiaino o con un sac a poche formare dei piccoli mucchietti di ripieno grandi circa come una nocciola, avendo cura di distanziarli di almeno un centimetro.
Stendere una seconda sfoglia di pasta di dimensioni simili alla prima, pennellarla con l'uovo sbattuto e appoggiarla sopra la precedente dal lato spennellato con l'uovo perchè si attacchi bene. Premere bene con le dita intorno al ripieno. Con una rotella tagliapasta separate gli agnolotti fino all'esaurimento della pasta.
Preparare la salsa versando sulla metà rimanente dei porri un bicchiere di brodo di carne e lasciar consumare completamente il brodo, aggiungere un pizzico di zucchero per eliminare l'acidità, sale e pepe e legare il tutto con la panna mescolando bene.
Cuocere gli agnolotti di mostardela in abbondante acqua salata, scolarli e farli saltare delicatamente con la salsa ai porri. Servire grattugiando sopra la toma stagionata.
Potete abbinare gli agnolotti di mostardela con un buon bicchiere di Ramìe un vino rosso delle montagne della val Chisone che potete farvi consegnare direttamente a casa seguendo questo link RAMIE su Dolcepiemonte.
Su questo blog cucinapiemontese.blogspot.it cerchiamo di diffondere le ricette della tradizione nella convinzione che in questo modo si diffonda la cultura gastronomica che è vera cultura. Tornate spesso a trovarci per scoprire sempre nuove ricette e curiosità storiche sulla cucina piemontese.
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